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Fallimento della banca: quali sono gli istituti più a rischio?

In televisione se ne sentono di nuove ogni giorno. Bancarotte, fallimenti, scandali… sì, ma allora un risparmiatore come fa a capire se può fidarsi o meno di una banca?

La questione non è semplice per chi già mastica un po’ di finanza, figuriamoci per chi è alle prime armi in questo mondo così vasto.. 

Ma allora, è possibile mettersi ai ripari?

In questo articolo condivideremo informazioni preziose per potersi orientare al meglio nel delicato mondo del rischio bancario e della protezione dei propri risparmi. 

Quali parametri considerare per capire se la banca è a rischio?

Cominciamo con il considerare i fattori più rilevanti da analizzare per valutare la stabilità di una banca:

  1. La trasparenza della banca. In questo caso bisogna chiedersi se, nel caso vengano richieste delle documentazioni importanti, in quanto tempo la banca riesce a fornirle. Se i tempi sono lunghi e non c’è una chiara spiegazione del perché, potremmo avere un primo segnale di allarme. 
  2. La dimensione dell’istituto bancario è indicatore di maggiore protezione. Gli istituti di più grande dimensione sono soggetti alla vigilanza della Banca Centrale Europea, a titolo di ulteriore garanzie per il risparmiatore.
  3. La quotazione è un altro elemento importante. Le banche quotate coinvolgono generalmente investitori anche di grandi dimensioni, questo significa che l’attenzione verso tutto ciò che accade è molto alta. Al contrario, su una piccola banca non quotata, potrebbe succedere anche qualcosa di grosso, ma in questo caso chi se ne accorgerebbe in tempo?
  4. Il coefficiente di solvibilità (o solvency ratio) è un indicatore facile da valutare. Esso rappresenta la riserva patrimoniale che una banca ha a disposizione in caso di perdite nei suoi investimenti. Il coefficiente non dovrà essere al di sotto del 10%. Una percentuale maggiore sarà sinonimo di maggiore robustezza dell’istituto. 
  5. L’indice di solidità o CET1 (Common Equity Tier 1 ratio) consiste in un valore in percentuale che misura la solidità di un istituto rispetto agli investimenti rischiosi. L’8% rappresenta il valore minimo stabilito dall’European Banking Authority, al di sotto del quale la banca è considerata a rischio! 

Perché una banca può arrivare al fallimento?

Partiamo da questo concetto, le banche raccolgono risparmi da chi glieli concede e mette a disposizione delle somme ad altri richiedenti (ad esempio per mutui o prestiti). 

Naturalmente questa dinamica richiede un certo equilibrio tra entrate e uscite. Se tutti richiedessero indietro i loro capitale allo stesso momento, la banca non avrebbe le somme per far fronte a tutti. 

Tutto questo non avviene gratuitamente, infatti gli istituti guadagnano anche attraverso gli interessi applicati a questi prestiti di denaro. Questo però non basta per colmare il problema. 

Se tutti, o una buona parte dei risparmiatori, richiedessero indietro il loro denaro questo non sarebbe possibile.

Fisicamente, le banche conservano all’interno delle casseforti solamente il contante necessario per le transazioni di routine della clientela. 

La banca userà la sua esperienza per definire il giusto equilibrio di denaro da mantenere, nel frattempo continuerà la sua attività di lucro sul denaro. 

Sì, l’attività imprenditoriale di questi istituti è di prendere in prestito i soldi dei risparmiatori ad un certo tasso, e darlo in prestito ad altri richiedenti ad un tasso, ovviamente, migliore. 

Ma cosa accadrebbe se si sparge voce che una banca è in difficoltà? Diventa facile immaginare la corsa dei depositanti agli sportelli per chiedere indietro il loro denaro.

Chiunque vorrebbe mettere il proprio capitale al sicuro in caso di allarme!

Ma come già visto, la banca non potrà soddisfare la richiesta dei prelievi di tutti e allora il declino diventa inevitabile… 

Adesso siamo vicini all’evento: il fallimento della banca! 

Arrivati a questo punto ci sono tre possibilità: 

  • la banca fallisce e travolge tutti coloro che girano intorno all’istituto (risparmiatori compresi!);
  • il governo decide di salvare la banca;
  • la banca va incontro ad una fusione con una banca più solida.

Non è finita qui! I prelievi di massa, soprattutto se spinti dalla paura, posso portare al fallimento dell’istituto.

Vediamo quali sono gli altri eventi da non sottovalutare e che possono portare al fallimento della banca

  • Prestiti: in particolar modo se si parla di prestiti a lungo termine e con tassi di interesse molto bassi. Quando l’economia non è stabile e si hanno degli effetti imprevisti sui tassi, la banca rischia di spendere di più di quanto guadagna.
  • Mutui, qui si fa riferimento al caso di inadempienza, quindi il problema è causato quando lo stesso non viene restituito! 
  • Frodi e appropriazione indebite.
  • Hacker. Una volta bisognava stare attenti solo ai ladri che fisicamente tentavano di entrare nel caveau.. Ora il pericolo arriva anche dalla rete
  • La cattiva amministrazione e le pratiche commerciali imprudenti. In altre parole, la malagestione di una banca può portare al suo fallimento 
  • Gli investimenti sbagliati.

Come descritto, gli equilibri che regolano la vita di una banca possono essere davvero molto delicati. Ecco perché sono tante le valutazioni da fare prima di concedere la propria fiducia. 

Lo stesso vale per gli investimenti in questi istituti. Sono tanti gli investitori che hanno lasciato nelle mani delle banche i loro risparmi per creare un portafoglio di investimento. 

Ma se alcune banche non riescono a gestire i propri conti, come possono gestire quelli di altri? 

Un’analisi gratuita di portafoglio viene in soccorso di coloro che hanno già concesso i loro soldi alle banche, ma che adesso vogliono essere sicuri di essere al riparo (oltre a continuare a sperare in qualche guadagno). 

Banche a rischio anche in Italia? 

La risposta è affermativa. Il fenomeno del fallimento bancario ha investito il nostro Paese ormai da alcuni anni. Sicuramente le banche più piccole, con un approccio più speculativo, sono state le prime a cadere. 

A volte si è reso necessario l’intervento dello Stato per recuperare a sua volta i risparmi di milioni di risparmiatori…e delle loro famiglie. 

Ma non mancano i grandi nomi del settore, travolti anch’essi dall’onda del fallimento, portando con sé importanti conseguenze su un numero ancora maggiore di piccoli e grandi investitori.

L’epilogo è sempre lo stesso: il salvataggio da parte dello Stato, oppure la fusione con altri istituti in grado di rafforzare la stabilità… o l’inevitabile fallimento.

C’è voluto anche l’intervento del presidente della Banca d’Italia in carica  Mario Draghi, che negli anni 80 ha predisposto una importante riforma del sistema bancario italiano.  Il principale effetto è stato l’accorpamento degli istituti bancari più piccoli in istituti più liquidi e capaci di affrontare con più forza crisi economiche ed aziendali.

Insomma, sono molti gli istituti in difficoltà o che sono già falliti in Italia.

Con questa breve panoramica delle situazioni di crisi bancarie, passate e presenti del nostro Paese, non si vuole creare un allarme generale. Si tratta solamente di fatti oggettivi che confermano la presenza del rischio di fallimento anche per le banche italiane.

Conclusioni e interrogativi… 

Sono sempre molti gli interrogativi quando si pone l’attenzione sulla protezione dei propri risparmi. 

Sono molte le notizie che girano in tv, ma se lo scandalo non riguarda la banca in cui i propri soldi sono probabilmente al sicuro, la questione passa quasi in secondo piano. 

E se la banca a rischio fallimento fosse proprio la tua?

Se ti stai chiedendo quali banche stanno fallendo, cosa succede ai tuoi soldi in queste situazioni, o quali sono le altre banche in Italia a rischio… Il consiglio è quello di rimanere sempre aggiornati su quello che succede nella nostra economia. 

Gli elementi di questo articolo possono fornire un nuovo punto di vista e porre l’attenzione su aspetti che magari sono stati sottovalutati. 

Naturalmente richiedere il parere di un esperto del settore, indipendente rispetto alle situazioni citate, può rappresentare un aiuto necessario per proseguire sulla strada giusta. 

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