La Finanza A Portata Di Click

ETC: Cosa sono, Come Funzionano e Quanto Si Guadagna | Guida

etc

Stai cercando informazioni sugli ETC? Sei nel posto giusto!

In questa guida scoprirai cosa sono gli ETC, quali sono le loro principali caratteristiche, i loro vantaggi, quanto è possibile guadagnare con gli ETC, quali sono le migliori strategie per avere successo e quali sono le migliori piattaforme per fare trading con gli ETC da utilizzare.

Di seguito trovi una tabella nella quale sono state messe a confronto le principali caratteristiche delle migliori piattaforme per fare trading con gli ETC, qual è la nostra valutazione ed il link al sito ufficiale.

Cosa sono gli ETC

Gli ETC sono degli strumenti derivati che basano il loro andamento su quello di un sottostante, che è una materia prima.

La loro struttura è simile a quella degli ETF, nel senso che anch’essi sono quotati in borsa in modo autonomo rispetto al sottostante, ma anche la loro quotazione è valutata dagli investitori a seconda di come è quotato il sottostante.

Non sono degli strumenti che includono dentro loro stessi la diversificazione, poiché per fare questo occorrerebbe andare ad investire su un indice, ma in questo modo si ricadrebbe nella fattispecie dell’ETF.

In realtà il confine è sottile, poiché il fondo emittente l’ETC deve investire le somme raccolte nel sottostante e, se si tratta di un metallo prezioso, è possibile che compri effettivamente lingotti dello stesso.

Se si tratta di un ETC sul caffè, però, non andrà a comprare stock di questa materia prima e quindi, l’ETC sul caffè andrà ad investire su un derivato (che a sua volta investe sul caffè), che può essere un indice, un future o qualche titolo rappresentativo.

La differenza sta proprio nella specializzazione su un singolo elemento. Similmente agli ETF le contrattazioni da parte del fondo avvengono su grandi quantità di future, contratti o altro su cui investono come sottostante, limitando i costi, tra i quali non rientrano costi di gestione poiché non ci sono ribilanciamenti di portafoglio da effettuare.

Al limite, ci può essere un’attività di spostamento di scadenza dei contratti su cui si basa il fondo in modo da continuare a rimanere investiti nel comparto. Prendendo in considerazione il criterio della differenziazione, non sono ritenuti ETC solo quelli che investono direttamente nella singola materia prima, ma anche quelli che si riferiscono ad un paniere di materie prime più o meno omogenee tra di loro.

Così si individuano:

  • gli ETC sulle singole commodity (alluminio , caffè, oro, mais, grano, soia, platino, argento, rame, cotone, benzina, petrolio, gas naturale, suini, bovini, ovini, nickel, zucchero, palladio, zinco, cacao, ecc.);
  • gli ETC basati su panieri omogenei di merci (prodotti agricoli, energia, cereali, metalli industriali, bestiame, ecc.);
  • gli ETC su indici globali di commodities;
  • gli ETC su indici forward di commodities.

Secondo il modo in cui viene replicato l’andamento del sottostante si distinguono ETC fisici e ETC collateralizzati, dove i primi investono sul materiale di per se stesso (possibile con i metalli preziosi), mentre i secondi sono basati su contratti a loro volta derivati.

Gli ETC collateralizzati possono essere ulteriormente garantiti da un terzo per avere una doppia garanzia.

Come funzionano gli ETC

Gli ETC quando nascono raccolgono il denaro dagli investitori ed emettono le quote degli ETC in contropartita. Le somme vanno investite nel sottostante direttamente o indirettamente. In seguito dovranno provvedere alla gestione che si rende necessaria.

Così, ad esempio, in caso di ETC con replica fisica, occorre corrispondere i canoni alla banca fiduciaria che si occupa di custodire i metalli preziosi acquistati. In caso di ETC collaterallizzati si dovrà, invece, fare quello che è necessario a seconda del tipo di contratto su cui si è investito.

Può essere che occorra vendere prima della scadenza del future e contemporaneamente comprare per la scadenza successiva, oppure che ci siano delle scadenze per contratti particolari o dei momenti in cui è necessario rinegoziare le condizioni.

Una volta acquistate dagli investitori, le quote possono essere vendute liberamente sul mercato secondario, che è la Borsa italiana o quella di un altro stato. Per comprare e vendere sul mercato secondario è sufficiente avere un dossier titoli e avere accesso alla borsa in cui viene negoziato l’ETF di tuo interesse.

L’incontro della domanda e dell’offerta su questo mercato, creano la quotazione dell’ETC. Qualche volta si può creare un disallineamento tra l’andamento dell’ETC con quello del sottostante, discrepanza che si colma in breve tempo e può dare origine a qualche speculazione.

Normalmente, l’ETC segue l’andamento del sottostante che a sua volta dipende da vari fattori diversi per ciascuna materia prima. Infatti, mentre le azioni, comunque, sono piuttosto legate all’andamento economico generale, le materie prime sono più soggette ad andamenti stagionali o della singola industria in cui vengono utilizzate e solo in via mediata possono essere influenzati dalla crisi globale.

Alcune materie prime, come l’oro, al contrario, sono beni rifugio, che sembra che vadano in direzione opposta rispetto a quella dell’economia mondiale. 

Il valore che influenza quasi tutte le materie prime è il dollaro, poiché queste materie hanno una propria quotazione e praticamente tutte sono quotate contro dollari. Di conseguenza, quando il dollaro si svaluta, con un dollaro si potrà comprare una quantità inferiore di materia prima, che sembra aumentare di valore.

L’investimento in materie prime è un tipo di investimento particolare e potresti pensare che non è così ordinario poter trovare una controparte per concludere l’operazione in corso. Invece la situazione è diversa. Se di per se stesso non è uno strumento diversificato, può rappresentare un’importante diversificazione all’interno di portafogli costituiti da altre tipologie di strumenti.

Per questo motivo è molto utilizzato soprattutto da chi ha grandi portafogli, come può essere una banca, un fondo comune di investimento, una gestione patrimoniale. Creando interesse in questi investitori viene garantita la liquidità del mercato ed è possibile trovare facilmente una controparte alla nostra proposta di compravendita.

Quali sono i vantaggi e quanto è possibile guadagnare con gli ETC

Acquistare un ETC ti rende possibile investire in una materia prima senza dover ricorrere a strumenti derivati a leva che, per loro natura, contengono maggiori rischi. 

Molti dividono il guadagno che puoi andare a percepire da un ETC con complesse divisioni tra lo strumento sottostante che il fondo va ad acquistare, il guadagno o la perdita nel cambio di scadenza e il rendimento del collaterale in cui si è investito.

Questo potrebbe far pensare che guadagnare con un ETC è molto complesso. La realtà non è questa. L’influsso che ha l’andamento della materia prima su cui si basa il tutto ha un valore preponderante. Questo ha normalmente delle variazioni più forti di tutte le altre componenti che si possono considerare.

Non tutte hanno lo stesso andamento. Alcune scoperte tecnologiche, qualche nuovo processo che viene sviluppato che utilizza una materia prima che fino ad allora aveva uno scarso utilizzo, può cambiare il destino di quest’ultima.

I guadagni possono essere veramente elevati. In pochi mesi si può guadagnare un 20% e in alcuni casi anche avvicinarsi al 100%. Non si tratta di rendimenti a leva e questa è l’eccezionalità della materia prima.

Naturalmente, allo stesso modo, si può anche perdere queste percentuali, anche se difficilmente si arriverà ad azzerare completamente il prezzo della commodity.

È un ragionamento, quello che sta dietro all’andamento della materia prima, per certi versi più vicino alla vita reale, in cui vedi lo sviluppo del palladio nei motori oppure del nickel nei componenti elettronici e questo può dare idee di investimento quasi più a chi non è addetto ai lavori finanziari, che a chi è immerso nella realtà degli investimenti tutti i giorni.

Così il settore energetico classico che comprende petrolio e gas naturale è in ritirata grazie allo sviluppo di energie alternative. Non c’è stata una vera e propria sostituzione in ambito ETC ma si possono fare ulteriori riflessioni, come quella sulle fibre naturali anziché quelle artificiali, che saranno probabilmente favorite in futuro, poiché anche queste rinnovabili, al contrario dei derivati del petrolio.

Oltre che su questo, la riflessione si può spostare anche sui recenti incrementi di valore di palladio e platino che sono stati portati dall’utilizzo dei materiali nei motori benzina e diesel per ridurre l’inquinamento. Con la diminuzione dell’utilizzo di questi mezzi, probabilmente, andranno a ridursi anche gli utilizzi di queste commodities e quando il tempo sarà maturo, il loro prezzo tornerà ai livelli precedenti.

Questi esempi sono emblematici per farti capire come, in questo investimento più che in altri, il ruolo dell’economia reale alla portata di tutti sia il motore dei cambiamenti di andamento dei prodotti, che rende maggiormente comprensibili questi piuttosto di altri prodotti.

Quali tipologie di ETC esistono

Dal punto di vista dell’emittente hai già visto qualche tipologia di ETC in circolazione, quelli che investono in materie prime fisicamente e quelli che investono su strumenti derivati. Questo può creare qualche differenza nel rischio, visto che la materia fisica come può essere un lingotto d’oro, fa sparire il rischio emittente ma non comporta particolari differenze sul tema dei guadagni.

Gli ETC si differenziano anche per altre caratteristiche. Possono essere semplici o a leva e andare nello stesso verso del sottostante oppure in senso inverso. Anche in questo caso queste caratteristiche sono un po’ al limite con gli ETF, ma il dato fondamentale della mancanza di diversificazione è quello che li fa chiamare ETC.

Con un ETC a leva puoi moltiplicare l’andamento secondo la leva stabilita dal regolamento del fondo. Quello che devi considerare con questi ETC è che la leva difficilmente è precisa come ti potresti aspettare, anche perché questo tipo di strumenti sono meno utilizzati rispetto a quelli senza leva.

I moltiplicatori che si trovano maggiormente, effettivamente, sono quelle che per 2 o per 3, un’amplificazione del movimento scarsa per chi vuole sfruttare a pieno questa opportunità. Si tratta di un effetto che cercano speculatori che, più facilmente, potranno ottenere una leva maggiore attraverso CFD e futures.

Il vantaggio principale di un ETC a leva è che nel momento in cui sale non c’è un limite superiore al guadagno, mentre quando si perde, non si potrà mai perdere più di quanto si è investito, poiché non ci sono meccanismi di margini per poter effettuare l’investimento.

È un vantaggio, però, che, appunto, non è preciso, mentre con gli altri strumenti a leva, guadagno o perdita sono una esatta moltiplicazione del movimento del sottostante.

Allo stesso modo, gli ETC contrarian, quelli che seguono l’andamento del sottostante moltiplicato per -1, a volte stupiscono per i risultati del loro andamento. Anche in questo caso è una forzatura. Fatto 100 il valore del rame, ad esempio, la quotazione dello stesso materiale potrà aumentare all’infinito mentre potrà perdere al massimo 100.

Il suo inverso, quindi potrà aumentare al massimo di 100 e perdere all’infinito, cosa che matematicamente non sarà fattibile. Questo rende la quotazione soggetta molto al sentiment sul materiale. Anche per questo motivo saranno difficilmente scelti da chi vuole investire in questo senso, che preferirà investire al ribasso sul CFD o il future del rame, in modo da poter beneficiare dell’esatto movimento.

Questo implica che è ancora più difficile giungere alla liquidità sufficiente per avere gli andamenti correlati negativamente. Alcuni materiali molto tradati come l’oro, hanno invece la possibilità di ottenere l’effetto voluto anche con gli ETF inverse e a leva.

Come investire in ETC con successo (strategie)

Gli ETC si prestano a diverse modalità di utilizzo. Per le loro caratteristiche di mancanza di diversificazione al loro interno, sono essenzialmente uno strumento da investimento direzionale. Questo vuol dire che normalmente va associato ad altri strumenti.

Questo è un ragionamento che vale specialmente per l’ottica di lungo periodo. Si può in questo modo costituire un portafoglio con diverse materie prime, puntando su materie sottovalutate e inserendo e altre man mano che si realizzano le condizioni di mercato. Gli ETC possono così prendere il posto della parte azionaria nella tua strategia di investimento.

In ogni portafoglio ci dovrebbe essere una parte di capitale libero per sfruttare le buone occasioni in modalità mordi e fuggi.

Così magari hai osservato come molte commodities siano scese, chi più chi meno, durante il lockdown a causa della minore richiesta da parte delle industrie chiuse e poi hanno ricominciato ad aumentare di valore. Con una piccola percentuale del tuo capitale puoi partecipare dopo il prossimo crollo.

La domanda è: quando vendere?

Un buon metodo per togliere la parte emotiva è decidere la percentuale di guadagno a priori e rimanere fedele alla tua scelta. La percentuale dipende da quanto è crollato precedentemente il prezzo e dalle tue esigenze personali in termini di rendimento.

Gli ETC possono essere utilizzati anche come metodo di copertura di investimenti azionari, scegliendo in particolare strumenti sull’oro che hanno le caratteristiche di bene rifugio e, quindi, variano in senso contrario al mercato azionario.

Altro modo per proteggersi è, in caso si sia investito in un comparto industriale che utilizza una certa materia prima, quello di acquistare un ETC inverse sulla stessa commodity, oppure un ETC su una materia concorrente.

Così se sei esposto con lo Standard & Poor’s 500, puoi affiancare un ETC sull’oro per compensare le oscillazioni da crisi. Allo stesso modo se hai un pacchetto azionario di compagnie petrolifere, puoi proteggerti investendo sul litio.

Questo, essendo un componente fondamentale delle batterie, aumenterà di valore con l’incremento della vendita di auto elettriche che andrà a discapito dei produttori di carburante e della loro filiera.

Un’altra strategia che puoi utilizzare è quella di seguire le nuove scoperte tecnologiche che possono riguardare l’utilizzo di materiali non usati precedentemente e che possono significare incrementi di valore nelle commodities corrispondenti.

Questa è una modalità che riguarda soprattutto i metalli non preziosi e, qualche volta, anche quelli preziosi.

Seguendo, invece la stagionalità e l’andamento dei raccolti puoi investire agevolmente e con un periodo di detenzione non troppo lungo nelle materie prime agricole, mentre per il bestiame la variabile chiave sono le malattie di cui possono essere vittime gli animali.

La Finanza A Portata Di Click
La Finanza A Portata Di Click

Il blog ideale per chi vuole accrescere la propria cultura finanziaria ed investire al meglio i propri risparmi

5/5 - (1 vote)