ETF Grecia: Cosa Sono, Come Funzionano, Quali Comprare

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In questa guida scoprirai cosa sono gli ETF sulla Grecia, quali sono le loro principali caratteristiche, i vantaggi, quanto è possibile guadagnare con gli ETF sulla Grecia, quali scegliere e comprare e quali sono le migliori piattaforme da utilizzare per investire in ETF sulla Grecia.

Di seguito trovi una tabella nella quale sono state messe a confronto le principali caratteristiche dei migliori broker per investire in ETF Grecia, qual è la nostra valutazione ed il link al sito ufficiale.

Quali sono i migliori ETF sulla Grecia sui quali investire

La Grecia non è un territorio così gettonato su cui investire. La crisi che l’ha sconvolta è durata molti anni e solo l’anno scorso ha avuto un momento di decisa ripresa. Questo in concomitanza con il nuovo capo di Stato.

Ci sono due ETF che sono appetibili in questo momento: uno della francese Lyxor e il secondo della greca Alpha.

Lyxor MSCI Greece

Il primo è Lyxor MSCI Greece il cui Isin è FR0010405431 ed è trattato presso Borsa Italiana. Il fondo mira a replicare l’indice FTSE/Athens Stock Exchange Large Cap Net Total Return Index che comprende le aziende più grandi quotate presso la Borsa di Atene.

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Le performance del fondo negli ultimi anni sono state del -1% nel 2016, +22% nel 2017, -25% nel 2018, +50% nel 2019 e -31% da inizio anno. L’ETF investe in modo sintetico sull’indice che con i primi 10 titoli arriva all’82% del suo complessivo.

Il titolo su cui investe per più del 20% è COCA-COLA HBC CDI, che è l’imbottigliatore di Coca Cola, società che non conosce crisi e non ha bisogno di presentazioni. Al secondo posto c’è Ote Group Hellenic Telecommunications Organization S.A., che è il più grande gruppo tecnologico in Grecia e si occupa di telecomunicazioni.

Segue Jumbo S.A., un distributore di beni di largo consumo. Poi c’è OPAP – Greek Organization of Football Prognostics S.A., è una società greca che organizza e conduce giochi d’azzardo. Al quinto posto c’è Eurobank Holdings, che è una delle principali banche nel panorama greco.

Segue Alpha Bank, che è la seconda banca della repubblica ellenica. Come si può notare, gli investimenti sono tutti diretti verso beni a domanda rigida, fatto che fa ben sperare per quanto riguarda la sostenibilità delle sue performance.

ALPHA Blue Chips Greek Equity Classic

L’altro ETF è ALPHA Blue Chips Greek Equity Classic il cui Isin è GRF000216009 ed è negoziato presso la Borsa di Atene. Il fondo che è emesso dalla banca greca Alpha, non segue un indice sottostante ma crea un paniere di azioni negoziate presso la borsa greca scegliendo, tra settori difensivi, le aziende di grandi dimensioni.

Le aziende incluse sono scelte in base a parametri che devono rispettare e che sono redditività, prospettive di crescita e valutazioni comparative. Nel 2016 il fondo ha guadagnato il 20%, nel 2017 il 50%, nel 2018 ha perso il 10%, nel 2019 ha guadagnato il 15%, mentre da inizio anno ha perso il 30%.

Il portafoglio è piuttosto diverso rispetto a quello dell’ETF precedente. Al primo posto c’è Hellenic Telecommunications Or, la più importante società di telecomunicazioni in Grecia. Al secondo posto c’è LAMDA Development SA, una holding che investe nel settore immobiliare.

Segue la Jumbo SA, che hai già incontrato nell’altro ETF. Di seguito c’è Mytilineos SA, che è un conglomerato industriale attivo nel campo metallurgico e dell’energia. Segue la GEK Terna Holding Real Estate, che comprende diverse società tra cui società immobiliari e un’azienda attiva nelle energie rinnovabili.

Segue Opap la società attiva nel gioco d’azzardo incontrata nell’altro ETF, Terna Energy, parte energetica di GEK Terna Holding, e la Coca-Cola HBC. La scelta appare effettivamente più difensiva e spicca l’assenza dei finanziari. Questo ETF, che è costituito dai Greci, ha il vantaggio della conoscenza del territorio e lo svantaggio di una minor dimensione e una minore trasparenza, cosa che lo rendono meno adatto a speculazioni di breve periodo.

ETF Grecia: cosa sono

La Grecia è una nazione molto vicina a noi, con cui condividiamo anche l’appartenenza all’Unione Europea e con cui ogni tanto ci contendiamo la palma dei peggiori parametri che la BCE osserva.

La crisi greca del 2009, in seguito alla quale il Paese ha rischiato l’estromissione dalla Comunità, è stata una conseguenza della crisi mondiale del 2008, che si è incontrata con il terreno fertile di una situazione di finanze dissestata a causa di malversazione degli organi di governo.

La situazione che hanno vissuto i Greci è stata veramente grave, con impossibilità di prelevare i propri soldi dal conto corrente e grandi sommosse popolari, visto che non si trovavano generi di prima necessità nei negozi. Da allora ha fatto molta strada e ha percorso un tragitto difficile con un periodo di grande austerità per la popolazione e puntando sulle ricchezze dello Stato.

L’economia greca si fonda su alcuni prodotti agricoli, in particolare l’uva passa, il vino, le olive e l’olio, sui trasporti mercantili (che costituiscono la principale risorsa della Grecia) e il turismo. È stato l’impegno dei cittadini greci a far risorgere questo Stato, nonostante le comprensibili proteste della popolazione.

Nel 2019 l’economia ha avuto un grande rilancio, che ha fatto pensare ad una ripetizione del miracolo greco degli anni passati. Di questi giorni è una questione che è appena all’inizio nei confronti della Turchia: quest’ultima ha invaso le acque territoriali greche per la ricerca di gas naturale, reclamandone la potestà.

Non è la prima volta che la Turchia si comporta in questo modo: è ancora in disputa con Cipro per altri giacimenti che si stanno scovando. Dopo il coronavirus, quindi, i disagi non sono ancora terminati per la Grecia che dopo qualche settimana di ripresa, è di nuovo alle prese con qualche incertezza.

Un modo per poter puntare sulla ripresa greca sono gli ETF. Questi sono dei fondi che investono in modo passivo su un indice rappresentativo dell’andamento economico greco, valutando una media di azioni rappresentative della nazione. Con un unico investimento si partecipa così alla globalità con interessanti implicazioni riguardanti la diversificazione.

Si diversifica investendo su più titoli azionari, ma questi non sono scelti a caso: sono individuati seguendo la capitalizzazione oppure le performance a seconda di cosa cerca di replicare l’ETF. Infatti, questo strumento sceglie di investire in un certo modo seguendo la composizione dell’indice ma, poi, il suo prezzo è dato direttamente dall’incontro di domanda ed offerta in Borsa.

Il prezzo si avvicina in modo preciso a quello dell’indice a condizione che sia sufficientemente liquido, cioè sia abbastanza diffuso in modo che domanda ed offerta siano in una data quantità e trasparente, cioè che sia facile capire il funzionamento del suo sottostante.

La grande parte di questo lavoro è fatto da investitori istituzionali che hanno nei loro portafogli varie tipologie di ETF per esporsi e investire in diversi ambiti diversificando così la diversificazione. In questo modo, prevedendo l’andamento dell’economia greca si può prevedere in che direzione andrà la quotazione dell’ETF e provvedere a lucrare da questa previsione.

Oggi la direzione in cui sembra andare l’economia greca è quella di uno sviluppo dopo la crisi che segue il piano di recupero dalla crisi predisposto dal governo.

Come funzionano gli ETF sulla Grecia

Gli ETF sulla Grecia sono degli strumenti finanziari di tipo azionario che seguono quindi le dinamiche delle azioni. Innanzitutto sono soggetti all’altalenante andamento dovuto alle fasi di espansione e di recessione dell’economia.

In secondo luogo vengono influenzati dagli andamenti particolari di alcune azioni, se sono preponderanti nella partecipazione all’ETF. Si evidenziano così dei cicli attraverso cui passano le quotazioni che salgono e scendono.

Da quando esiste questo sistema di partecipazione al capitale di un’azienda e della sua quotazione, prendendo tutti assieme i titoli azionari ed esaminando la direzione in cui vanno, si vede come la tendenza sia in rialzo nel lungo periodo, suggerendo così che un investimento azionario detenuto per lungo tempo darà molto probabilmente un guadagno.

Questo è vero nel momento in cui puntiamo su un paniere di azioni diversificate tra loro per settore e che hanno in comune il fatto di appartenere ad imprese di un certo rilievo da qualche punto di vista. Allo stesso tempo, il default di uno Stato non può essere del tutto escluso e la Grecia ci è andata vicina.

Ad uscire dalla situazione la ha aiutata la sua capacità di ripresa e il suo impegno, ma anche l’appartenenza alla Comunità Europea che, anche con qualche indecisione e qualche contrasto, ha alla fine assistito e aiutato la sorellina.

La tradizione della Grecia non è legata a settori industriali, ma a più tradizionali comparti dell’agricoltura, facilitata dalla sua posizione geografica e meno favorita dalla sua conformazione molto scoscesa e povera di pianure e al trasporto via mare.

Quello che può essere il suo settore più forte, similmente a quello che succede in Italia, è il turismo sfruttando la sua storia e le sue bellezze naturali e storiche. Proprio la scarsa industrializzazione ha favorito la possibilità di conservare la bellezza delle coste e delle isole.

Il percorso di ripresa della Grecia non è di certo finito, testimone anche il tasso di disoccupazione che si attesta ancora attorno al 15%, livello troppo alto per poter far pensare alla fine del periodo di espansione. Anche la Grecia dovrebbe avvantaggiarsi dal progetto della nuova via della Seta visto che fa parte di uno dei percorsi e potrebbe trovare la spinta che ancora le manca.

Questo propulsore di diverse economie emergenti o sviluppate che devono ritrovare nuovo slancio può essere un ago della bilancia importante e su questo si gioca molto. A vantaggio della situazione europea e a vantaggio della nuova Strada dei traffici tra Est e Ovest giocano anche le lotte tra Cina e Stati Uniti che, bloccando molti scambi portano automaticamente un vantaggio nei confronti del resto del mondo.

Anche in questi giorni ci sono nuovi dissapori dalla parte dell’Oceano Pacifico e gli USA non hanno esentato anche gli Stati europei dai dazi. Fino all’insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti, se sarà una persona diversa dall’attuale, sembra che tutto favorisca la ripresa del Vecchio Continente e con questa quella della Grecia.

A maggior ragione, il destino della penisola ellenica è legato a quello delle più importanti nazioni europee che si sono insediate nel suo territorio a poco prezzo all’epoca della crisi, arrivando anche come salvatrici nei confronti della popolazione. Si tratta di grandi aziende che hanno installato le loro succursali nel Mar Mediterraneo il cui destino è collegato a quello della holding dello Stato di appartenenza.

La scelta di mantenere la Grecia all’interno dell’Unione Europea nonostante i parametri siano saltati è stato un segnale di coesione anche se sofferto a causa delle polemiche, ma si tratta dell’unica strada percorribile da tutte le nazioni europee per contrastare la divergenza con gli Stati Uniti, che si sta acutizzando.

Quali sono i vantaggi e quanto è possibile guadagnare con gli ETF sulla Grecia

Acquistando un ETF sulla Grecia, puoi partecipare all’utile derivante dalla ripresa di questa economia, che è quella tra le economie europee che ha avuto un tracollo peggiore e per questo ha più spazio di recupero. Allo stesso tempo investi in un Paese vicino al nostro sia dal punto di vista culturale che di situazione geo-economica e quindi più semplice da comprendere, come dinamiche che gli possono succedere.

Avere il polso della situazione di quello che capita dall’altra parte del mondo è senza dubbio più complesso.
Passando a considerare il momento, dopo la grande ripresa dell’anno passato e il tracollo che l’ha riportata grosso modo al punto di inizio dell’anno scorso, si può prevedere che si possa ripetere lo stesso percorso, salvo novità.

Quali pericoli ci possono essere? Le tensioni con la Turchia per il controllo di giacimenti di gas naturale sono una variante che non ci si poteva aspettare e che possono sfociare in problemi veramente gravi, visto che è stata a tutti gli effetti un’invasione territoriale da parte di Erdogan. A coinvolgere più in generale tutto il mondo ci può essere una ricaduta del virus che può provocare nuovi lockdown e nuova recessione.

A gioco fermo, si può presupporre che continui la ripresa e questo possa essere il momento corretto per entrare. Sicuramente, come in altre situazioni, sarà utile esaminare cosa c’è dentro gli ETF per stabilire la sensibilità che può avere di fronte ad un nuovo fermo tecnico per vari motivi.

Potrebbe essere un buon investimento di breve periodo, poiché i temi fondamentali su cui sembra si fonderà l’economia di domani come risorse rinnovabili, economia sostenibile e tecnologia sono tutte estranee ai temi toccati dalla realtà greca, che si potrebbe quasi definire di tipo rurale, basata essenzialmente su agricoltura e turismo, temi sempreverdi con una buona stabilità, ma che non fanno presagire uno sviluppo estremo dell’economia della penisola.

Probabilmente, l’inventiva greca farà in modo da riuscire ad uscire da questa empasse tramite qualche trovata che ora è difficile da presupporre. La speranza più grande, data la sua forza in campo mercantile e dato lo sviluppo della chiacchierata Via della Seta, le possono dare un ruolo di rilievo in questo ambito.

Tutto questo può essere minato dalle tensioni con la Turchia e, quindi, il governo dovrà giocare con prudenza le sue carte, per non far deviare percorsi alla tratta. Data la sua posizione potrebbe cercare soluzioni per sfruttare energie alternative, ma la mancanza di centri di ricerca e sviluppo avanzati non fanno presagire che questa sarà la direzione che potrà intraprendere.

D’altra parte tutto questo fa capire quanto spazio di miglioramento abbia. Ora sta al primo ministro insediato a luglio dello scorso anno e di ispirazione liberista mostrare quello che vuole fare. Si è trovato quasi subito a dover fronteggiare una pandemia e l’ha fatto con successo.

Ora ha l’occasione di dimostrare le sue idee per la ripresa in questo momento in cui si deve riprendere il cammino. L’emergenza primaria è quella di salvare la stagione turistica che vale buona parte del PIL greco. La riapertura è stata fatta ma gli alberghi sono ancora vuoti. Le difficoltà ci sono come ovunque, ma qua il terreno è quello di una situazione un po’ più fragile con poche risorse per resistere.

Il comportamento dei greci durante il lockdown è stato esemplare e hanno avuto veramente pochi casi di deceduti a causa del virus, ma temono una nuova pandemia dall’arrivo dei turisti. La situazione è complessa. Il consiglio per un investitore può essere quello di attendere la fine dell’estate per valutare quello che è successo con la Turchia e con la stagione turistica, con il rischio di rinunciare a qualche punto percentuale di guadagno.

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