ETF Bitcoin: Cosa Sono, Come Funzionano, Quali Comprare e Dove

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Stai cercando informazioni sugli ETF sul Bitcoin? Sei nel posto giusto!

In questa guida scoprirai cosa sono gli ETF sul Bitcoin, quali sono le loro principali caratteristiche, i vantaggi, quanto è possibile guadagnare con gli ETF sul Bitcoin, quali scegliere e comprare e quali sono le migliori piattaforme da utilizzare per investire in ETF sul Bitcoin.

Di seguito trovi una tabella nella quale sono state messe a confronto le principali caratteristiche dei migliori broker per investire in ETF Bitcoin, qual è la nostra valutazione ed il link al sito ufficiale.

Quali sono i migliori ETF sul Bitcoin sui quali investire

Oggi non ci sono ancora ETF sul Bitcoin negoziati alla Borsa italiana, ma è possibile negoziare con l’opportuno dossier titoli o rivolgendosi ad un broker, gli ETF che sono quotati in altre borse europee, in particolare del nord Europa, dove sono presenti da tempo.

Bitcoin Tracker One XBT Provider

Uno dei più anziani è Bitcoin Tracker One XBT Provider che ha Isin SE0007126024 ed è tradato alla Borsa di Stoccolma. I rendimenti che ha avuto parlano da soli: 186% nel 2016, 1213% nel 2017, -73% nel 2018, 91% nel 2019 e da inizio anno sta facendo il 30% circa.

etf bitcoin quotazione

La volatilità registrata sul fondo è pari al 100% molto alta anche se si è sviluppata il più delle volte in senso positivo. Il fondo è partito a maggio 2015 emesso da una casa di gestione svedese e prevede una commissione annuale pari al 2,5%.

Questo strumento, classificato come ETF poiché ha un andamento similare, vale a dire traduce l’andamento del sottostante che è il Bitcoin in un certificato che è rappresentativo dell’investimento. Questo è lo stesso funzionamento di un ETF.

WisdomTree Bitcoin

Abbiamo poi un effettivo ETF che è WisdomTree Bitcoin il cui Isin è GB00BJYDH287 ed è negoziato alla Borsa Svizzera. Il fondo ha visto la sua prima emissione a dicembre 2019 per opera della casa di gestione Wisdom Tree, specializzata in ETF.

L’unico rendimento disponibile è quindi solo quello da inizio anno che si attesta attorno al 30% contro commissioni di gestione annuali dello 0,98%. Il fondo investe in Bitcoin fisici, che vengono detenuti in wallet.

Le quote di fondo sono negoziabili sia alla Borsa Svizzera che tramite canali OTC, direttamente con la casa di gestione. Per questo la quotazione non dipende dalla negoziazione di Borsa ma viene calcolato il valore della quota derivando il prezzo attuale del Bitcoin dai futures maggiormente liquidi che hanno come sottostante il Bitcoin.

Un altro ETF long sul Bitcoin è emesso da una casa di gestione svizzera 21 Shares ed è partito a febbraio 2019. L’unico rendimento disponibile è quello da inizio anno, che è di circa il 30% cui corrispondono commissioni di gestione pari a 1,49%. L’andamento di questo ETF è associato all’indice Amun su Bitcoin che è un sottogruppo di quello su tutte le criptovalute.

21Shares Short Bitcoin ETP

La stessa casa di gestione emette anche un ETF short che è 21Shares Short Bitcoin ETP il cui Isin è CH0514065058 ed è sempre scambiato alla Borsa Svizzera. Emesso dal gennaio 2020, ha spese di gestione annuali pari al 2,5%.

Essendo un prodotto short, ha come sottostante l’esposizione a future che gli permettono di andare nella direzione desiderata. I dati da inizio anno non sono disponibili, poiché è stato emesso successivamente al primo gennaio, ma grosso modo sta perdendo il 30%.

Ad ogni modo con questi due ETF hai la possibilità di giocare sia le situazioni di rialzo che quelle di ribasso del Bitcoin lucrando nel breve periodo le differenze di prezzo piccole e grandi che possono portare il sentiment che il mercato ha.

Le notizie di imposizione di patrimoniali, lotta all’evasione fiscale, emissione di nuove carte che possono essere sia in euro che in Bitcoin, sono tutte informazioni che hanno un valore per determinare domanda e offerta della criptovaluta.

Così come le semplici notizie che stiamo arrivando al limite dei 21 milioni di massimo disponibile, notizie in realtà un po’ premature, ma che scatenano un maggior interesse sulla cripto.

ETF Bitcoin: cosa sono

Gli ETF sono strumenti che trasformano un sottostante che può essere un’indice, una valuta, una materia prima, ecc. in quote negoziabili in borsa. Questo strumento è emesso da una casa di gestione che specifica una regola fissa ed immodificabile per acquisire il sottostante in cui investe.

Di conseguenza, non sono necessarie gestioni con l’intervento di persone che decidano in cosa investire, quando comprare e quando vendere, ma semplicemente il fondo segue il destino del tracciato del sottostante.

La replica del sottostante può essere fatta in modo fisico, comprando effettivamente quello su cui investe il fondo oppure tramite un altro prodotto che ha come sottostante lo stesso strumento. In quest’ultimo caso la replica è sintetica e può fare riferimento a indici, futures, swap o qualsiasi altro prodotto che serva allo scopo.

L’utilizzo di prodotti a leva o comunque di replica sintetica è necessaria per gli ETF cosiddetti strutturati che normalmente sono quelli che prevedono una leva o che investono in senso inverso, vale a dire che vanno short sul sottostante.

Una replica fisica non è possibile e si può solo far riferimento ad altri prodotti che, a loro volta, sono a leva o shortano il sottostante. Si può dire che un ETF semplifica alcuni prodotti derivati o risparmia alcuni incomodi al possessore che può investire sul sottostante evitando alcune problematiche.

Visto che quello da tenere in considerazione è semplicemente il prodotto che è alla base dello strumento, bisogna esaminare questo per stabilire le dinamiche dell’ETF che lo riguarda, anche se, poi, l’ETF ha una sua quotazione e, per rispecchiare in modo continuo l’andamento del sottostante deve possedere una sufficiente liquidità da consentire scambi nel continuo.

Occorre, a questo punto, esaminare il sottostante. Il Bitcoin è una moneta virtuale nata da un anonimo inventore che ha risolto il problema che avevano cercato di risolvere da anni i suoi precursori per poter decentralizzare il controllo sulla criptomoneta e far sì che non fosse possibile spendere due volte lo stesso denaro.

Prima, infatti, erano stati fatti numerosi tentativi ma quelli che potevano funzionare dipendevano da un’unica entità privata, mettendo a rischio la stabilità dello stesso sistema. La prima volta che è stata quotata, ci volevano 1309 BTC per acquistare un dollaro mentre oggi ci vogliono circa 9000 $ per acquistare un Bitcoin. Questa moneta non ha un ente centrale che lo regola, ma le norme sono state date all’inizio.

Tra queste vi è l’ammontare massimo di Bitcoin in circolazione che è pari a 21 milioni. Questo limite, secondo quello che è l’andamento attuale, si prevede arriverà attorno al 2040 ma i tempi potrebbero accorciarsi.

Oggi, nel momento in cui cambi euro o dollari con Bitcoin, senza comprarli da un privato, vengono creati nuovi Bitcoin con un’operazione che viene chiamata mining. Si tratta ormai, a tutti gli effetti, di un mezzo di pagamento che viene sempre più accettato.

La sua più grande qualità è la blockchain su cui si basa, che permette di effettuare trasferimenti di qualsiasi quantità di denaro validati in dieci minuti da qualsiasi parte del mondo a qualsiasi altro luogo sulla Terra, in modo sicuro e affidabile e senza possibilità di cancellare la transazione.

Nonostante queste caratteristiche differisce notevolmente da tutte le altre monete, soprattutto quando si tratta di capire in che modo si muove la sua quotazione

 Le valute a corso legale vengono regolate dagli Stati e dalle loro banche centrali attraverso manovre su tassi di interesse sui titoli di stato emessi dagli stessi, stampa di un maggior numero di banconote e sono soggette ad oscillazioni per le decisioni sui tassi degli altri Stati, all’andamento dell’economia mondiale e delle differenze di espansione e recessione nelle diverse nazioni.

Subito ti sei reso conto che nemmeno una di queste caratteristiche e di queste ragioni che determinano i movimenti delle monete, si adattano alla situazione del Bitcoin che non dispone di un organo centrale, non ha uno stato di riferimento, non è legata a tassi di interesse.

Eppure, la criptovaluta ha una volatilità ancora più alta rispetto alle monete normali. Per quali motivi si muove la quotazione del Bitcoin?

Si muove per la domanda e l’offerta che lo riguardano. Così la sua utilizzabilità in nuovi scambi, la sua accettazione da nuove parti possono voler dire un aumento della sua domanda e, di conseguenza, nella sua quotazione. Così come i problemi agli enti tradizionali, come gli attacchi di hacker agli istituti di credito o altri scandali possono invogliare i risparmiatori a trasformare i loro risparmi in Bitcoin.

Allo stesso modo, attacchi alla blockchain possono creare paure e momenti di fuga dal Bitcoin che deprimono il valore dello stesso. Le regole del gioco sono notevolmente diverse da quelle delle valute e non fanno riferimento né ad analisi tecnica né ad analisi fondamentale come normalmente intesa.

Ci sono altre forze che possono costituire una sorta di analisi fondamentale, come il grado di fiducia di cui godono banche e governi che possono essere presi in considerazione.

Come funzionano gli ETF sul Bitcoin

Gli ETF sul Bitcoin, anche quelli senza leva e che vanno long, si basano su indici o su future, per il semplice motivo che non esiste una quotazione ufficiale in borsa della criptovaluta, mentre indici e future hanno una quotazione in borsa.

Questi indici, a loro volta, fanno una media del prezzo del Bitcoin sui principali exchange. Se tu volessi comprare direttamente Bitcoin dovresti andare su uno di questi per poter ottenere la tua moneta virtuale. Nessuno andrà a comprare fisicamente Bitcoin ma, nello stesso tempo, si lucrerà sulla differenza di prezzo degli stessi attraverso altri strumenti che hanno gli stessi come sottostante.

Comprando un ETF su Bitcoin hai una quota di questo investimento e ci sarà una quotazione che cambia durante la giornata oltre che durante la settimana o il mese.

Rispetto ad altri strumenti come fondi comuni di investimento, gli ETF vanno a replicare semplicemente l’indice che si è scelto di seguire, che, a sua volta, ha delle regole stabili nel tempo, poiché il suo ruolo è solo quello di rappresentare il settore o, in questo caso, la criptovaluta.

Sono nati fondi comuni di investimento dotati regolarmente di gestori, che hanno impostato l’investimento sulla criptovaluta più orientandosi sulle azioni dei soggetti coinvolti nella filiera.

Si tratta quindi di un settore completamente diverso, che beneficia dei pro e dei contro di un investimento azionario e dipende molto dalla bravura del gestore di riconoscere i soggetti maggiormente profittevoli. Qua si tratta di far riferimento ad un prezzo e, proprio per questo, il ruolo di un gestore non sarebbe giustificato.

Per le caratteristiche del Bitcoin e dell’ETF, puoi pensare di affrontare sia un investimento di breve come di lungo periodo, sia in rialzo che in ribasso rispetto al corso attuale della criptovaluta. Per la grande volatilità del sottostante non esistono al momento ETF a leva sul Bitcoiin.

Se si volesse avere un prodotto ancora più spinto su questa criptovaluta, dovresti puntare a CFD o future o certificati che prevedono leve. Con le prime due tipologie di prodotti dovrai versare un margine di garanzia proprio a causa della leva cui sono soggetti, mentre per quanto riguarda i certificati, possono avere molte regole da comprendere prima di affrontare la compravendita.

Ad ogni modo con un ETF, o meglio, utilizzando due tipi diversi di ETF, avrai la possibilità di investire sul Bitcoin sia in rialzo che in ribasso, se vorrai anche contemporaneamente per poter coprire le potenziali perdite e giocare sulla sua volatilità, contando di poter ottenere un risultato positivo, in tempi diversi, con entrambi.

Il grande merito che hanno gli ETF in questo caso è proprio quello di semplificare un investimento che è tra i più complessi in questo momento, risparmiandoti wallet, exchange, mining e conservazione delle chiavi la cui perdita decreta la perdita dei tuoi soldi senza possibilità di poterli recuperare.

Quali sono i vantaggi e quanto è possibile guadagnare con gli ETF sul Bitcoin

Il vantaggio principale di un investimento in ETF su Bitcoin è la semplicità nel poterlo negoziare: è possibile con un dossier titoli che ti dia accesso alla borsa in cui è scambiato. Si acquista e si vende come un qualsiasi altro titolo o ETF con la sua quotazione.

L’interesse nello scambio veloce di questo sottostante si riflette anche sulla negoziazione degli ETF emessi, cosicché non è così importante la dimensione del fondo, quanto proprio la vivacità degli scambi.

Per chi vuole solo avere un po’ più di facilità nel guadagnare con uno strumento altamente speculativo, non sarà interessante detenere a lungo la quota di fondo e molti mirano a scambi intraday, terminando la giornata senza averlo più in portafoglio. Questo vale in particolare a fine settimana.

Il Bitcoin, infatti, al contrario delle altre valute, continua ad essere scambiato anche durante il weekend e ci possono essere variazioni anche nel weekend, mentre il corrispondente ETF, seguendo gli orari della borsa in cui è negoziato, non seguirà queste oscillazioni nei momenti di chiusura.

Per questo, è uno degli strumenti tipicamente da detenere in giornata e poi vendere, se si punta ad un orizzonte di breve periodo. Se invece si intende detenere lo strumento come diversificazione del proprio portafoglio, l’orizzonte può essere di più lungo periodo, magari contando in un esaurimento più veloce del previsto dei 21 milioni che possono essere emessi di Bitcoin.

Per la diversificazione dei tuoi investimenti può essere una mossa intelligente, soprattutto se non ti senti di acquistare effettivamente Bitcoin.

Lo scenario dell’esaurimento dello spazio per minare nuovi Bitcoin non è così remoto, poiché, essendo fuori da ogni possibilità di controllo centralizzato anche se le transazioni sono indelebili nella blockchain, lo rende il posto ideale per sottrarre denaro all’imposizione di patrimoniali e per toglierli dalla casse delle banche senza, per questo, doverli custodire in casa in contanti.

Esistono già oggi banche, anche tradizionali, che permettono di detenere conti o account in cui si può direttamente convertire euro o dollari in Bitcoin. Non ci sono segnali di un’inversione di tendenza sui Bitcoin, anche se non è ancora accettata come valuta a livello ufficiale.

Detenere questo ETF, in un certo senso, è simile a detenere un azionario sul tecnologico, anche se, come detto prima, ci sono importanti differenze.

Si può guadagnare molto con il Bitcoin, basti pensare che all’inizio del 2016 valeva 500 $ circa e oggi ne vale 9.000. Nel frattempo è salito a 16.000 ed è ridisceso a 4.000. Quindi avresti potuto guadagnare 30 volte quello che hai investito, come ritrovarti al 25% della somma versata: tutto dipende dal momento in cui investi e da quello in cui disinvesti.

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