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Prestiti Pensionati: Garanzie e Condizioni per Ottenerli

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Stai cercando le migliori condizioni per richiedere i prestiti pensionati? Allora hai trovato l’articolo giusto!

I prestiti per pensionati sono prestiti concessi da banche a coloro ai percettori di una pensione. La maggior parte degli istituti di credito eroga questo tipo di prodotto senza grandi difficoltà, perché la pensione stessa ricopre il ruolo di garanzia grazie al fatto che rappresenta un reddito sicuro.

Le soluzioni del mercato sono davvero numerose, e per questo motivo nelle prossime righe vedremo insieme in cosa consistono nel dettaglio i prestiti pensionati, come richiederli con e senza cessione del quinto, fino a 85 anni, con pensione fino a 500 euro e tutto quello che occorre sapere in merito.

Prima di proseguire, ecco una tabella con le migliori piattaforme per prestiti pensionati, le loro caratteristiche e i link ai siti ufficiali

Migliori prestiti pensionati online

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Classifica delle migliori piattaforme per prestiti pensionati online del 2021

Di seguito, invece, trovi una lista delle migliori piattaforme per prestiti pensionati online del 2021:

Prestiti pensionati

Abbiamo detto che i prestiti pensionati sono una particolare tipologia di prestito dedicata appunto a questa categoria.

D’altronde, rispetto al passato la vita media si è allungata di tanto e la qualità della vita stessa migliorata. Per questi motivi i pensionati che intendono realizzare dei progetti di diversa natura sono in aumento, che si tratti di aiutare figli e nipoti, piuttosto che affrontare una spesa imprevista, o altro ancora.

Lo sanno molto bene gli istituti di credito, che negli ultimi anni hanno ideato proprio per i pensionati prodotti specifici. Tra questi troviamo ad esempio i prestiti con cessione del quinto della pensione. Si tratta del finanziamento probabilmente più facile da ottenere per i pensionati.

Questo perché la pensione stessa funzionerà da garanzia per la banca, e il rimborso potrà avvenire direttamente attraverso una trattenuta.

Come facilmente intuibile dal nome, la cessione del quinto prevede che l’importo della rata non superi appunto il quinto di quelle che sono le entrate mensili derivanti dalla pensione. Per l’ottenimento di un prestito dietro cessione del quinto è necessari soddisfare alcuni requisiti. Il primo riguarda l’età massima del richiedente, fissata a 79 anni. Il secondo prevede che il richiedente sia pensionato.

Anche i pensionati che in passato sono stati giudicati cattivi pagatori, quindi iscritti nei registri della centrale rischi, possono accedere ai prestiti per pensionati con cessione del quinto. La durata massima di questa formula è fissata a 10 anni, mentre la minima è di 24 mesi. Persino le tempistiche necessarie per l’erogazione sono piuttosto ristrette, e questo sempre perché la pensione per l’istituto erogante rappresenta una garanzia.

Il pensionato può richiedere un prestito con cessione del quinto presentando alcuni documenti, tra cui un documento d’identità valido, il codice fiscale, la comunicazione INPS di cedibilità e l’ultimo cedolino della pensione. Sono previsti dei costi fissi per la cessione del quinto, tra cui le spese di istruttoria e oneri vari. Ciò che cambia a seconda dell’istituto prescelto, sono l’assicurazione sulla vita e gli interessi.

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Prestito INPS pensionati

Un’altro tipo di prestiti per pensionati è rappresentata dai prestiti INPS. Si tratta di una soluzione di credito al consumo proposta ad un tasso particolarmente agevolato, e destinato a quei pensionati iscritti alla gestione “Dipendenti Pubblici”.

I finanziamenti, gestiti dal Fondo Credito “Gestione Unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali”, sono erogati dall’INPS o da banche convenzionate INPS.

I prestiti si suddividono in due famiglie:

  • Piccoli prestiti Inpdap. Si tratta di importi ridotti con piani di ammortamenti brevi, compresi tra 1 e 4 anni. Per accedere ai finanziamenti è fondamentale l’iscrizione alla Gestione Unitaria per quanto riguarda le prestazioni sociali e creditizie, alla gestione Assistenza Magistrale oppure essere degli ex dipendenti del gruppo Poste Italiane;
  • Prestiti pluriennali Inpdap. In questo caso si tratta di prestiti ideati per fronteggiare specifiche necessità. Tra le principali si possono ipotizzare cure dentarie, traslochi e altre ancora. Per certi punti di vista i prestiti pluriennali Inpdap assomigliano ai prestiti con cessione del quinto, anche perché al pari di quest’ultimi l’addebito delle rate avviene attraverso il prelievo automatico dell’importo dalla pensione. In questo caso si tratta di prestiti pluriennali diretti, mentre quando il finanziamento viene erogato da una società finanziaria convenzionata si parla di prestiti pluriennali indiretti.

Prestiti pensionati fino 85 anni

A livello teorico possono richiedere un prestito personale i soggetti di età compresa tra i 18 e i 75 anni. All’atto pratico però, molti istituti hanno studiato formule che arrivano fino a 85 anni e oltre.

Ancora una volta entra in gioco l’INPS e la cessione del quinto. La primaria comodità di queste soluzioni risiede nel fatto che il debitore non deve preoccuparsi di nulla, dal momento che la rata verrà detratta dall’assegno previdenziale.

Procedendo in questa maniera, né il richiedente né l’istituto di credito si espongono a rischi alti. L’importo massimo della rata è del 20% della pensione. Ciò che cambia invece, oltrepassata la soglia dei 75 anni, è il costo del finanziamento, a causa di interessi più alti e di un premio assicurativo più oneroso.

Per quanto concerne invece le spese di istruttoria non ci sono differenze sostanziali rispetto ad un prestito tradizionale.

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Prestito con pensione di 500 euro

Il prestito con pensione di 500 euro merita un approfondimento. Nel 2017 infatti, lo Stato italiano ha stabilito come 501,89 euro mensili rappresenti la somma minima necessaria ad ogni individuo per vivere dignitosamente nella quotidianità. Nell’arco di un anno stiamo parlando di 6.524,57 euro.

Su questa base si potrebbe pensare che non è possibile per un pensionato con pensione minima ottenere un prestito.

In realtà molte banche hanno introdotto prodotti specifici la cui richiesta è possibile anche con la pensione minima. In linea di massima la procedura è la medesima di qualsiasi altro finanziamento.

Ad ogni modo il consiglio è sempre quello di rivolgersi alla propria banca o società finanziaria, o in alternativa a un servizio di consulenza in grado di indirizzare verso il miglior prodotto per le proprie esigenze.

I documenti da inoltrare sono quindi sempre gli stessi di un qualsiasi altro prestito per pensionati, quindi la carta d’identità in corso di validità, il codice fiscale e chiaramente il cedolino della pensione in grado di certificare l’ammontare dell’assegno previdenziale. A questo punto la banca avvierà la tradizionale istruttoria sul cliente, indagando dunque sulla veridicità dei dati forniti e sul passato creditizio dello stesso.

Nonostante questo potrebbe accadere che la banca ritenga insufficiente il reddito percepito dalla pensione minima per pagare regolarmente le rate del prestito. In questa situazione purtroppo, sarà costretta a negare la richiesta di finanziamento.

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Prestiti personali a pensionati senza cessione del quinto

Abbiamo detto che in determinate situazioni il pensionato con pensione minima potrebbe vedersi rifiutata la richiesta di finanziamento a causa di una garanzia non sufficiente per la banca.

Questo però non significa che il soggetto non possa riuscire a ottenere un prestito personale anche senza cessione del quinto. E questo anche se tale soluzione rimane comunque la più battuta dalle banche.

Ad ogni modo, l’alternativa consiste nel prestito vitalizio bancario. Si tratta di una forma di finanziamento per cui gli istituti di credito richiedono a titolo di garanzia la proprietà di un immobile.

Ovviamente il pensionato non dovrà rinunciare alla casa per ottenere il prestito, e dunque rappresenta la soluzione ideale anche per quei pensionati che godono solamente della pensione sociale.

Solitamente con il prestito vitalizio bancario l’istituto di credito può arrivare a concedere fino al 50% del valore della proprietà, a seconda dell’età del pensionato. In questi casi la documentazione da consegnare alla banca è sicuramente più “corposa”, dal momento che sarà necessario allegare anche il certificato contestuale, l’atto di provenienza o la Relazione Notarile Preliminare e infine una perizia dell’immobile.

Sulla base del singolo caso la banca potrebbe comunque richiedere ulteriore documentazione oltre a quella standard elencata in precedenza. Ad ogni modo, una volta raccolti i documenti necessari, la banca emette un parere preliminare di fattibilità.

Dobbiamo precisare però che qualsiasi sia l’esito di questo parere, positivo o negativo, non è vincolante ai fini dell’ottenimento del prestito.

Il banco di prova a tutti gli effetti è la perizia dell’immobile che la banca ordinerà attraverso un tecnico di fiducia. Lo scopo chiaramente è quello di ottenere una valutazione attendibile e il relativo stato di conservazione. I costi di questa perizia sono solitamente a carico del richiedente, ad eccezione di promozioni particolari, e verranno spalmati sulle rate del prestito.

A questo punto, in caso di esito positivo da parte dell’istituto, sarà possibile passare alla fase di stipula del contratto. Trattandosi di un atto pubblico, la firma dovrà avvenire in presenza di un notaio.

Il consiglio è quello di richiedere preventivamente una copia di tale contratto per analizzarlo in maniera approfondita. Nel momento in cui viene firmato da entrambe le parti, sulla casa viene aperta un’ipoteca. L’ipoteca pone delle limitazioni al debitore, tra cui l’impossibilità di vendere l’immobile, di affittarlo, di ristrutturarlo ed altre ancora.

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Prestiti con pensione d’invalidità

Ottenere dei prestiti con pensione d’invalidità non è impossibile, dunque le società finanziarie e le banche non rifiutano a prescindere le richieste di prestito.

L’iter di valutazione però equivale a quello di un qualsiasi altro finanziamento, e per questo motivo viene a mancare il canale preferenziale delle agevolazioni INPS e la possibilità della cessione del quinto della pensione.

Questo significa che la condizione per cui un istituto potrebbe concedere un finanziamento si basa esclusivamente sull’affidabilità creditizia del richiedente, ovvero sulla sua capacità di rimborsare puntualmente le rate previste dal contratto di finanziamento. Il primo criterio utile, dunque, riguarda l’importo della pensione percepita, che tra l’altro può anche essere cumulata con altri redditi.

Anche in questo caso la documentazione da presentare è più sostanziosa rispetto ad un prestito tradizionale. Questo significa che alla richiesta di prestito dovrà essere allegata anche la documentazione medica in grado di attestare quali sono le motivazioni invalidanti.

Questa dovrà essere analizzata e controllata dall’assicurazione che fornirà la copertura in caso di decesso anticipato del debitore rispetto al termine del prestito.

Esempio: cerco piccolo prestito con pensione invalidità di 300 euro

Attraverso i canali ordinari del credito al consumo, se il soggetto ha l’esigenza di richiedere un piccolo prestito con pensione invalidità 300 euro, l’unica possibilità è non avere mai avuto problemi con altri finanziamenti passati. In alternativa qualsiasi istituto richiederà delle garanzie aggiuntive, come la firma di un garante.

Il consiglio in questo caso è quello di sfruttare le potenzialità del web e i comparatori di tariffe online.

Prestito con pensione sociale

Aggiornato al 2021, l’importo dell’assegno sociale è fissato a 460,28 euro. Questo significa che la cifra è inferiore alla soglia di 500 euro che nel 2017 lo Stato italiano ha dichiarato come “minima” per poter condurre una vita dignitosa nella quotidianità.

Per questo motivo, a livello teorico non è possibile ottenere un prestito se quella della pensione sociale è l’unica rendita del richiedente.

Questo significa che la banca sarà costretta e richiedere ulteriori garanzie per avere la certezza di un rientro regolare delle rate. Tra queste possiamo trovare ad esempio la firma di un garante che si assuma la responsabilità del pagamento delle rate se il debitore diventasse insolvente, oppure l’apertura di un’ipoteca su un immobile di proprietà e altre ancora.

Un pensionato può fare da garante per un prestito?

La risposta al quesito in oggetto è positiva: un pensionato può fare da garante per un prestito. Ci sono però delle condizioni da rispettare per far sì che questo sia possibile.

La prima prevede che il garante non abbia ancora compiuto 75 anni alla scadenza del prestito. La seconda è che in passato il garante non abbia avuto segnalazioni come cattivo pagatore alla Centrale Rischi.

La terza condizione è che chiaramente dovrà percepire un reddito sufficiente. In molti tra l’altro, pensano che il garante debba necessariamente avere un legame di parentela con il debitore.

In realtà, il fatto che nella maggioranza dei casi il garante sia effettivamente un parente trae in inganno, perché chiunque può svolgere questo ruolo, anche un amico che intende assumersi le responsabilità del prestito.

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Prestiti per pensionati

I prestiti per pensionati sono una particolare tipologia di prestito pensata appunto per i pensionati, anche perché rispetto al passato la vita media si è allungata notevolmente e la qualità della vita stessa migliorata.

Aumentano dunque i pensionati che intendono realizzare progetti di diversa natura, e che per questo motivo necessitano di liquidità aggiuntiva.

Gli istituti di credito negli ultimi anni hanno ideato proprio per i pensionati prodotti specifici, e tra questi troviamo i prestiti con cessione del quinto della pensione. Si tratta del finanziamento più semplice da ottenere per i pensionati, perché la pensione stessa rappresenterà una garanzia sufficiente per la banca, e il rimborso potrà avvenire direttamente attraverso una trattenuta.

La cessione del quinto prevede che l’importo della rata non superi il 20% di quelle che sono le entrate mensili derivanti dalla pensione. Per l’ottenimento di un finanziamento dietro cessione del quinto è necessari soddisfare alcuni requisiti, tra cui l’età massima del richiedente, fissata a 79 anni. Il secondo prevede che il richiedente sia pensionato.

Anche i pensionati cattivi pagatori, che in passato sono stati iscritti nei registri della centrale rischi possono accedere ai prestiti per pensionati con cessione del quinto. La durata massima di questi prestiti è fissata a 10 anni, mentre la minima è di 24 mesi.

Le tempistiche necessarie per l’erogazione sono brevi, e questo sempre perché la pensione per l’istituto erogante rappresenta una garanzia.

Il pensionato può richiedere un prestito con cessione del quinto presentando alcuni documenti, tra cui un documento d’identità valido, il codice fiscale, la comunicazione INPS di cedibilità e l’ultimo cedolino della pensione. Sono previsti dei costi fissi per la cessione del quinto, tra cui le spese di istruttoria e oneri vari. Ciò che cambia a seconda dell’istituto prescelto, sono l’assicurazione sulla vita e gli interessi.

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