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ETF Energie Rinnovabili: Cosa Sono, Come Funzionano, Quali Comprare

etf energie rinnovabili

Stai cercando informazioni sugli ETF sulle energie rinnovabili? Sei nel posto giusto!

In questa guida scoprirai cosa sono gli ETF sulle energie rinnovabili, quali sono le loro principali caratteristiche, i vantaggi, quanto è possibile guadagnare con gli ETF sulle energie rinnovabili, quali scegliere e comprare e quali sono le migliori piattaforme da utilizzare per investire in ETF sulle energie rinnovabili.

Di seguito trovi una tabella nella quale sono state messe a confronto le principali caratteristiche dei migliori broker per investire in ETF energie rinnovabili, qual è la nostra valutazione ed il link al sito ufficiale.

Quali sono i migliori ETF sulle energie rinnovabili sui quali investire

Due ottimi strumenti in cui investire sono due ETF che sono facilmente disponibili sul mercato italiano, uno di Lyxor e uno di iShares.

Lyxor New Energy

Quello di Lyxor è Lyxor New Energy il cui Isin è FR0010524777 e ha conquistato cinque stelle Morningstar. Il fondo mira a replicare la performance dell’indice World Alternative Energy Total Return Index, che è composto dalle 20 maggiori aziende che operano a livello mondiale nel campo dell’energia alternativa e in particolare di quella solare, eolica e di biomassa, nel miglioramento dell’energia anche attraverso lo studio di migliori contatori e superconduttori e attraverso l’avvicinamento del luogo di produzione al cliente attraverso microturbine e cellule fotovoltaiche.

lyxor new energy

Con i suoi 397 milioni di euro di dimensione il fondo è particolarmente liquido e ha offerto rendimenti interessanti negli ultimi anni: 5% nel 2016, 15% nel 2017, -9% nel 2018, 49% nel 2019 e 6% da inizio anno. Negli ultimi tre anni ha avuto una volatilità del 17% contro un 17% di rendimento annualizzato. Le commissioni sono pari allo 0,60% per una replica sintetica dell’indice.

Il portafoglio dell’indice è interessante: al primo posto (28% dell’indice) ci sono le azioni di Nel ASA, società norvegese che fornisce soluzioni per la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione di idrogeno da fonti rinnovabili.

Al secondo posto con il 7,5% di contributo all’indice c’è Plug Power Inc, una società americana impegnata nella progettazione e nella produzione di sistemi a celle di combustibile di idrogeno che sostituiscono le batterie tradizionali in veicoli alimentati elettricamente.

Al terzo posto con il 3% c’è Ballard Power System, uno sviluppatore e produttore di cellule di combustibile con membrana a scambio protonico per mercati come trasporto pesante, energia portatile, movimentazione di materiali e servizi di ingegneria. Come si vede con tre società si è già quasi al 40% e si tratta di tre società che marciano in un comparto ben definito. Le loro potenzialità sono ancora molto ampie e questo fondo è adatto ad un investimento sia di molto lungo periodo che ad accumulazione progressiva di risparmio.

iShares Global Clean Energy

Altro ETF particolarmente interessante è iShares Global Clean Energy il cui Isin è IE00B1XNHC34 ed è un tre stelle Morningstar. Il fondo mira a replicare la performance dell’indice S&P Global Clean Energy Index replicando in modo fisico il portafoglio.

ishares global clean energy

L’indice contiene le 30 azioni più liquide su scala globale di società che operano nel settore dell’energia pulita. La ponderazione viene effettuata considerando la capitalizzazione delle aziende. I risultati ottenuti negli ultimi 5 anni sono stati: -14% nel 2016, +6% nel 2017, -5% nel 2018, +47% nel 2019 e +6% da inizio anno. A tre anni la volatilità è stata del 21% contro un rendimento medio annualizzato del 18%.

Il portafoglio è moto più diffuso con la prima società che è Solare Edge Technologies degli Stati Uniti, impegnata nella produzione di energia solare che corrisponde ad un 6% dell’indice, seguita da Xinyi Solar Holdings Ltd, società cinese che si occupa sempre di energia solare, di seguito un’altra società degli Stati Uniti che si occupa di energia solare e finalmente in quinta posizione la già citata Plug Power Inc, che è fuori dal comparto.

Come si vede, questo ETF è radicalmente diverso dal precedente, probabilmente meno adatto ad una visione di lunghissimo periodo, ma maggiormente utilizzabile per un investimento di medio periodo come quello sopra ventilato di 4-5 anni per sfruttare l’impatto che ancora avrà l’energia solare in questo tempo.

ETF energie rinnovabili: cosa sono

Gli ETF sono strumenti di investimento con i quali si replica un certo mercato finanziario attraverso un fondo, senza cercare di ottenere extraprofitti dallo stesso mercato tramite compravendite particolari. La sigla significa Exchange Traded Fund, che significa proprio fondi scambiati in borsa.

Le caratteristiche che li differenziano dai fondi comuni di investimento, che sono quelli proposti dagli sportelli bancari, sono la mancanza di costi di ingresso e di uscita, le commissioni di gestione decisamente più basse e la facilità di acquisto e di vendita, poiché non è necessario rivolgersi ad un addetto ai lavori, ma è sufficiente avere accesso ad un dossier titoli dove conservarli e al mercato di borsa.

Allo stesso tempo, la loro negoziazione continua sul mercato permette di vendere e rientrare del proprio denaro immediatamente grazie alla loro quotazione continua durante la giornata di apertura borsistica. Le aree di investimento in cui agisce un ETF piuttosto che un fondo comune di investimento sono spesso similari con alcune differenze.

Gli ETF possono essere anche sulle materie prime, anche se in questo caso vengono chiamati più correttamente ETC (Exchange Traded Commodities) e hanno un riferimento maggiormente univoco. Altrimenti gli ETF in senso stretto fanno riferimento ad indici composti da enti finanziari che seguono determinati temi e determinate regole. Sono composti da azioni o tassi di interesse o variazioni dei prezzi.

Gli indici così fatti sono pubblici e possono essere seguiti dagli investitori, sia chi è interessato ad acquistare che chi è interessato a vendere un certo ETF. In questo modo si formano le aspettative negli attori del mercato che portano a stabilire il prezzo della quota di fondo, che segue le vicissitudini dell’indice e che in realtà è stabilito semplicemente da domanda ed offerta dello stesso ETF.

In generale, oltre agli ETF che seguono in modo naturale l’indice e quindi vanno long acquistando il sottostante ad un certo prezzo aspettandosi un rialzo, ci sono quelli che vanno short, quindi agendo come se si fosse venduto ad un certo prezzo aspettandosi un ulteriore ribasso, e quelli a leva che moltiplicano i guadagni e le perdite del sottostante per un certo moltiplicatore.

Per poter agire in questo modo sul sottostante, l’ETF non può replicare l’indice sottostante in modo fisico, poiché non potrebbe mai arrivare al risultato, ma lo dovrà fare attraverso altri strumenti derivati dallo stesso sottostante. Questo tipo di replica dell’indice viene detta replica sintetica.

Quando si parla di energie rinnovabili è chiaro il comparto cui si fa riferimento: si tratta della produzione di energia elettrica e di altri sistemi per dare propulsione a qualcosa senza dover fare affidamento a petrolio e gas naturale, che sono fonti di energia che possono avere una fine e quindi non essere più utilizzabili al nostro scopo.

Il fatto che siano rinnovabili in sé e per sé non ha significato di maggior rispetto dell’ambiente, ma le due cose sono tra loro correlate. Infatti, le energie rinnovabili sono quelle che si rigenerano almeno alla stessa velocità con cui vengono consumate. Le più importanti sono quella solare, quella eolica e quella idroelettrica.

È proprio di questi giorni la notizia che Sydney è riuscita a generare completamente attraverso energie rinnovabili l’intero fabbisogno di energia della città. In particolare questo è stato fatto attraverso la produzione di energia solare e di energia eolica.

Quello che sembrava impossibile è stato fatto e, nonostante qualche voce fuori dal coro, è opinione di tutti che questo possa essere l’unico futuro possibile sia per fare minori danni al pianeta, sia per poterci garantire la continuità di energia cui ormai ci siamo abituati.

Come funzionano gli ETF sulle energie rinnovabili

Gli ETF sulle energie rinnovabili sono basati su indici composti da azioni di società che investono sulle energie rinnovabili. Finora la maggiore attenzione l’hanno avuta le produttrici di energia solare, ma si stanno facendo spazio nuove potenzialità nel comparto delle energie rinnovabili che dovranno essere presto prese in considerazione.

Un argomento molto interessante è quello delle biomasse per la trasformazione del problema rifiuti in un’occasione per aiutare ancora di più il pianeta. Dal punto di vista dell’investimento, anche queste azioni seguono i momenti di recessione e di espansione dell’economia globale, in particolare quelli del continente in cui sono ubicate.

Al pari degli altri settori, anche questo ha sofferto per la recente pandemia e per i timori che si sono diffusi tra la popolazione. L’importanza del comparto nel valutare la salute di uno Stato si evidenzia anche dall’attenzione che Ernst & Young pone alla materia, stilando una classifica o meglio un indice che dà una valutazione ai singoli Paesi: RECAI.

Si tratta di un indice qualitativo che la società di revisione ottiene attraverso valutazioni a singole domande sul bisogno di incrementare le fonti alternative e cosa si sta facendo, sui progressi della traccia di carbonio e similari.

Da questo ranking gli Stati Uniti escono vincitori, mentre per la nostra Italia si evidenziano notevoli difficoltà. Questa classifica può essere comunque un utile strumento per capire dove si possono trovare le società maggiormente profittevoli quando si va ad investire in fonti rinnovabili.

Il parere di Ernst & Young è che le energie rinnovabili costituiranno un elemento centrale nel post covid provando una certa resilienza alle difficoltà. Anche queste aziende hanno incontrato le stesse difficoltà delle altre per mantenere i loro team quando non si poteva operare e affrontare il calo dei prezzi e le difficoltà nei pagamenti dei clienti.

Molte aziende delle energie rinnovabili derivano infatti da società energetiche tradizionali che hanno subito il calo del prezzo del petrolio e, di conseguenza, si sono ritrovate con risorse inferiori per poter continuare ad investire sulle energie rinnovabili.

Questi effetti, comunque, sembrano essere di breve termine: molte aziende dei continenti asiatico ed europeo hanno ricominciato la loro produzione e l’energia è un bene a domanda rigida e quindi più stabile di altre tipologie. Inoltre, per chi investe tramite ETF o altre tipologie di strumenti, questo è un investimento di lungo periodo e, pertanto, bisogna essere pronti a periodi di recessione e di espansione.

Ognuno, poi, lo può utilizzare come meglio ritiene opportuno, poiché potrebbe anche porsi l’obiettivo di sfruttare la spinta del post Covid per poi riprendere i propri denari, così come approfittare di altri periodi di ribasso. Se si ritiene di operare in questo modo non sarà fondamentale approfondire molto il contenuto dell’ETF, sarà più interessante valutare la sua volatilità, cioè la sua capacità di sobbalzare.

Se invece la tua intenzione è quella di puntare su un grande incremento a lungo termine, è meglio approfondire i componenti per sapere cosa si sta acquistando e seguire il comparto consci delle conseguenze delle notizie che si leggono possono avere sul nostro paniere di titoli.

L’andamento dell’ETF è determinato da tutti, ma, in genere, i più influenti sono i primi dieci titoli del portafoglio e, quindi, sarà sufficiente esaminare questi e periodicamente le loro modifiche.

Quali sono i vantaggi e quanto è possibile guadagnare con gli ETF sulle energie rinnovabili

Attraverso un ETF sulle energie rinnovabili entrerai nel mondo dell’energia del futuro, grande carro trainante dell’economia dei prossimi anni. Da una parte perché argomento sentito da governi per la tutela della salute pubblica e dall’altra perché le energie tradizionali si prevede che comunque si esauriranno.

Quando era iniziato lo studio di questa tipologia di energia, lo scopo era quello di sostituire combustibili che si evidenziava diminuivano in quantità e si erano formati in migliaia di anni. La tecnologia per produrre energia pulita e rinnovabile è disponibile, anche se sempre pronta a nuove invenzioni, ma ora il problema più grande da affrontare per le aziende del settore è lo stoccaggio della stessa energia per sopperire ai momenti di calo di produzione di energia solare o eolica per mancanza della materia prima.

Allo stesso modo, anche la domanda che ne facciamo è diversa da un momento all’altro e bisogna poter affrontare anche i picchi di richiesta. Uno dei sistemi di stoccaggio più promettenti è quello dell’aria compressa che può essere utilizzata come propellente in caso di necessità e già ci si sta muovendo in questa direzione anche nella vicina Svizzera.

Un’altra idea è quella di sfruttare i nuovi modelli di batteria agli ioni di litio molto più efficienti e meno dispersivi, che sono stati studiati da Tesla essenzialmente per l’automotive, ma non è escluso che siano trovate modifiche per applicazioni anche nel settore energetico. Per ora questa idea è ancora piuttosto cara.

Poi si cerca di immagazzinare il calore del sole attraverso sali fusi, il cui calore serve per produrre energia attraverso il vapore. Altri sistemi di stoccaggio sono studiati attraverso l’utilizzo dell’idrogeno. Tutto questo interesse nella ricerca e sviluppo implica investimenti da parte degli Stati che finanziano attraverso contributi le aziende che investono sul comparto.

Considerando questa tipologia di investimenti, la maggiore attenzione è del solare, che si accaparra la maggior parte dei contributi statali. Una nota particolarmente interessante è lo sviluppo di aziende che si occupano di energie rinnovabili anche in Cina, nazione che non sembrava particolarmente sensibile all’argomento, seconda come quantità di investimenti solo agli Stati Uniti.

Questo dato forse non tiene conto della grande platea cui fa fronte e quindi non si tratta di maggior investimento pro capite, ma a livello di società fa percepire la presenza di importanti aziende del settore.

Pensando ad un futuro non troppo remoto, si stima che entro il 2024, il 30% dell’energia totale sarà prodotta da energie rinnovabili, percentuale che implica un aumento ulteriore del 4% rispetto ad oggi. Saranno richiesti ulteriori investimenti da parte di governi e di aziende e questo fa presagire un buon andamento delle azioni delle società trainanti.

Questo può essere un obiettivo di medio periodo. Per perseguire questo, si pensa che si continuerà sulla strada principale dell’energia solare, seguita da quella eolica e da ultima quella idroelettrica. Di conseguenza, se l’obiettivo è la massimizzazione di quello che si può guadagnare a 4 anni, saranno da preferire gli ETF che si basano su aziende già ben inserite e che sono incentrate su questa tecnologia.

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