ETF Brasile: Cosa Sono, Come Funzionano, Quali Comprare

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In questa guida scoprirai cosa sono gli ETF sul Brasile, quali sono le loro principali caratteristiche, i vantaggi, quanto è possibile guadagnare con gli ETF sul Brasile, quali scegliere e comprare e quali sono le migliori piattaforme da utilizzare per investire in ETF sul Brasile.

Di seguito trovi una tabella nella quale sono state messe a confronto le principali caratteristiche dei migliori broker per investire in ETF Brasile, qual è la nostra valutazione ed il link al sito ufficiale.

Quali sono i migliori ETF sul Brasile sui quali investire

L’economia brasiliana è stata poco sviluppata e per questo i suoi indici hanno avuto un andamento simile. Di conseguenza, anche gli ETF hanno un andamento simile tra loro. Trovi qua di seguito due fondi sul Brasile, uno Ishares emesso da BlackRock e uno Xtrackers emesso da Deutsche Bank.

iShares MSCI Brazil

Il primo è iShares MSCI Brazil il cui Isin è IE00B0M63516 e lo trovi direttamente presso Borsa Italiana. Il fondo mira a replicare la performance del MSCI Brazil Index il più fedelmente possibile. L’ETF investe in titoli fisici.

etf brasile cosa sono come funzionano

Il MSCI Brazil Index offre esposizione a Titoli brasiliani che rientrano nell’indice MSCI per dimensione, liquidità e flottante. L’indice è ponderato in base alla capitalizzazione del flottante. I suoi rendimenti storici sono altalenanti.

Ha reso il 66% nel 2016, il 12% nel 2017, ha perso l’1% nel 2018, ha guadagnato il 25% nel 2019 e da inizio anno sta perdendo il 35%. I suoi investimenti sono per il 55% su aziende di grandissime dimensioni e per quanto riguarda i settori, il più coinvolto è quello finanziario in cui viene investito il 30% del denaro.

Guardando più da vicino il portafoglio il primo titolo che appare per investimento è Vale SA, che è il primo gruppo minerario focalizzato sulla produzione e l’esportazione di ferro. La seconda è B3 SA – Brasil Bolsa Balcao – ossia la Borsa brasiliana con sede a San Paolo.

Al terzo posto si trova Itau Unibanco Holding SA, che è la banca più importante del Brasile ed è la decima al mondo. Segue Petróleo Brasileiro S.A – Petrobras, una compagnia di estrazione del petrolio con sede a Rio De Janeiro: in questa posizione si trove la partecipazione tramite azioni privilegiate.

Poi c’è la seconda banca più importante del Brasile, Bank Bradesco SA Participating Preferred. Segue nuovamente Petróleo Brasileiro S.A – Petrobras con la partecipazione con azioni ordinarie. Al settimo posto si trova AmBev, principale produttore di birra brasiliana.

Xtrackers MSCI Brazil

L’altro ETF è Xtrackers MSCI Brazil il cui Isin è LU0292109344 ed è trattato alla Borsa Italiana. Il fondo mira a replicare l’indice MSCI Total Return Net Brazil Index. Il Comparto non intende procedere alla distribuzione dei dividendi.

migliori etf brasile

L’Indice è un indice ponderato sulla base del flottante che si propone di riflettere il rendimento complessivo delle società brasiliane, i cui titoli possono essere oggetto di investimento da parte degli investitori su scala mondiale, con ciò indicando che è previsto il reinvestimento dei dividendi netti degli elementi costitutivi dell’Indice.

I suoi rendimenti sono stati leggermente migliori rispetto al precedente, realizzando il 70% nel 2016, l’11% nel 2017, il 2% nel 2018, il 30% nel 2019 mentre sta perdendo il 39%. La dimensione delle aziende cui partecipa è in larga parte di enormi dimensioni e anche qua si trova una preponderanza del settore finanziario.

Le prime sette aziende in cui investe sono le stesse dell’ETF precedente anche se i pesi sono leggermente diversi, cosa che giustifica i risultati un poco diversi. Il tessuto economico del Brasile si vede, quindi, come sia composto precisamente da questi settori in cui si nota uno sbilancio verso il comparto bancario che nella nostra realtà non è così profittevole, ma che in un Paese in via di sviluppo ha un ruolo fondamentale e non si vede ancora una fine al compito che assolve.

Un punto che è più in dubbio è la parte energetica degli investimenti che stanno vivendo difficoltà su scala mondiale, anche per la tendenza a voler abbandonare questo propellente per i motori. Certo, prima che i problemi ambientali siano presi in considerazione sarà necessario ancora qualche anno di sviluppo.

ETF Brasile: cosa sono

Il Brasile è la nazione più importante del Sud America e la più vasta per territorio. Ha al suo interno un’estrema varietà di climi e di situazioni geografiche ed è stata martoriata negli ultimi anni da situazioni politiche difficili.

Fa parte del G20, i 20 Paesi economicamente più importanti al mondo, nonostante abbia subito decenni di protezionismo che le hanno impedito il giusto sviluppo. Da gennaio 2019 con le ultime elezioni è salito al potere Bolsonaro con idee molto più liberiste, che ha cominciato un percorso per favorire la libera iniziativa e gli scambi commerciali.

Oltre a questo, tra il 2014 e il 2017 c’è stata una forte crisi economica innescata da scandali di corruzione che ha portato ad una forte diminuzione del PIL, i cui strascichi si fanno sentire ancora.

Questo era dovuto al fatto che la politica brasiliana era fortemente fuori dal coro rispetto al resto del mondo e per questo, ora che si sta riallineando, sembra poter avere nuovamente qualche chance e sta nuovamente aumentando di livello. Detiene ancora un importante debito con l’estero che la debilita ancora.

La sua risorsa più importante è la coltivazione del caffè, mentre l’estrazione dai giacimenti petroliferi è ancora indietro rispetto alle potenzialità. Altro punto di forza dell’economia brasiliana sta nel bestiame e nelle risorse forestali, che sono molto importanti.

La storia recente di quest’anno ha aggiunto un’ulteriore difficoltà alla situazione brasiliana. La pandemia ha colpito duramente la nazione, nonostante il governo cerchi di dare messaggi rassicuranti alla popolazione e all’estero e i contagi vanno ancora aumentando.

Le risorse scarse per fronteggiare povertà e malattie già in situazione normale, con la pandemia fanno emergere prepotentemente i nodi non ancora risolti. In questo momento non si può parlare di momento in cui ci si risolleva, poiché deve ancora arrivare il picco in terra americana.

L’incremento che ha avuto l’anno scorso dopo l’avvento di Bolsonaro è stato annullato e c’è un punto interrogativo su cosa sarà il dopo in questo Stato. La speranza è che finisca tutto in fretta. In questo contesto puoi effettuare diversi tipi di investimento per partecipare al destino del Brasile.

Tra questi una buona soluzione è l’ETF, che è uno strumento che va ad investire su un indice azionario del Brasile in modo che sia rappresentativo dell’economia brasiliana.

L’ETF replica passivamente quello che succede all’indice, senza decisioni che cercano di mitigare momenti di defaillance nelle performance. L’indice, effettivamente, non nasce come strumento di investimento, ma proprio per valutare come si comporta l’economia di un certo Paese.

Questo serve anche per evidenziare gli scostamenti che alcune aziende possono evidenziare e che sono dovuti a vicissitudini interne. Il fondo può replicare la performance dell’indice in due modi: attraverso una replica fisica, cioè comprando e vendendo le azioni che fanno parte o vengono escluse dall’indice, oppure in modo sintetico, investendo in un derivato che ha come sottostante lo stesso indice.

In linea di massima ci possono essere anche ETF strutturati che vanno in senso opposto a quello dell’indice (andando short) oppure a leva, moltiplicando il risultato per la leva offerta. Queste tipologie di ETF non si trovano per gli indici brasiliani che vengono offerti solo nella versione long, cioè nel verso naturale di investimento.

Come funzionano gli ETF sul Brasile

Gli ETF sul Brasile, visto che investono su un indice azionario, seguono l’andamento di questo indice anche se, in realtà, la quotazione dell’ETF è a sé stante. Lo strumento viene scambiato sul mercato borsistico seguendo la valutazione di domanda e di offerta che, a loro volta, considerano l’andamento dell’indice sottostante.

Ad ogni modo, se l’indice viene replicato in modo fisico, ci sarà l’acquisizione dei dividendi distribuiti dalle società che andranno a loro volta distribuiti o reinvestiti, a seconda di come è impostato l’ETF (se a distribuzione o ad accumulazione).

Per quanto riguarda la quotazione, questa sarà molto più simile all’andamento dell’indice quanto più è semplice seguire quello che sta facendo l’indice e quanto più è liquido il fondo, vale a dire sono diffuse le sue quote.

I fondi disponibili sul Brasile ricalcano facilmente l’andamento dell’economia del Paese, che non è sempre stata rosea negli ultimi anni. Molto dell’andamento dell’indice è legato anche ai rapporti con gli Stati Uniti che sono il maggiore Stato importatore dal Brasile e con il quale sono legati in modo piuttosto stretto.

Visto il cambio di rotta deciso dalle elezioni del 2019, è importante valutare dove può portare questa politica piuttosto che fare riferimento ai rendimenti passati. Attuando come primo grande provvedimento la riforma delle pensioni, il governo Bolsonaro si è dimostrato lungimirante e questo è un buon segnale.

Un segnale meno buono sono gli accordi che gli USA stanno stringendo con i Paesi asiatici per alcune forniture che possono causare un danno alla bilancia delle esportazioni brasiliana. La prossima riforma che il governo si appresta a fare è quella del sistema tributario.

Questa dovrebbe mirare da un lato a semplificare il sistema in sé e per sé e dall’altro attirare capitali stranieri. Si teme che la semplificazione si accompagni ad un’eccessiva austerità che potrebbe portare qualche problema alle imprese brasiliane.

Osservando l’andamento storico dell’indice si vede come siamo verso i massimi livelli mai raggiunti dalla nazione. Questo è normale, visto che si tratta di uno stato emergente e quindi il suo sviluppo deve ancora avvenire.

Per questo non è una grande indicazione nemmeno il tracciato, a parte quello da gennaio 2019, inizio di una nuova era per il Brasile. Rispetto ai massimi dell’anno passato c’è ancora qualche punto percentuale da recuperare, ma il grosso sembra fatto.

Questo finora, perché non è escluso, viste le notizie che arrivano in merito ai nuovi contagi, che il Brasile sia costretto ad un lockdown più grave rispetto a quello che è stato affrontato finora. Si tratta quindi di navigare a vista fino a fine emergenza e poi buttarsi per un investimento a lungo termine, oppure aspettare il minimo al picco di contagio e poi prendere il guadagno da ripresa, in una visione di breve periodo.

Occorre avere un po’ di fede nell’operato di Bolsonaro e nella sua capacità di rimanere al potere per investire in questo senso, perché è difficile trovare riscontri effettivi a riguardo. Con un anno di storico si può considerare il lavoro fatto, il grande exploit che c’è stato dalle elezioni, il grado di fiducia che gli concedono i suoi partner.

Il tasso di interesse della Banca centrale brasiliana è in costante calo, dimostrazione della volontà di alimentare un movimento espansionistico sul territorio e conservando ancora un po’ di margine di manovra.

Quali sono i vantaggi e quanto è possibile guadagnare con gli ETF sul Brasile

Acquistando un ETF sul Brasile si va ad investire in molteplici azioni di questo Stato senza dover per questo uscire dai confini italiani. L’ETF, infatti, si acquista come fosse un’azione nazionale con l’home banking o rivolgendosi al proprio funzionario di banca e si conserva normalmente nel tuo dossier titoli.

Da lì puoi controllare l’andamento e valutare quando è il caso di venderlo. È un sistema molto pratico perché si investe in un mercato diversificando il rischio tra i diversi attori, che sono anche i principali, dello stesso, senza dover approfondire chi siano, ma semplicemente fidandoti del modo in cui l’indice va a scegliere i suoi componenti.

Sicuramente il tracollo dell’intero mercato può succedere e da questo saranno investite tutte le azioni e di conseguenza l’indice. In ogni caso si avrà una media e se ad andare male è solo un singolo settore, le azioni corrispondenti usciranno dall’indice e ne entreranno altre più proficue. Occorre solamente prevedere l’andamento generale della nazione, che è riconducibile a decisioni di carattere politico.

Il vantaggio di investire sul Brasile, una nazione che ancora non ha conosciuto il suo vero sviluppo, è che ci può essere un’aumento di valore molto grande in breve tempo. Esistono delle difficoltà allo sviluppo del Paese ma esistono anche dei punti di forza ed essere lo Stato più grande dell’America del Sud facilita questo compito.

In caso cominciasse a tirare brutta aria, poi, puoi disfarti dell’ETF così come te lo sei comprato, tramite la stessa procedura dell’home banking o del funzionario di banca. Questo è il momento più difficile perché devi accettare la perdita.

Spesso si dice che è necessario ma accettare la perdita deve essere proprio l’ultima risorsa poiché recuperare una perdita è sempre difficile, visto che in percentuale bisogna guadagnare di più di quello che si è perso. In certi frangenti è però un male necessario, per recuperare quel minimo che si può prima che venga proclamato il default totale.

Comunque, con gli ETF non potrai mai perdere una cifra maggiore di quella che hai investito, come invece può capitare con altre tipologie di strumenti, come future o CFD.

Il grado di rischio di una nazione, per quanto alto, ha sempre dentro di sé una diversificazione che gli permette di essere meno rischioso della maggior parte delle azioni acquistate singolarmente, che sono soggette a questioni molto circostanziali.

Per guadagnare qualche soldo con il Brasile, non si tratta di scommettere che diventerà la terza potenza del mondo né che dovrà contrastare l’egemonia cinese: si tratta solo di ipotizzare che migliorerà, probabilmente mantenendo molti dei suoi problemi che continueranno ad opprimerlo, senza sconfiggere la povertà e perseverando nell’avere un grado di disoccupazione preoccupante.

Nonostante tutto questo, le condizioni un po’ migliori che metterà in atto il governo possono consentire alle società già stabilite o che vi si stabiliranno di prosperare. L’ETF si avvantaggerà da questo e non dalla diminuzione del numero di persone nelle favelas. Quello che è certo è che il Brasile ha molte ricchezze ancora da sfruttare e con la giusta politica potrebbe ottenere il massimo da loro.

Il comportamento del governo durante la pandemia non mette estremamente tranquilli, visto che sembra voler minimizzare a tutti i costi per non dover fronteggiare nulla, ma va poi valutato il risultato.

La loro struttura sociale e l’efficacia delle loro strutture sanitarie è molto diversa dalle nostra e ipotizzare quale sia la giusta strada non è così scontata. In Brasile non ci sono caste sociali dovute dal governo o dalla religione ma, di fatto, la popolazione viaggia di fatto a due velocità.

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