ETF Oro: Cosa Sono, Come Funzionano, Quali Comprare e Dove

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Stai cercando informazioni sugli ETF sull’oro? Sei nel posto giusto!

In questa guida scoprirai cosa sono gli ETF sull’oro, quali sono le loro principali caratteristiche, i vantaggi, quanto è possibile guadagnare con gli ETF oro, quali scegliere e comprare e quali sono le migliori piattaforme da utilizzare per investire in ETF sull’oro.

Di seguito trovi una tabella nella quale sono state messe a confronto le principali caratteristiche dei migliori broker per investire in ETF oro, qual è la nostra valutazione ed il link al sito ufficiale.

Quali sono i migliori ETF sull’oro sui quali investire

Quando si parla di ETF sull’oro e si vanno ad esaminare i rendimenti ci sono quattro fondi che spiccano sugli altri, di cui tre in dollari e il quarto con copertura in euro che, anche se ha un rendimento nell’ultimo anno di un 4% in meno rispetto agli altri, ha protetto il proprio potere d’acquisto.

Quello che tutti hanno in comune è il fatto che tutti replicano l’andamento del sottostante con i lingotti nei caveau, quindi con una replica fisica.

ETC oro fisico: Invesco Physical Gold

Il primo per rendimento nell’ultimo anno è stato Invesco Physical Gold nella sua classe A che puoi trovare cercando l’ISIN IE00B579F325. Invesco è una casa di gestione americana molto nota nel campo dei fondi comuni di investimento che si denota per un’estrema serietà e i cui lingotti di oro sono detenuti in un caveau di Londra.

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Con questo strumento puoi andare lungo sul valore dell’oro (come con tutti gli ETF con replica fisica per ovvie ragioni) e nell’ultimo anno ha ottenuto il 27,46% di rendimento contro lo 0,19% di spese di gestione con una volatilità nello stesso periodo pari a 17,23%, che confrontata con il rendimento è più che accettabile.

Wisdom Tree Physical Gold

Altro ETF molto negoziato in Europa è Wisdom Tree Physical Gold il cui ISIN è JE00B1VS3770. Wisdom Tree è una casa di gestione specializzata in ETF e molto ben posizionata sulle borse europee con sede negli Stati Uniti. Nell’ultimo anno ha avuto un rendimento del 27,38% con una volatilità del 16,32% e spese di gestione un po’ più alte del precedente che si attestano allo 0,39%.

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Gold Bullion Securities

Il terzo ETF molto importante è Gold Bullion Securities individuato dall’ISIN GB00B00FHZ82. Gold Bullion è una società specializzata proprio sul metallo giallo e più anziano come fondo rispetto agli altri. Nell’ultimo anno ha ottenuto un rendimento del 27,36% contro spese di gestione pari allo 0,40% e volatilità del 16,31%.

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ETC Oro Xtrackers Physical Gold EUR Hedged

Il quarto fondo merita una menzione a parte poiché è a cambio coperto ed è Xtrackers Physical Gold EUR Hedged ETC il cui ISIN è DE000A1EK0G3. Xtrackers è la casa di gestione dedicata a strumenti diversi dai fondi comuni di investimento di Deutsche Bank e l’ETF è nato nel 2010. Nell’ultimo anno ha avuto un rendimento pari al 23,73% con spese di gestione che si attestano allo 0,59% e una volatilità pari al 16,58%.

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È importante notare come i lingotti depositati siano a tutti gli effetti proprietà dei fondi e dei possessori delle quote e, pertanto, rimangono fuori dalla disponibilità dei gruppi bancari di riferimento, anche se in difficoltà finanziarie.

ETF oro: cosa sono

Investire sull’oro è un’idea che tipicamente accompagna i momenti di crisi e, tradizionalmente, ci si recava a comprare sterline d’oro piuttosto che, per chi poteva, qualche lingottino da tenere per preservare il valore del denaro.

In realtà bisogna pensare all’acquisto di oro nel momento in cui le cose vanno bene perché il suo valore aumenta nei momenti di difficoltà.

Ad ogni modo, quello che un tempo si faceva con l’oro fisico, oggi è possibile farlo con sistemi più semplici e più rapidi. Uno di questi modi è acquistare un ETF, un Exchange Traded Fund, cioè un fondo che mira a replicare quello che è l’andamento dell’oro.

Gli ETF, in senso specifico, sono delle repliche di indici che vengono detti sottostanti, mentre quando si parla di replica del valore di una materia prima si dovrebbe parlare di ETC, Exchange Traded Commodities.

Per la loro somiglianza nel funzionamento dal punto di vista dell’invesitore, con ETF nel linguaggio comune si intendono entrambi, anche se entrambi fanno parte di un gruppo più grande, ossia quello degli ETP, Exchange Traded Products.

Questi prodotti fanno riferimento all’andamento di un sottostante che può essere un indice, una materia prima, una valuta. Gli ETF nascono in contrapposizione ai Fondi Comuni di Investimento, prodotto principe proposto da consulenti finanziari e sportelli bancari, il cui statuto indica in cosa è possibile investire, ma, definito questo, le scelte sulle compravendite vengono affidate ad un gestore o a un team di gestori della casa di gestione che ha emesso il prodotto.

I fondi comuni hanno alcune percentuali di spesa che vengono trattenute dall’investimento iniziale piuttosto che dal rendimento durante il periodo di detenzione, che sono le spese di ingresso e le spese di gestione.

Inoltre, alcuni fondi comuni presentano anche spese di performance e spese di uscita. Tutto questo accumulo di uscite finanziarie sono dovute quasi completamente, anche nel caso di andamento negativo del fondo.

Vengono normalmente giustificate dal lavoro dei gestori che dovrebbero produrre quello che viene definito alfa, cioè l’extrarendimento rispetto al mercato, che solo la mano umana può produrre anticipando quelle che sono le tendenze dei mercati e scegliendo i momenti più opportuni per comprare e vendere.

Per attirare gli investitori che non erano propensi a lasciare troppe commissioni ai vari livelli di passaggio della filiera degli investimenti (casa di gestione, banca, consulente finanziario) sono nati gli ETF, i cosiddetti fondi passivi, in cui, dopo la scelta iniziale su cosa investire, rimangono appesi indirettamente a questo andamento, senza scelta da parte del gestore.

A seconda del sottostante e del modo in cui lo si replica, può essere previsto un aggiustamento nella composizione degli investimenti, che, il più delle volte, può essere effettuato in via automatica dalla macchina.

Questa impostazione permette di ridurre i costi di mantenimento del prodotto, mentre la quotazione effettiva degli ETF in borsa li rende negoziabili con un dossier titoli senza dover passare da un consulente finanziario.

I fondi comuni sono acquistabili solo attraverso questi canali e non hanno differenze di quotazione durante la giornata, ma solo alla chiusura della borsa vengono effettuati i conteggi del valore del fondo che, diviso per il numero di quote in circolazione, dà origine al valore della singola quota.

Gli ETF, invece, subiscono le oscillazioni del sottostante. Così, con le fluttuazioni del valore del sottostante, ad esempio dell’oncia di oro, cambia di valore anche l’ETF corrispondente. Nel comparto dell’oro in particolare si hanno diversi modi per replicare l’andamento del sottostante, anche se, di fatto, vista la loro quotazione negli orari di borsa, possono essere in una certa misura difformi dalle variazioni delle quotazioni dell’oro.

Come funzionano gli ETF sull’oro

Gli ETF sull’oro si dividono in ETF a replica fisica e ETF a replica sintetica. Nel primo caso il fondo acquista con i soldi derivanti dalla sottoscrizione oro fisico che viene custodito presso i caveau normalmente di grandi banche internazionali come JPMorgan.

In questo modo, acquistando quote di ETF sul mercato si compra un pezzetto grande o piccolo dei lingotti custoditi presso le banche. Oltre ad essere una grande garanzia di consistenza del patrimonio del fondo e del fatto che non si sta acquistando un pezzo di carta ma effettivamente un oggetto di valore, rendono più facile l’aggancio della quotazione a quello del sottostante senza dover inseguire l’andamento: tutto è naturale.

L’altro modo in cui possono essere impostati gli ETF sull’oro sono quelli che non acquistano effettivamente lingotti, ma prodotti che hanno a loro volta come sottostante l’oro, tipicamente future con la scadenza più prossima.

In questo caso l’aggiustamento del valore è un po’ meno scontato e dipende anche dalla liquidità del fondo stesso, vale a dire dal numero di contrattazioni presenti sul mercato.

Questa, in realtà, è una caratteristica da valutare sempre quando si decide di negoziare su un certo strumento finanziario, poiché il raggiungimento del valore che desideri, ancorché naturale e corretto secondo la valutazione del sottostante, può scontrarsi con la difficoltà di trovare una controparte con cui portare a termine lo scambio.

Una volta definito il modo in cui viene effettuata la replica, l’andamento in generale degli ETF dell’oro segue quello che è la quotazione dell’oro, pertanto, con qualunque strumento la chiave è quella di individuare in che direzione si muoverà l’oro.

Il metallo giallo è da sempre considerato un bene rifugio, poiché stabile punto di riferimento tanto che è stato scelto come garanzia per l’emissione del denaro circolante dalle banche centrali e l’abbandono della parità aurea ha fatto perdere il valore intrinseco della moneta, ancorché continui ad essere accettato ed utilizzato.

Questa sua caratteristica di bene rifugio ha fatto sì che nei momenti in cui si sente meno la necessità di averne, tipicamente nei periodi di espansione economica, l’oro perda valore mentre nei periodi di crisi si sente una maggiore necessità di preservare il valore dei propri averi, la richiesta di oro aumenta e, di conseguenza, aumenta di valore.

Quando pensiamo ad utilizzare l’oro non per paura che le cose vadano ancora peggio di come stanno andando, ma per lucrare su queste differenze di valore, l’operazione da effettuare è esattamente il contrario.

Conviene, quindi, acquistare oro o strumenti che hanno questo come sottostante, nel momento in cui l’economia è fiorente e quindi il valore dell’oro scenderà, per poi monetizzare quando si apprezza per effetto dei periodi di depressione.

Questo è almeno un modo per approfittare del funzionamento dell’andamento aureo nel lungo periodo. Va da sé che, essendo un prodotto correlato negativamente rispetto all’economia, tipicamente ha un andamento contrario rispetto agli investimenti azionari o in indici e viene utilizzato come protezione nella composizione dei portafogli.

Questo utilizzo non è difforme dalla ricerca di rendimento nel lungo periodo (non si può parlare di speculazione in questo caso) e si concretizza nell’acquisto di ETF sull’oro quando si presume che l’economia abbia raggiunto la sua massima espansione e, di conseguenza, si teme un tracollo.

A questo punto, quando inizia la correzione del mercato, si tratta di decidere in che modo procedere cercando di prevedere cosa succederà successivamente.

Si potrà quindi spostare gli investimenti azionari sull’oro se si pensa che proseguirà la correzione in negativo o al contrario trasferire gli investimenti aurei in azionari, se si ritiene che ci sarà un periodo di ripresa e poi rimodificare il mix quando si giunge a quello che si percepisce come punto di massimo.

Se invece l’obiettivo è quello semplicemente di speculare sull’andamento dell’oro, occorre esaminare il suo andamento come quello di qualsiasi altro strumento, cercare di trovare supporti, resistenze e trend considerando sempre le sue correlazioni.

Le principali sono quelle relative all’economia e al dollaro. L’oro, infatti, è quotato in dollari contro oncia: per questo la maggior parte degli ETF sono valorizzati in dollari e occorre considerare che per gli investitori fuori dai confini statunitensi questo significa esporsi al rischio di cambio.

Per questo esistono degli ETF con la copertura dal rischio cambio, che, in cambio di una percentuale a titolo di copertura assicurativa, rendono nullo questo rischio. Difficile da prevedere se ne vale la pena, perché in caso si preveda un apprezzamento del dollaro rispetto all’euro, l’acquisto di tale copertura diventa spesso piuttosto onerosa e rende l’investimento meno lucrativo.

In caso l’intenzione sia quella di una speculazione a breve, sarà opportuno approfittare degli ETF a leva in modo da aumentare le oscillazioni dello strumento e poter utilizzare la spinta ulteriore data da questa caratteristica.

Rispetto ad altri strumenti hanno un effetto leva inferiore, per cui sono raccomandabili per speculazioni un po’ più prudenti, adatte a utenti via di mezzo, che non vogliono correre il rischio di vedersi trattenere importi maggiori di quelli inizialmente investiti per versamento di margini di garanzia come avviene per future o CFD.

Lo stesso discorso vale per coloro che vogliono lasciare una porta aperta per quello che può essere il mantenere la posizione in attesa di tempi migliori, in caso la previsione effettuata non si tramutasse in realtà.

Sono presenti, soprattutto in caso di ETF a leva, anche fondi passivi sull’oro che vanno short, anche se quelli maggiormente negoziati per le loro caratteristiche utili per altri motivi sono quelli long.

Quali sono i vantaggi e quanto è possibile guadagnare con gli ETF sull’oro

Investendo sugli ETF sull’oro è possibile modulare il proprio investimento nel modo più opportuno secondo quello che è il tuo pensiero sull’andamento del metallo giallo, quindi sia che pensi che vada verso un apprezzamento che verso un deprezzamento, scegliendo una versione long piuttosto che una short dell’ETF.

In più si può optare per un investimento con leva oppure senza leva secondo la nostra convinzione su quella che è la previsione che stiamo facendo. Si può anche effettuare un mix tra una posizione e l’altra destinando funzioni differenti.

Ad esempio, pensi di essere al culmine del periodo espansionistico, così acquisti un ETF sull’oro fisico che ti permette di investire nel lungo periodo. Allo stesso tempo sai che non sarà un andamento lineare, ma ci saranno periodi altalenanti, così pensi di acquistare un altro ETF sull’oro long a leva 7 con l’obiettivo di guadagnare il 10% di quanto investito.

Una volta arrivato a questo livello monetizzi e quando pensi che sia arrivato ad un livello di massimo relativo ne compri uno short a leva 7 per fare nuovamente un 10%. Ovviamente dovrai sorvegliare gli investimenti di breve periodo per minimi e massimi relativi, mentre abbandoni la tua sicurezza con l’ETF senza leva che puoi lasciare per tempi lunghi, che possono essere anche anni.

In ogni caso, qualunque sia il tipo di investimento e l’orizzone temporale che ci vorrai applicare, uno dei grandi vantaggi di questi investimenti è la liquidabilità in tempi molto rapidi, vista la loro quotazione in borsa, e anche il controllo effettivo in tempo reale di quanto hai a disposizione in quel preciso momento.

Quanto si può guadagnare dipende dal periodo in cui investi. Solo a titolo di punto di riferimento, nell’ultimo anno in media gli ETF sull’oro hanno realizzato circa un 30% contro spese di gestione attorno allo 0,15% ma, si sa, è solo un punto di riferimento, poiché in tutti i prospetti che potrai vedere ti viene specificato che i rendimenti passati non sono garanzia dei rendimenti futuri.

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