ETF Obbligazionari: Cosa Sono, Come Funzionano, Quali Comprare

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Stai cercando informazioni sugli ETF obbligazionari? Sei nel posto giusto!

In questa guida scoprirai cosa sono gli ETF obbligazionari, quali sono le loro principali caratteristiche, i vantaggi, quanto è possibile guadagnare con gli ETF obbligazionari, quali scegliere e comprare e quali sono le migliori piattaforme da utilizzare per investire in ETF obbligazionari.

Di seguito trovi una tabella nella quale sono state messe a confronto le principali caratteristiche dei migliori broker per investire in ETF obbligazionari, qual è la nostra valutazione ed il link al sito ufficiale.

Quali sono i migliori ETF obbligazionari sui quali investire

Come avrai capito puoi scegliere diversi ETF obbligazionari in base a quelli che sono i tuoi obiettivi. Di seguito trovi una scelta tra i più interessanti.

Miglior ETF obbligazionario: Xtrackers II Eurozone AAA Government Bond Swap

Tra gli obbligazionari governativi per il suo equilibrio tra rischio e rendimento spicca Xtrackers II Eurozone AAA Government Bond Swap il cui Isin è LU0975326215 ed è negoziato alla Borsa tedesca. Il fondo mira a replicare l’andamento dell’indice IBOXX € SOVEREIGNS EUROZONE AAA, che, come si capisce, comprende titoli di Stato emessi nell’Eurozona con indice di rating tripla A.

xtrackers ii eurozone government bond swap

Negli ultimi tre anni ha avuto una volatilità media del 3,65% contro un rendimento annualizzato del 2,71%. Il suo andamento gli è valso una tripla stella da parte di Morningstar. Questo ETF è adatto a chi vuole un rendimento con bassi rischi (non c’è nemmeno il rischio di cambio) e, in linea di massima, è adatto ad un tempo lungo di detenzione.

iShares € Covered Bond UCITS

Passando al livello corporate, quindi abbandonando il governativo, un buon ETF è iShares € Covered Bond UCITS ETF negoziato alla Borsa italiana con Isin IE00B3B8Q275. Il fondo è un tre stelle Morningstar e mira a replicare l’indice Markit iBoxx € Covered Index attraverso l’acquisto fisico di titoli.

ishares eu covered bond ucits etf

L’indice include covered bond con durata residua inferiore ad un anno di aziende investment grade. Il rendimento è allineato alla sua volatilità: da inizio anno guadagna l’1% circa e nell’ultimo anno ha distribuito cedole per lo 0,41%.

Forse la parte cedolare lo penalizza leggermente: anche negli ultimi tre anni ha avuto una volatilità del 2,10% contro un rendimento annualizzato del 1,5%.

iShares $ Corp Bond UCITS ETF USD (Dist)

Se vuoi rimanere su questo livello ma puntando sul dollaro puoi scegliere iShares $ Corp Bond UCITS ETF USD (Dist) (EUR) il cui Isin è IE0032895942. Il fondo mira a replicare l’indice Markit iBoxx USD Liquid Investment Grade che comprende titoli a reddito fisso di aziende investment grade denominate in dollari statunitensi.

ishares $ corporation bond ucits etf

Da inizio anno il suo rendimento è dell’1,5% circa mentre la media degli ultimi 10 anni è stata del 5,8%. Tutto questo contro una volatilità calcolata sugli ultimi 3 anni del 2,5% circa gli ha valso il rating massimo di Morningstar con cinque stelle.

Un obbligazionario che può essere interessante perché non è delle economie più sviluppate ma non si può più dire proprio Paese Emergente, è quello asiatico. Gode di tassi più alti con delle certezze nell’economia abbastanza rassicuranti.

ETF obbligazionari Paesi emergenti: iShares Emerging Asia Local Govt Bond

Aumentando il grado di rischio e quindi la volatilità, pensando a rendimenti un po’ più sostenuti, si può pensare ad un obbligazionario asiatico che può essere interessante limitandosi ai titoli di Stato. Tra questi un ottimo ETF è iShares Emerging Asia Local Govt Bond con Isin IE00B6QGFW01 negoziato presso la Borsa di Londra.

ishares emerging asia

L’ETF mira a replicare con il metodo fisico l’indice Barclays Capital Emerging Markets Asia Local Currency Govt Country Capped che rappresenta il rendimento in valuta locale dei titoli di Stato Asiatici. Il rendimento da inizio anno è una perdita dello 0,04% ma nell’ultimo anno il fondo ha distribuito cedole per il 2,86% e il rendimento medio a tre anni è del 4,78% contro una volatilità del 6,6%.

Il rischio un po’ si alza ma a livelli accettabili. Si tratta di un fondo da guardare ogni tanto: potrebbe esserci un exploit che potrebbe suggerire di monetizzare il rendimento ottenuto.

Shares Fallen Angels High Yield Corp Bond

Un obbligazionario High Yield, quindi che fa riferimento ad aziende con rating più basso è Shares Fallen Angels High Yield Corp Bond il cui Isin è IE00BYM31M36. Il fondo mira a replicare l’indice Barclays Global Corporate ex EM Fallen Angels 3% Issuer Capped Index.

ishares fallen angels bond

I Fallen Angels sono una particolare categoria di aziende che sono passate da uno stato superiore ad uno inferiore: in questo modo sono High Yield di alto livello. Negli ultimi tre anni ha avuto una volatilità pari al 10,17% contro un rendimento del 6,61% in media all’anno.

ETF obbligazionari: cosa sono

Gli ETF sono uno strumento finanziario attraverso il quale si replica l’andamento di un indice o di un pacchetto di strumenti precedentemente scelti, senza operare azioni di gestione e di scelta su quando acquistare o quando vendere. Si dice che sono gestiti in modo passivo.

Per effettuare questa replica possono agire in due modi. È possibile acquistare effettivamente i titoli scelti oppure acquistare un prodotto che abbia come sottostante lo stesso riferimento dell’ETF.

In caso la scelta dei titoli non faccia riferimento ad un indice ben individuato, la replica fisica è essenziale poiché non esiste un’alternativa, altrimenti, se si prende come impostazione un indice già definito, si può optare sia per la replica fisica, comprando i titoli che lo compongono, sia per una replica tramite acquisto di futures o altri prodotti che variano in base all’indice.

Ad ogni modo quello che si imposta è una strategia che viene premiata o meno dal mercato attraverso la sua quotazione.

Le obbligazioni sono titoli a reddito fisso e, quando si parla di fondo obbligazionario, si intendono obbligazioni nel senso più ampio comprendendo sia titoli di Stato che obbligazioni vere e proprie.

In generale, con le obbligazioni, quello che si guadagna è il tasso di interesse che viene corrisposto da questi enti che prendono a prestito i soldi da terzi e sono disposti a pagare un prezzo oltre che a restituire il capitale a scadenza. Il costo dipende dall’affidabilità del soggetto che viene finanziato.

Così, solitamente, gli Stati si avvantaggiano di tassi inferiori rispetto alle aziende per la più ampia capacità di rimborso, ma non sempre questo è vero. Tutti abbiamo sentito parlare dei bond argentini che pagavano un tasso molto più alto rispetto ad un’azienda europea ed, effettivamente, la loro affidabilità era di molto inferiore.

Ci sono le agenzie di rating che si occupano di classificare gli enti in base alla loro affidabilità che si traduce nelle lettere che hai spesso sentito AAA, BBB, BB+, ecc. Ogni gruppo corrisponde ad una probabilità diversa di fallimento.

In base a questo si dividono anche le obbligazioni in:

  • investment grade, in caso la loro probabilità di fallimento sia inferiore al limite dello 0,10%,
  • investment grade inferiore in caso la loro possibilità di fallimento sia inferiore allo 0,30%,
  • non investment grade se la probabilità è inferiore all’1,60% e non investment grade inferiore per probabilità più alte.

Alle varie categorie vengono richiesti tassi di interesse maggiori man mano che aumenta la probabilità di fallimento per poter trovare la controparte disposta a prestare il denaro necessario.

Ci possono così essere indici che fanno riferimento ad un tipo particolare di soggetti, se aziendali oppure statali, di una certa area geografica e di un certo rating. In questo modo, scegli il grado di rischio e il grado di rendimento di un certo ETF. Ci sono poi variabili che influenzano il mondo a reddito fisso in generale.

Il primo di questi è la fissazione del tasso di interesse a livello di banca centrale che determina la base su cui si stabiliscono poi gli altri tassi di interesse delle varie categorie. I cambiamenti di tasso di interesse, poi, agiscono sulle quotazioni di obbligazioni e titoli di Stato tendendo a rendere indifferenti gli investimenti a reddito fisso già in circolazione e che hanno un certo tasso con gli investimenti a reddito fisso nuovi con un altro tasso.

Come funzionano gli ETF obbligazionari

Gli ETF obbligazionari, quindi, si collegano ad una certa tipologia di obbligazioni e investendo o direttamente nei titoli oppure attraverso strumenti derivati che si appoggiano ad indici. Tipicamente gli ETF obbligazionari non esistono nella versione strutturata e quindi short piuttosto che a leva.

Non sono strumenti che si prestano a speculazione, ma sono adatti a parcheggiare liquidità proprio per la loro stabilità di molto superiore rispetto agli altri tipi di ETF.

Un discorso a parte può essere fatto per ETF obbligazionari di Paesi emergenti con i quali le differenze di quotazione possono essere molto intense, oltre che per motivi di tasso di interesse, anche per cambio valutario che arriva ad essere particolarmente scostante in caso di vicissitudini dello Stato di appartenenza.

Altra differenza importante da tenere in considerazione è la durata dei crediti sottostanti al fondo: se a breve termine o a lungo termine. I crediti più a lungo termine portano dentro di loro un’incertezza sul destino del debitore che va ad influire su tasso di interesse e quotazione delle obbligazioni.

In particolare, se intendiamo utilizzare l’ETF come un posto dove tenere liquidità con un minimo di remunerazione ma potremmo aver necessità di disinvestirla velocemente, è opportuno verificare il livello di volatilità, che, per essere certi di non incorrere in una perdita per la necessità di disinvestire, deve essere piuttosto bassa.

Nonostante l’ETF replichi il valore dell’indice, non può eguagliarne l’andamento, poiché il prezzo della quota del fondo viene formata da domanda ed offerta di mercato. Questa sarà ovviamente guidata dall’andamento del sottostante, ma questo non è garantito.

Si tratta di una questione importante da capire soprattutto per chi ha investito con i fondi comuni di investimento. Gli ETF sono stati presentati come l’alternativa a questi, solo con spese di gestione più basse, ma il loro funzionamento è differente.

I fondi comuni, infatti, hanno solo una quotazione giornaliera che si traduce in un inventario dei titoli in suo possesso, nella loro valorizzazione a prezzo di mercato e nella loro somma; il totale viene poi diviso per il numero di quote in circolazione: questo determina il valore della quota singola.

Nonostante dispongano di una loro quotazione, la loro compravendita non si effettua mai sul mercato secondario ma sempre e solo nel primario, interfacciandosi con la casa di gestione che lo emette.

Gli ETF, invece, circolano come le azioni: esistono nuove sottoscrizioni con la casa di gestione, ma si possono liberamente comprare e vendere sul mercato. Questa contrattazione determina il prezzo.

Questo comunque rimane conforme all’andamento del sottostante, per il motivo molto semplice che non esiste un altro motivo: non esiste un gestore in cui si può avere più o meno fiducia faccia le scelte corrette. Tutto si risolve nell’andamento di quell’indice che, a sua volta, dipende dall’andamento dei titoli al suo interno.

In ultima analisi per capire come funziona un ETF obbligazionario, occorre esaminare come si comportano le obbligazioni e in base a cosa variano il loro prezzo. Anche in questo caso, come per gli ETF azionari, c’è il vantaggio di non essere assoggettati all’andamento di un’unica obbligazione ma di tutto il pacchetto.

Questo comporta di non essere soggetti alle vicissitudini della singola azienda, anche se si rimane condizionati nel bene e nel male all’andamento del mercato in generale.

Quali sono i vantaggi e quanto è possibile guadagnare con gli ETF obbligazionari

Attraverso un investimento con un ETF obbligazionario hai la possibilità di mantenere sotto controllo il rischio, con un rendimento più basso, se ti concentri su ETF con debiti di qualità e in aree geografiche non problematiche.

Non c’è una certezza sul suo rendimento, ma, sicuramente, in caso di andamento negativo, la perdita sarebbe molto più contenuta rispetto ad un ETF azionario. Quando si cercano, però, di ottenere rendimenti maggiori investendo in ETF ad esempio di Paesi Emergenti, il rischio è comparabile a quello dell’azionario.

In generale, quello che ti può rendere un ETF in caso di andamento positivo, può andare dall’1% fino al 12%. Sopra sarebbero situazioni molto fortunate di tasso e valuta. Anche se si tratta di investimenti a reddito fisso, occorre considerare che sono parzialmente sostituibili con gli investimenti azionari e hanno una certa correlazione con questi.

In particolare, quando il tasso di interesse, a parità di rating, si avvicina a quello che è il dividendo azionario, spesso gli investitori si spostano verso il reddito fisso che dà qualche garanzia in più, in un certo modo costringendo le aziende, se è nelle loro possibilità, a distribuire dividendi maggiori per poter attrarre nuovi capitali.

Questo ha delle conseguenze, poiché o si aumentano i debiti per poter effettuare nuovi investimenti oppure non si effettuano, rendendo, in ogni caso, l’azienda meno competitiva. Una dinamica che ha mille altre sfaccettature ma che in parte spiega le reazioni del mercato azionario ai movimenti del tasso di interesse.

In realtà dovrebbero esserci altre ragioni che guidano nella scelta dell’investimento oltre che alla pura e semplice remunerazione.

Parlando di ETF, l’investitore si sentirà maggiormente orientato verso il mondo obbligazionario per una parte di capitale che vuole preservare dagli sbalzi, differenziando anche all’interno della stessa in:

  • obbligazionario di breve termine per quella parte che può essere un cuscinetto di emergenza e c’è la possibilità di doverlo svincolare in poco tempo;
  • obbligazionario più a lungo termine per spese future o per costituire un tesoretto per comprare casa o per i figli o per altri progetti.

La parte che invece si vuol far lavorare intensamente non è adatta a questo tipo di ETF. In poche parole gli ETF obbligazionari non sono adatti per il trading, ma per un impiego più ponderato dei propri risparmi.

Chi è attratto dal trading e dagli scambi veloci, deve rendersi conto che in molti casi è utile avere una riserva da utilizzare in caso di tracolli del mercato per non farsi chiudere l’operazione piuttosto che per approfittare di un’occasione momentanea, cui magari si dovrebbe rinunciare perché i fondi di trading sono già impegnati nelle operazioni consuete che vengono poste in essere.

Quello che rendono gli ETF obbligazionari dovrebbe essere più confrontato con altre tipologie di investimento, come possono essere polizze vita o depositi vincolati o meno.

Le polizze vita hanno caratteristiche che gli ETF non hanno, come impignorabilità e insequestrabilità e di questi tempi rendono attorno all’1,5% annuo, ma esistono dei vincoli per ritirare le somme.

I depositi possono avere delle possibilità più ampie di prelievo, per contro difficilmente arrivano a rendere l’1%. Confronto a queste due alternative, l’ETF non ha garanzie di restituzione del tuo capitale e puoi subire una perdita, ma puoi anche ottenere rendimenti decisamente più interessanti.

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