POS professionisti: Recensione, Prezzi e Vantaggi Dei Migliori del 2021

pos professionisti

Stai cercando il POS per professionisti adatto alla tua attività? Allora sei nel posto giusto!

Fino a non molto tempo fa accettare pagamenti elettronici con carta di credito sembrava una decisione che l’esercente poteva prendere in autonomia. Oggi la situazione sta cambiando. Da una parte ci sono nuove normative che spingono verso l’abbandono graduale del contante, e dall’altra parte della barricata le rinnovate esigenze dei consumatori che preferiscono sempre più forme di pagamento innovative.

I POS professionisti dunque, sono oramai presenti in maniera fisiologica in quasi ogni tipo di attività, quindi in questo articolo cercheremo di capirne insieme il funzionamento, eventuali sanzioni per le categorie sottoposte ad obbligo, i costi, le principali offerte del mercato, e tutto quello che occorre sapere in merito.

Prima di continuare, abbiamo preparato una tabella con i migliori POS professionisti, le loro caratteristiche e il link al sito ufficiale.

Migliori POS professionisti del 2021

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Classifica POS per professionisti del 2021

Di seguito, invece, trovi un elenco completo dei POS professionisti del 2021:

  1. Axerve
  2. myPOS
  3. SumUp
  4. Zettle

Obbligo POS professionisti

L’obbligo POS professionisti è entrato in vigore recentemente. L’obiettivo è quello di incentivare i pagamenti elettronici con carte di credito, facilmente tracciabili, e di conseguenza far abbandonare in maniera graduale l’utilizzo del denaro contante per contrastare l’evasione fiscale. D’altronde si tratta di una piaga che come risaputo colpisce fortemente il nostro Paese, e che provoca un enorme mancato introito erariale.

Il cammino che ha portato all’introduzione dell’obbligo è stato piuttosto lungo, e parte nel 2007 dove l’attenzione comincia a focalizzarsi sulla tematica dell’antiriciclaggio e sulle possibili limitazioni sull’utilizzo del contante. Ancora in vigore ad esempio è il limite sui pagamenti in contanti, inizialmente fissato 999,99 euro ma poi innalzato a 3.000 euro attraverso la Legge di Stabilità del 2016.

La stessa Legge aveva in origine anche previsto delle sanzioni per quelle attività che dal 1° febbraio 2017 non si fossero dotate di terminale POS, e non accettassero di conseguenza i pagamenti con carta di credito. Tale misura però, all’atto pratico delle cose, non ha trovato un riscontro pratico. Ad ogni modo, la Legge di Bilancio nella sua versione definitiva ha fissato dei “paletti”.

In particolare, dal 1° luglio 2020 l’obbligo del POS è entrato finalmente in vigore, ma la rinnovata volontà del Governo di contrastare l’evasione fiscale si è concretizzata anche sull’utilizzo del contante. Il tetto massimo per questo tipo di transazioni è stato nuovamente ridotto a 2.000 euro, e nel 2022 verrà ulteriormente abbassato a 1.000 euro. 

In altre parole, si tratta di un cambiamento da affrontare in maniera graduale.

Obbligo POS per professionisti: sanzioni

Annunci e dichiarazioni degli ultimi anni in merito ai pagamenti elettronici da parte del Governo hanno causato non poca confusione tra i liberi professionisti e i lavoratori autonomi. Dal 2020, però, finalmente esistono regole piuttosto chiare, e rimandare l’acquisto o il noleggio di un terminale POS non è più possibile.

In realtà è doveroso precisare che il libero professionista non può rifiutare un pagamento con carta se provvisto di terminale POS, ma non viene imposto a quest’ultimo di possederne uno. Almeno sulla carta dunque, questa sottile differenza mette al riparo quelle categorie già certe di non ricevere pagamenti elettronici, anche se a dire il vero sono sempre meno.

Ad ogni modo, chiunque svolga attività professionali come medici, avvocati, psicologi ed altre ancora è interessato da questo obbligo. Non sono esenti nemmeno i forfettari, cioè quelle persone che rientrano nel regime fiscale agevolato. Ad ogni modo, a più riprese i Governi hanno spinto nella direzione dei pagamenti elettronici, perché a differenza di quelli effettuati in denaro contante sono tracciabili.

In più occasioni si è anche cercato di introdurre delle sanzioni per coloro che non accettano pagamenti con carte di credito e bancomat. In alcuni momenti si è ipotizzato di introdurre sanzioni anche piuttosto corpose, ma alla fine, almeno allo stato attuale delle cose, ha prevalso una linea ancora piuttosto morbida. Questo perché si sta cercando di condurre le persone verso il cambiamento piuttosto che imporlo.

Ad ogni modo, dal 1° luglio 2020 la sanzione prevista per coloro che non accettano pagamenti elettronici è composta in questo modo:

  • Quota fissa: 30 euro.
  • Quota variabile: 4% dell’importo rifiutato.

In linea teorica, la suddetta sanzione può essere applicata per ogni singolo pagamento rifiutato, rendendo decisamente antieconomico non munirsi di un terminale POS. Oltre a questo, il cliente che vede rifiutarsi il pagamento elettronico, ha la possibilità di segnalare la violazione dell’esercente o del libero professionista direttamente all’Agenzia delle Entrate, che potrebbe decidere di intervenire per degli accertamenti.

POS professionisti: cos’è

A prescindere da qualsiasi considerazione di natura legale e dunque di obbligo di POS per i professionisti, dotarsi di un POS è sicuramente conveniente. I motivi di questa considerazione sono molteplici. 

In prima battuta l’esercente ha la possibilità di soddisfare le esigenze di una clientela sempre più digitalizzata. Oggi, infatti, i consumatori non pagano solamente con carte di credito, ma anche con smartphone e altri oggetti.

obbligo pos professionisti

Non offrire una soluzione di pagamenti elettronici ai clienti significa rinunciare ai loro fatturati. Tra l’altro la pandemia di Covid-19 iniziata nel 2020 ha accelerato notevolmente il cambio abitudini di moltissime persone che hanno scoperto la comodità delle transazioni digitali. Oltre a questo, ovviamente, esiste un discorso di pagamenti trasparenti e di tracciabilità semplificata.

Ma le ragioni per cui è importante dotarsi di un terminale POS sono numerose, tra cui:

  • L’esercente grazie al POS ha la possibilità di accedere al credito d’imposta. Si tratta della restituzione del 30% calcolata sulle commissioni bancarie se il fatturato annuo è inferiore ai 400.000 euro.
  • Con la riduzione del 2021 del limite dei pagamenti in contanti a 2.000 euro, e con la prossima riduzione a 1.000 euro nel 2022, dotarsi di un terminale POS significa ampliare il business, soprattutto per quelle attività che trattano prodotti e servizi ad alto costo.
  • Una ricezione semplificata dei pagamenti da parte dei turisti, dal momento che grazie ad un terminale POS è possibile eliminare le noiose (e spesso costose) operazioni di cambio valuta.

POS professionisti: come funziona

Il POS è un device che consente di accettare pagamenti elettronici con carta di credito, smartphone, e altri oggetti. Come anticipato, la Legge di Bilancio del 2020 ha introdotto l’obbligo per esercenti, commercianti e liberi professionisti di offrire alla propria clientela una soluzione di pagamenti POS. I pagamenti POS, dunque, rappresentano un modo alternativo e più pratico rispetto al tradizionale denaro contante.

Quello di accettare pagamenti elettronici deve essere considerato come un vantaggio per commercianti e liberi professionisti. Questo sia perché permette di assicurarsi la vendita del cliente intenzionato a pagare con carta di credito, sia perché consente alle attività di rimanere competitive in un mercato decisamente competitivo e agguerrito. Ad ogni modo, per offrire queste possibilità, l’esercente deve munirsi di un terminale.

Una volta che il cliente vorrà effettuare l’acquisto, il commerciante dovrà digitare la cifra sul POS. A questo punto potrà procedere in tre modalità differenti:

  • Inserire la carta nella fessura apposita del device. Si tratta del metodo Chip&Pin.
  • Strisciare la carta se il terminale è dotato di banda magnetica.
  • Avvicinare la carta al lettore per sfruttare la modalità contactless.

Questo terzo metodo è quello che sta riscuotendo il maggior successo, anche perché consente di accettare pagamenti con smartphone e altri oggetti dotati di chip NFC. In modalità contactless, infatti, è sufficiente avvicinare lo strumento di pagamento al POS. A questo punto, l’inserimento del codice PIN sarà necessario solamente per importi superiori a 25 euro.

Con tutti gli altri metodi descritti, invece, l’inserimento del codice PIN è sempre richiesto, a prescindere dall’importo della transazione. Questo è uno dei motivi per cui la modalità contactless molto probabilmente sarà quella che andrà per la maggiore nei prossimi anni, soprattutto in vista dell’innalzamento della soglia di pagamento senza PIN da 25 a 50 euro, prevista entro la fine di questo 2021.

Ad ogni modo, una volta completata la transazione con una delle modalità suddette, il terminale emetterà una ricevuta. Questa potrà essere sia nella tradizionale versione cartacea se l’esercente è munito anche di stampante termica (oppure se il terminale è naturalmente dotato di questa opzione), oppure inviata direttamente sullo smartphone del cliente nella variante digitale.

Pagamenti POS per professionisti

Come abbiamo potuto vedere, una volta che l’esercente o il professionista si è dotato di un terminale POS, accettare pagamenti elettronici è davvero molto semplice

L’accredito delle transazioni avviene attraverso un comunissimo bonifico bancario. Questo significa che al POS deve essere abbinato un conto corrente intestato al titolare dell’azienda. Alcune soluzioni necessitano dell’apertura di un nuovo conto corrente.

In questi casi, ai costi di gestione del terminale POS è necessario aggiungere anche quelli eventuali per il conto. Per altre proposte, invece, è sufficiente comunicare in fase di richiesta del POS l’iban del proprio conto corrente. 

Le tempistiche di accredito variano da proposta a proposta, ma solitamente si aggirano intorno ai 2-3 giorni lavorativi. Per alcune offerte che prevedono l’apertura del conto, l’accredito è invece istantaneo.

miglior pos professionisti del 2021

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POS professionisti: costi

I terminali POS solitamente vengono proposti dietro il pagamento di un canone mensile necessario per il noleggio, e una commissione percentuale calcolata sull’ammontare delle transazioni. Altre soluzioni, invece, prevedono l’acquisto del terminale. In questo caso, chiaramente, gli unici costi da affrontare rimangono quelli delle commissioni. Quest’ultime sono comprese tra lo 0,5% e il 3%.

Le variabili su queste voci si basano sul tipo di circuito ma, a seconda della società di gestione, anche sul transato annuo. Alcune proposte, infatti, sono incrementali, e possono prevedere sconti (o aumenti) proprio sulla base del totale delle operazioni annue effettuate con il POS. Per quanto riguarda invece il costo di acquisto del terminale, la forbice è davvero molto ampia.

In commercio è possibile trovare modelli molto economici che partono da poche decine di euro. Chiaramente si tratta di terminali con funzionalità basilari, ad esempio i mobile POS, ovvero dei lettori di carte collegabili allo smartphone in modalità bluetooth. Questi device hanno un costo davvero molto ridotto, e per alcuni professionisti si rivelano davvero molto pratici.

Ciò è dovuto alle dimensioni contenute e al peso ridotto, oltre al fatto che chiaramente possono essere utilizzati in mobilità in qualsiasi luogo dove ci sia la necessità di accettare un pagamento elettronico. 

Oltre a questi modelli basilari ne possiamo trovare molti altri, decisamente più evoluti. Alcuni ad esempio vengono definiti smart POS. Si tratta di terminali del tutto simili a dei tablet Android.

Grazie a questa peculiarità, sugli smart POS è possibile installare applicazioni che permettono di ampliarne le funzionalità. Esistono app, ad esempio, che permettono una gestione accurata del magazzino, anche se magari per attività di piccole dimensioni, mentre altre consentono di profilare la clientela con accuratezza così da poter proporre magari offerte mirate.

Ovviamente il costo degli smart POS è nettamente superiore a quello dei mobile POS, anche se come spiegato la differenza di prezzo è sicuramente giustificata. Ad ogni modo per un professionista si tratta comunque di una spesa abbordabile, quantificato intorno ai 200/300 euro. Considerando i possibili benefici di un apparecchio di questo tipo, possiamo considerarlo come un vero e proprio investimento.

POS per professionisti: offerte

Scegliere la miglior offerta di POS per professionisti, in grado di soddisfare pienamente le proprie esigenze aziendali, è di fondamentale importanza. Un errore in tal senso potrebbe anche portare ad un’inutile spreco di risorse. Ovviamente districarsi tra le varie proposte del mercato non è semplice, per cui di seguito elencheremo alcune tra le migliori:

Axerve senza canone

Si tratta di una delle migliori proposte del mercato indirizzata alle piccole e medie imprese, ma senza escludere lavoratori autonomi e liberi professionisti. 

La spesa iniziale per l’acquisto dello smart POS è di 240 euro, ma giustificata dal fatto che si tratta di un terminale tecnologicamente evoluto, dotato di sistema operativo Android.

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Questo significa che l’esercente ha la possibilità di implementarne le funzionalità a piacimento. L’unico costo supplementare ad affrontare è quindi quello delle commissioni, ovvero l’1% del transato. 

In altre parole si tratta di una soluzione a consumo, ideale per coloro che non fanno un utilizzo continuativo del POS Axerve, e comunque per fatturati elettronici inferiori agli 80.000 euro annui.

SumUp 3g

Questo terminale può essere considerato come una soluzione light, anche per peso e dimensioni. Il device, infatti, è leggero e maneggevole, quindi particolarmente indicato per l’utilizzo in mobilità da parte di liberi professionisti e lavoratori autonomi.

pos per professionisti

Il POS è dotato di batteria, e per questo motivo con una singola ricarica può arrivare ad accettare fino a 50 transazioni.

Il device ha un costo di 99 euro + IVA, al qual aggiungere 50 euro nel caso l’esigenza fosse quella di avere anche la stampante termica per l’emissione dello scontrino. In alternativa, la ricevuta del pagamento può essere inviata direttamente sullo smartphone del cliente in formato digitale. 

La commissione per i pagamenti è dell’1,95%, e il terminale è compatibile con i principali circuiti: Maestro, Visa, MasterCard e altri.

myPOS Go

Si tratta di un terminale POS piuttosto innovativo per certi aspetti, tra cui l’accredito istantaneo delle transazioni se l’esercente apre un conto di moneta elettronica con la società. 

Si tratta di un conto che può essere utilizzato come molti altri, dotato di carta aziendale. Non ci sono costi fissi da affrontare, ma solamente le commissioni sul transato.

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Per i principali circuiti, quindi MasterCard, Visa e Maestro, il costo è dell’1,55%.

Per tutti i circuiti secondari, tra cui Union Pay, American Express ed altri, la commissione è dell’2,85%. Il device è di dimensioni davvero ridotte, e pesa solamente 170 gr. Proprio per questo motivo l’utilizzo in mobilità diventa pratico, senza dimenticare che il costo di 29 euro + IVA è decisamente concorrenziale. L’unica spesa aggiuntiva è quella relativa alla spedizione, di 10 euro.

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