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ETF Intelligenza Artificiale: Cosa Sono, Come Funzionano, Quali Comprare

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Stai cercando informazioni sugli ETF sull’intelligenza artificiale? Sei nel posto giusto!

In questa guida scoprirai cosa sono gli ETF sull’intelligenza artificiale, quali sono le loro principali caratteristiche, i vantaggi, quanto è possibile guadagnare con gli ETF sull’intelligenza artificiale, quali scegliere e comprare e quali sono le migliori piattaforme da utilizzare per investire in ETF sull’intelligenza artificiale.

Di seguito trovi una tabella nella quale sono state messe a confronto le principali caratteristiche dei migliori broker per investire in ETF intelligenza artificiale, qual è la nostra valutazione ed il link al sito ufficiale.

Quali sono i migliori ETF sull’intelligenza artificiale sui quali investire

La tecnologia ha migliorato la nostra vita ed è anche un ottimo settore per fare buoni profitti negli investimenti. La crescita delle vendite dei device è pari alla crescita di valore delle azioni delle aziende che li producono e ai loro utili. Diamo subito un’occhiata ai migliori ETF sul tema.

Invesco Technology S&P US Select Sector UCITS ETF

Questo ETF può essere trovato nei listini di borsa con Isin IE00B3VSSL01. Il fondo mira a replicare l’indice S&P Select Sector Capped 20% Technology TR (Net) index che rappresenta le aziende del settore della tecnologia e delle telecomunicazioni che fanno parte dello S&P500.

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La replica dell’indice avviene tramite la sottoscrizione di swap con controparti qualificate attraverso i quali viene scambiata la performance degli asset in portafoglio con quella dell’indice. Questo significa che, a seconda delle scelte di investimento, e degli accordi presi in sede di contrattazione dello swap, l’ETF potrà rendere di più o di meno rispetto all’indice.

Il rendimento medio degli ultimi tre anni è stato del 29,48% contro una volatilità del 19,34%. Più in particolare negli ultimi cinque anni ha avuto sempre rendimenti positivi: il 16,2% nel 2016, il 17,5% nel 2017, l’a,7% nel 2018, il 53,3% nel 2019 e da inizio anno sta facendo il 23%. Le commissioni di gestione sono pari allo 0,14% annuo.

Amundi Stoxx Global Artificial Intelligence

L’ETF targato Amundi sul tema, ancora giovane, ha Isin LU1861132840. Lo strumento mira a replicare l’andamento dell’indice STOXX AI Global Artificial Intelligence ADTV5 Index.

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Questo comprende azioni di aziende di qualsiasi area geografica appartenenti ad una molteplicità di settori che hanno la caratteristica comune di investire in modo pesante nelle tecnologie, per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e sono giudicate ben posizionate per trarre vantaggio dalla loro ricerca.

La replica dell’indice avviene in modo indiretto attraverso la sottoscrizione di uno swap, con il quale la performance degli attivi detenuti nel fondo vengono scambiati con la controparte contro il rendimento dell’indice.

Nel portafoglio di attivi del fondo ci possono essere sia azioni che derivati. L’inizio dell’ETF è di settembre 2018, nel 2019 ha reso il 33,6% e da inizio anno sta facendo il 2,4%. Le commissioni di gestione richieste sono dello 0,35%.

Lyxor MSCI World Information Technology TR UCITS ETF

Questo ETF che investe a livello globale sulla tecnologia lo puoi trovare nei listini di borsa con l’Isin LU0533033667. Il prodotto mira a replicare l’andamento dell’indice MSCI WORLD INFORMATION TECHNOLOGY Net Total Return Index rappresentativo delle società he operano nel settore della tecnologia nei Paesi sviluppati.

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La replica dell’indice si ottiene tramite uno swap con cui si scambia il risultato del portafoglio posseduto dal fondo che è costituito da azioni internazionali e da derivati, con la performance dell’indice. Il contratto viene sottoscritto con una controparte qualificata con cui si raggiunge un accordo.

Guardando al portafoglio si vede come Lyxor abbia scelto di investire solo in azioni quasi totalmente statunitensi e di settori non solamente tecnologici. Il rendimento medio degli ultimi tre anni è stato del 27,87% contro una volatilità del 19,60%. I risultati degli ultimi 5 anni sono stati tutti positivi: 13,2% nel 2016, 21,6% nel 2017, 0,2% nel 2018, 51% nel 2019 e 22,6% nel 2020. Le commissioni annue sono dello 0,30%.

iShares S&P 500 Information Technology Sector UCITS ETF

L’ETF che ha conquistato le 5 stelle Morningstar emesso da Black Rock lo trovi sui listini di borsa con Isin IE00B3WJKG14. Lo strumento mira a replicare la performance dell’indice e S&P 500 Capped 35/20 Information Technology. Questo è composto dalle azioni delle società che fanno parte dello S&P500 e appartengono al settore dell’IT in base alla classificazione Global Industry Classification Standard.

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In base a questa, appartengono al settore IT le aziende che operano nei servizi tecnologia e software, apparecchiature e strumenti informatici e produttori di semiconduttori e relative apparecchiature. La replica dell’indice viene effettuata dal fondo acquistando le azioni che compongono l’indice stesso. Nel regolamento dell’ETF è stabilito che l’emittente ha la possibilità di incrementare i profitti dando a prestito i titoli detenuti.

Il gestore può anche utilizzare derivati per replicare la performance dell’indice. Il rendimento medio degli ultimi tre anni è stato del 30,54% contro una volatilità del 19,94%. Più in particolare, guardando agli ultimi cinque anni, l’ETF ha guadagnato il 16,1% nel 2016, il 21,6% nel 2017, il 2,8% nel 2018, il 54,2% nel 2019 mentre da inizio anno sta facendo il 22%. Le commissioni di gestione annue sono dello 0,15%.

SPDR® MSCI World Technology UCITS ETF

L’ETF mira a replicare l’indice MSCI World Technology e trovi lo strumento con l’Isin IE00BYTRRD19 sui listini di borsa mondiali. L’indice vuole rappresentare le società di tutto il mondo che operano nel settore dell’Information Technology secondo lo standard globale di classificazione settoriale. La replica dell’indice avviene tramite acquisto dei titoli compresi nell’indice stesso.

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Anche se il regolamento del fondo permette di mettere limitazioni alla diversificazione al fine di semplificare la gestione, l’emittente cercherà di replicare le percentuali contenute nell’indice nel modo più preciso possibile. C’è anche la possibilità di dare a prestito i titoli per incrementare il rendimento dell’ETF con un limite massimo del 70% dei titoli detenuti.

Il rendimento medio degli ultimi tre anni è stato del 28,04% contro una volatilità del 19,56%. Più in particolare, il fondo, lanciato nel 2016, nel 2017 ha reso il 20,8%, nel 2018 ha guadagnato l’a,6%, nel 2019 ha avuto un profitto del 49,4% mentre da inizio anno sta facendo il 22,8%. Le commissioni annue trattenute dal fondo sono pari allo 0,30%.

Xtrackers MSCI USA Information Technology UCITS ETF

L’ETF di casa Deutsche Bank sull’Information Technology è contrattato in Borsa con Isin IE00BGQYRS42. L’obiettivo del prodotto è quello di replicare l’andamento dell’indice MSCI USA Information Technology Index che contiene i titoli appartenenti al MSCI USA che appartengono al settore dell’Information Technology considerando la classificazione standard dei settori.

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La replica dell’indice viene effettuata con acquisto fisico delle azioni contenute nell’indice, che, in linea di massima, viene ribilanciato ogni tre mesi. A sostegno del profitto e per proteggere il rendimento, è data facoltà al fondo di poter impiegare risorse nell’acquisto di derivati e di poter dare a prestito le azioni in portafoglio.

Il rendimento medio negli ultimi tre anni è stato del 31,44% contro una volatilità del 21,23%. L’ETF, partito a settembre 2017, nel 2018 ha reso il 3%, nel 2019 il 53,3% e da inizio anno sta facendo il 24,2%. Le commissioni annue trattenute sono pari allo 0,12%.

Fidelity® MSCI Information Technology Index ETF

L’ETF sulla tecnologia di Fidelity lo puoi trovare con l’Isin US3160928087 ed è contrattato alla Borsa americana. Il fondo mira a replicare la performance dell’indice MSCI USA IMI Information Technology Index. Intende fare questo attraverso l’acquisizione delle azioni contenute nell’indice nella misura minima dell’80%.

Il rendimento medio degli ultimi tre anni è stato del 27,33% con gli ultimi 5 anni tutti positivi. Nel 2016 ha reso il 17,3%, nel 2017 il 20,2%, nel 2018 il 4,7%, nel 2019 il 51,7% e da inizio anno sta segnando un 22,8%. Le commissioni di gestione trattenute sono pari allo 0,08% su base annua.

ETF intelligenza artificiale: cosa sono

Gli ETF sull’intelligenza artificiale sono degli strumenti finanziari che vogliono replicare un indice che contiene azioni di aziende che operano in questo campo. Anche se gli studi sull’intelligenza artificiale sono iniziati più di mezzo secolo fa, solo recentemente hanno cominciato a produrre risultati concreti anche se in un senso un po’ più lato dell’intelligenza artificiale.

Si tratta ancora di un’evoluzione del settore tecnologico in generale in cui è compreso anche questa nicchia. L’intelligenza artificiale ha senza dubbio un grande fascino dovuto alla volontà dell’uomo di farsi sostituire in compiti complessi dalle macchine.

La tecnologia oggi è molto evoluta e in grado di seguire istruzioni anche complesse, ma il ragionamento autonomo non è ancora arrivato a far parte del bagaglio delle macchine. In questo c’è anche un problema etico per le implicazioni che potrebbero avere scoperte di tale portate messe nelle mani di persone con intenti illegali oltre che a questioni più filosofiche riguardanti la differenza dell’uomo rispetto alla macchina.

Presa più in senso lato l’intelligenza artificiale è la parte più evoluta della tecnologia e per questo è un’ottima forma di investimento. Si possono avere notevoli vantaggi iniziando ora ad investire nel comparto. Questo, però, è una nicchia di quello più vasto dell’Information Technology e non è semplice individuare con precisione questo segmento.

C’è da considerare, infatti, che la necessità di operare su valori quantitativi, impone il calcolo sulle azioni di società, che sono quotate e hanno un valore certo. Le stesse società, probabilmente, non faranno investimenti soltanto sulla Intelligenza Artificiale, ma saranno aziende appartenenti al settore della tecnologia che si occupano anche di questo argomento.

Gli ETF che sembrano specializzati in questo, se esaminati bene, devono fare delle scelte non sempre definibili in termini quantitativi per stabilire le aziende da includere. Un investimento sulle società che appartengono al settore IT, invece, conterranno probabilmente una parte di Intelligenza Artificiale, soprattutto andando a scegliere le eccellenze del settore.

In questo modo si possono andare ad individuare le tendenze della tecnologia contando che le aziende che individuano la strada giusta diventino sempre più importanti nella ponderazione dell’indice, mentre quelle che non lo fanno scendono nella percentuale di partecipazione fino a scomparire.

Si tratta di uno dei pochi comparti in cui si legge sui Kiid, i prospetti informativi per i consumatori, che sono adatti sia ad investimento di lungo termine ma possono dare rendimento anche nel breve periodo.

Come funzionano gli ETF sull’intelligenza artificiale

Gli ETF sull’intelligenza artificiale replicano indici che hanno attinenza con la tecnologia i quali rappresentano l’andamento delle azioni delle società che sono in questo settore. Si tratta di un comparto che da anni cavalca un’onda positiva, seguendo gli alti e bassi del mercato ma riprendendosi piuttosto in fretta.

L’unico tracollo importante che ha riguardato proprio il settore tecnologico è stato quello del 2000, all’inizio dello sviluppo del settore in cui il corso delle azioni era stato sopravvalutato. Certamente non c’è alcuna certezza che non si replichi l’accaduto, ma, anche i recenti scandali di società rappresentative del settore non hanno provocato crolli difficili da recuperare.

Avrai notato dall’esame dei migliori ETF che non tutti funzionano allo stesso modo: ci sono quelli che replicano l’indice di riferimento tramite un contratto swap e quelli che invece replicano fisicamente il portafoglio. La scelta del miglior modo di riprodurre l’andamento dell’indice non è sempre la stessa per tutti gli ETF.

Se l’indice da riprodurre contiene molti titoli, può diventare più conveniente utilizzare il modello sintetico, che richiede un solo rimaneggiamento invece che molti per ribilanciare il portafoglio. La precisione di un accordo che fa riferimento alla quotazione dell’indice diventa maggiore perché è assolutamente tempestiva, mentre la compravendita dei titoli che lo compongono non potrà essere immediata.

Questo è tanto più vero quanto più il numero di titoli è elevato. Nel settore tecnologico ci sono diversi indici di riferimento, pertanto molto dipende dal tipo di indice di riferimento. A livello di semplici costi, la soluzione sintetica è la più conveniente. La differenza, infatti, è come quella che passa tra il replicare in autonomia un ETF comprando le azioni che lo compongono e acquistare l’ETF.

In quest’ultimo caso si affronta un solo costo di negoziazione mentre compravendendo i singoli titoli ci saranno molteplici costi da affrontare. Dal punto di vista dell’ETF la controparte dello swap non è un fondo con capitale separato come quello che sta dietro ad un Exchange Traded Fund, ma è un istituto finanziario che può avere le sue vicissitudini.

Per questo motivo, sussiste un rischio di controparte, per il quale l’accordo dello swap può non essere onorato e così l’ETF rischia di non avere l’andamento garantito. Acquistando le azioni dell’indice questo rischio non sussiste. Per minimizzare il rischio di controparte con la replica sintetica si possono utilizzare sistemi di assicurazione o di fideiussione che aumentano, però, il costo del metodo.

Ad ogni modo, si tratta di individuare in quale direzione andrà l’indice per poter avere un guadagno. Il comparto sta facendo dei rendimenti importanti e sembra che il trend sia destinato a continuare. Se la previsione di breve periodo è difficile, nel lungo periodo, si può avere la ragionevole certezza di avere messo nel posto giusto il proprio denaro.

Di conseguenza, se non si vogliono tenere impegnati troppo a lungo i propri soldi, si potrà avere un tempo minore investendo nel momento in cui c’è un piccolo crollo, che può derivare sia da un crollo generalizzato del mercato, sia da uno scandalo o da un avvenimento che riguarda il settore.

Quali sono i vantaggi e quanto è possibile guadagnare con gli ETF intelligenza artificiale

L’investimento tramite ETF nell’intelligenza artificiale in particolare e nella tecnologia in generale ha il grande vantaggio di rappresentare il comparto di punta del momento, poiché si tratta di un settore con un’ampia crescita e che sta trainando l’intera economia.

Il suo andamento costante in salita ne fa un segmento che continua ad avere ottime opportunità. Partecipare a questo attraverso un ETF ha il vantaggio ulteriore di non dover compiere studi per decidere su quale società puntare, con il rischio che questa abbia oscillazioni inaspettate. Acquistando un ETF si segue il settore nella sua interezza partecipando alla crescita media.

Scegliendo, poi, un indice che prende le aziende maggiormente capitalizzate si avrà sempre in portafoglio la migliore scelta di azioni del settore. Questa non è una garanzia assoluta che non ci possono essere perdite acquistando un ETF, ma sicuramente diminuisce di gran lunga il rischio.

Gli ETF sulla tecnologia sono adatti a molte tipologie di strategia: di lungo periodo, di breve periodo e di versamenti ricorrenti.

Così in questo momento in cui l’indice è ai massimi livelli, investire un capitale importante potrebbe voler dire dover attendere qualche tempo prima di monetizzare, ma potremmo non essere ancora nel punto di massimo e potremmo cominciare a metterne una parte e mettere altro capitale, in caso ci sia una perdita di almeno il 5% e incassare quando si guadagna il 20%. Le percentuali sono indicative e le puoi adattare alle tue idee di investimento.

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