ETF Vietnam: Cosa Sono, Come Funzionano, Quali Comprare

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Stai cercando informazioni sugli ETF sul Vietnam? Sei nel posto giusto!

In questa guida scoprirai cosa sono gli ETF sul Vietnam, quali sono le loro principali caratteristiche, i vantaggi, quanto è possibile guadagnare con gli ETF sul Vietnam, quali scegliere e comprare e quali sono le migliori piattaforme da utilizzare per investire in ETF sul Vietnam.

Di seguito trovi una tabella nella quale sono state messe a confronto le principali caratteristiche dei migliori broker per investire in ETF Vietnam, qual è la nostra valutazione ed il link al sito ufficiale.

Quali sono i migliori ETF sul Vietnam sui quali investire

Investire in Vietnam comodamente dalla Borsa Italiana o europea non permette di operare grandi scelte. La scelta è praticamente obbligata rivolgendosi a Xtrackers, la società di gestione di Deutsche Bank, che, grazie alla sua internazionalizzazione spinta, riesce più facilmente ad arrivare in ogni parte del mondo.

Xtrackers FTSE Vietnam Swap

L’ETF è Xtrackers FTSE Vietnam Swap il cui Isin è LU0322252924 e si può trovare facilmente su Borsa Italiana. Come dice il nome, si basa su uno swap, quindi è a replica sintetica dell’indice FTSE Vietnam Index. Questo comprende circa 20 titoli azionari che sono rappresentativi del mondo vietnamita e che rappresentano aziende quotate nella Borsa del Vietnam e con una percentuale di partecipazione straniera ritenuta sufficiente.

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Il rendimento di questo fondo che è in vita dal 2008 è stato dello 0% nel 2016, del 32% nel 2017, del -7% nel 2018, del 6% nel 2019 e da inizio anno sta facendo -11%. Guardando alle medie degli ultimi tre anni, ha avuto una volatilità di circa il 25% contro un rendimento del 7% annualizzato.

Per capire più o meno su cosa si basa, diamo un ‘occhiata ai primi titoli azionari che lo compongono. Il primo è per importanza è Vingroup Jsc, che vede una partecipazione all’indice del 15%. Si tratta di una società immobiliare che si occupa di compravendita sia per il settore turistico che sanitario.

Al secondo posto al 13% c’è Vinhomes, che è nata come facente parte del gruppo Vingroup e poi si è staccata. Continua ad occuparsi di immobiliare. Come si vede si è già al 30% quasi con un’unica azienda, dimostrando come il Vietnam sia ancora grandemente in una fase di sviluppo infrastrutturale.

ETF Vietnam: cosa sono

Il Vietnam è una nazione del sud-est asiatico che confina con la Cina e per questo è molto legato al destino di questa nazione. Ultimamente sta avendo qualche contrasto diplomatico, a partire da quando si sta tentando di costruire la Via della Seta.

Il Vietnam, nel tentativo forse più di predominio personale che per motivi di vantaggio economico, cerca di staccarsi dal grande Paese suo vicino e questo crea qualche grattacapo. Anche se l’immagine che abbiamo del Vietnam è quella dei vietcong e delle immagini di qualche film americano, la realtà si discosta da questa rappresentazione.

Il governo vietnamita è intervenuto già negli anni 90 con decisioni a sostegno dell’economia per svilupparla in chiave più di visione occidentale, nonostante rimanga un governo socialista. Questa politica ha fatto sì che il Vietnam sia stata una delle nazioni asiatiche con la più importante crescita del continente, anche se ultimamente si è riscontrato qualche rallentamento.

A vantaggio e in controtendenza rispetto alle altre nazioni vi è l’età media della popolazione che si attesta a livelli decisamente inferiori rispetto alla media mondiale. Questo, oltre a generare quasi nessun problema di quelli che ben conosciamo, dal punto di vista dell’equilibrio di entrate ed uscite per le pensioni, implica un parco consumatori molto attivo e con bisogni crescenti.

L’evoluzione economica in atto da trent’anni ha portato maggiore attenzione anche verso i prodotti stranieri e italiani in particolare, che sono molto apprezzati in questa regione. Lo Stato ha inoltre avviato progetti per favorire gli investimenti da parte di capitalisti stranieri e le sue grandezze economiche denotano uno sviluppo superiore rispetto alle altre nazioni della zona: il reddito procapite è in crescita mentre l’inflazione è in calo.

L’incentivo all’afflusso di capitali stranieri viene effettuato in diversi modi. Un’azienda estera può infatti creare partnership o joint venture con aziende del posto oppure può insediarsi direttamente: entrambe le opzioni non incontrano problemi. Sono stati anzi creati molti parchi industriali in cui sono presenti servizi avanzati che aiutano le imprese che vogliono stabilire qui la loro base produttiva.

L’incentivo più grande per creare un’azienda sul suolo vietnamita è il basso costo della manodopera e che la stessa sia largamente disponibile a svolgere tutte le mansioni che il direttore gli chiede alacremente. La mentalità è ancora quella asiatica da questo punto di vista, cosa che fa apprezzare molto i lavoratori asiatici dai datori di lavoro europei ed americani.

Inoltre, viene garantita esenzione fiscale di 5 o 10 anni per le aziende straniere che si insediano in terra Vietnamita; creare da zero una fabbrica e renderla produttiva è, in Vietnam, cosa fattibile in 6 mesi.

Viste tutte queste caratteristiche dell’oggetto dell’investimento possiamo dirci interessati a questo. Si tratta però di capire con quale strumento convenga andare ad investire in Vietnam. In realtà non è difficile trarre la conclusione che un ETF sia la scelta più semplice se si vuole andare a cogliere l’andamento di questa economia.

Già in generale è spesso la soluzione migliore per investire su un determinato indice in modo efficiente. Questo per le sue caratteristiche di unione di capitali tra investitori e di compravendita dei titoli sottostanti tramite questo organismo, che è appunto un fondo che ha un potere contrattuale sicuramente diverso e delle economie nelle commissioni che diventano importanti, se i titoli sono molti e noi dovremmo spezzettare un importo modesto.

Proprio a causa di un importo basso che possiamo investire, potremmo andare incontro a difficoltà dovute ai minimi di titoli che si devono andare ad acquistare per poter portare a termine la contrattazione. Quando si tratta di milioni, il problema nemmeno si pone.

Trasponendo tutte queste problematiche che già normalmente esistono al mondo vietnamita, appare chiaro come il problema si ingigantisca in questo mondo in cui per investire occorrerebbe avere accesso al mercato borsistico di Hanoi. Demandare a specialisti di un istituto finanziario questo compito è sicuramente molto più efficiente e ci permette di trarre vantaggio da tutti i lati positivi che gli ETF portano con loro.

Infatti, con una sola compravendita ti appropri di un paniere di titoli rappresentativo del mondo in cui vuoi andare ad investire e lasciare, con commissioni di gestione basse, che sia questo team ad andare a ribilanciare secondo le indicazioni dell’indice le inclusioni e le esclusioni di società dallo stesso.

Infatti, quando si parla di ETF azionari, si ha un punto di riferimento che si chiama benchmark e che costituisce quello in cui si investe. Questo ha delle regole sue, non stabilite dal fondo, ma che vogliono andare a cogliere attraverso i loro parametri quali sono le imprese maggiormente rappresentative dell’andamento del Vietnam.

In questo modo non ci sono commistioni tra il pensiero dell’operatore del fondo e quello che rende il fondo stesso. Lo scopo dell’ETF è quello di darti la possibilità di investire su un certo indice, valuta o materia prima senza che questo investimento sia filtrato da un’altra mente umana, come si dice in modo passivo. Si prende pertanto il riferimento e nel bene e nel male si rispecchia lo stesso.

Una volta acquisite le azioni corrette, l’ETF non viene lasciato fluttuare seguendo le fluttuazioni dell’indice come può avvenire per un fondo comune, ma ha una quotazione propria dovuta alla domanda e all’offerta su quel determinato titolo, costituito da una quota di ETF.

Così la replica dell’indice ha una certa importanza per guidare le aspettative dei partecipanti al fondo ma non è fondamentale. Si può infatti decidere di riproporre la composizione dell’indice in maniera fisica o in maniera sintetica.

Nel primo caso vengono compravendute le azioni che compongono lo stesso indice, mentre nel secondo caso si va ad investire su un prodotto derivato che ha come sottostante lo stesso indice. Una volta fatto questo, sarà il pubblico, guardando come sta andando questo indicatore, a decidere se far aumentare o diminuire di valore il fondo.

Normalmente gli ETF possono essere standard o strutturati. Quelli standard seguono semplicemente in senso long, quindi in acquisto, il valore dell’indice come se si fosse acquistato l’indice stesso, mentre quelli strutturati, che forzatamente hanno una replica sintetica, possono essere comprati short andando al contrario rispetto al mercato o a leva moltiplicando il risultato per un fattore che viene dichiarato e in base al quale vengono presi gli accordi sul derivato.

Il valore effettivo del fondo si avvicinerà tanto più al valore dell’indice quanto il pubblico sarà in grado di percepire e tramutare attraverso la sua domanda e la sua offerta gli stessi impulsi che sono stati esercitati sull’indice anche sulla quota di ETF. Questo avviene quando il titolo è sufficientemente liquido, cioè ci sono abbastanza scambi da permettere un buon ricalco di quello che avviene nel mercato originario.

Come funzionano gli ETF sul Vietnam

Gli ETF sul Vietnam sono strumenti che ricalcano l’andamento di questa economia attraverso il loro benchmark costituito da un indice del Paese. Non ci sono moltissime opportunità di scelta negli ETF, soprattutto se vogliamo fare il tutto con un comune dossier titoli, che ha il permesso di tradare presso Borsa Italiana.

Infatti, gli ETF sono quotati e negoziati in Borsa valori e, normalmente, si trovano diverse tipologie di ETF emessi da diverse case di gestione per ogni soggetto di investimento. Il Vietnam non ha un grande appeal almeno per il momento, nonostante la sua grande crescita nell’area asiatica.

Questo probabilmente è dovuto da una parte dai contrasti che si sono creati con la vicina Cina nel corso degli anni da una parte e dalle caratteristiche della sua economia. Non si tratta di uno Stato in cui c’è un’elevata specializzazione tecnologica e un importante avanzamento in questa direzione.

È un Paese che fonda la sua attrattiva verso le multinazionali, grazie alla sua manodopera di basso costo e il mancato pagamento delle tasse per un certo periodo di tempo.

Le infrastrutture sono tuttora in costruzione, tant’è che si sono rinforzate prima alcune aree in modo da poter ospitare in fretta capitali stranierei e cominciare a dare impulso all’economia.

Se si pensa che la Via della Seta cui si sta lavorando non coinvolge particolarmente il Vietnam, più per sua volontà che per altro. Il governo non vuole assoggettarsi a regole esterne anche se è pronto ad ospitare senza eccessive pretese le aziende straniere.

La scelta, effettivamente, sembra dettata più da motivi di orgoglio nazionale e volontà di farcela da soli, senza per questo essere costretti a sottomettersi alle decisioni cinesi e cerca una strada diversa. Inoltre il Paese non ha tutte queste grandi ricchezze da portare verso l’Europa da necessitare queste importanti infrastrutture, almeno per il momento.

C’è il rischio che possa subire un calo per questa scelta di autoescludersi da questo progetto mondiale, ma tutte le motivazioni prima citate hanno spinto il Vietnam a puntare su una soluzione diversa e solo il tempo potrà dargli ragione o torto.

Intanto, di fronte all’emergenza coronavirus, si è salvato molto più lui dell’imponente Cina e questo, sicuramente gioca a suo grande vantaggio. Nello stesso periodo e per il fatto di aver bloccato tempestivamente voli ed ingressi dalla Cina, i rapporti con questa si sono ulteriormente raffreddati.

Quali sono i vantaggi e quanto è possibile guadagnare con gli ETF sul Vietnam

Il vantaggio principale di investire in un ETF sul Vietnam è entrare nell’economia di questo Paese a costi veramente contenuti. Questi sono pari a quelli per la compravendita di qualsiasi azione italiana, mentre si starà comprando dall’altra parte del mondo. 

Partecipando al destino dell’intera nazione attraverso la scelta di un indice che rappresenta comunque le società che hanno i migliori parametri almeno da un punto di vista, ci si risparmiano analisi molto difficoltose quando ci si allontana dal proprio suolo di origine e si va in uno Stato con usi e lingua molto diversi dal nostro.

Allo stesso tempo, le potenzialità di un simile investimento possono essere veramente grandi. Non c’è bisogno effettivamente di leva se si va a pensare all’azionario vietnamita. La sua partenza potrebbe essere rapida. Sarebbe sufficiente la notizia della decisione di una multinazionale di insediarsi in modo preponderante qui per cambiare il destino di tutte le quotazioni dell’azionariato.

O ancora, l’incremento tecnologico potrebbe in modo un po’ più graduale permettergli di diventare un polo importante. Si potrebbe delineare anche un polo asiatico opposto alla Cina, di cui il Vietnam potrebbe far parte se non esserne addirittura a capo e mettere un freno all’egemonia cinese e in difficoltà anche le decisioni prese fino a questo momento da enti internazionali. Si possono ipotizzare molti scenari.

La realtà è che il Vietnam, Paese con poche risorse naturali ed un’ottima posizione nel continente asiatico, dotato di una popolazione che sa lavorare alacremente ed è ancora in un periodo di crescita che nelle nazioni sviluppate non è più pensabile, di potenzialità ne ha ancora molte e può essere trainato facilmente se non tira fuori risorse proprie, di cui si è già dimostrato capace.

Non sei chiamato a fare una scelta tra Cina o Vietnam, né ad indovinare se la Via della Seta funzionerà oppure no, l’investimento si può fare in entrambe le direzioni ed entrambi hanno buone possibilità di riuscita anche contemporaneamente, specializzandosi probabilmente in nazioni o settori diversi.

Quanto potrà essere questo guadagno non è facile stabilirlo, così come l’orizzonte temporale che deve avere il tuo investimento. Ci possono essere dei motivi che facilitano degli exploit e che possono rendere la partecipazione ad un ETF sul Vietnam un vantaggio nel breve periodo, ma, probabilmente, si tratta di un titolo da tenere qualche tempo per cogliere i suoi frutti.

Iniziare ora, dopo un momento di defaillance mondiale è certo una buona idea, più che attendere che la situazione torni stabile, rischiando di perdere importanti punti di guadagno dovuti a timori di quello che potrà succedere.

I mercati ora sembrano essersi adattati a questa situazione non ancora risolta, motivo per cui, senza notizie particolarmente negative, un nuovo crollo come quello di marzo è difficile da ipotizzare. Attendere ad entrare per aspettare un minimo che potrebbe già essere passato, non è una buona idea. Se si hanno dubbi in questo senso, meglio conservarsi della liquidità da immettere solo in caso di ulteriore calo.

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