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Conto Corrente Libero Professionista: Guida Completa ai Migliori del 2021

conto corrente libero professionista

Stai cercando informazioni sul miglior conto corrente per un libero professionista? Sei nel posto giusto!

In questa guida scoprirai quali sono i migliori conti correnti per liberi professionisti attualmente sul mercato e troverai una recensione per ognuno di essi. In questo modo potrai scegliere qual è il conto più adatto alle tue esigenze.

Di seguito trovi una tabella nella quale sono state inserite i migliori conti correnti per liberi professionisti del 2021, le loro caratteristiche e il link al sito ufficiale.

migliori conti correnti liberi professionisti

qonto

qonto
5/5

n26 business

n26
3.7/5

bunq business

bunq
3.5/5

wirex business

wirex business
3.5/5

Classifica dei migliori conti correnti liberi professionisti del 2021

Di seguito, invece, trovi un elenco dei migliori conti correnti per liberi professionisti disponibili sul mercato:

  1. Qonto (vai al sito ufficiale)
  2. N26 Business (vai al sito ufficiale)
  3. Bunq Business (vai al sito ufficiale)
  4. Wirex Business (vai al sito ufficiale)
  5. Skrill Business (vai al sito ufficiale)
  6. ecoPayz Business

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Migliori conti correnti liberi professionisti a confronto: recensioni e guida alla scelta

Quali sono, attualmente, le migliori offerte disponibili sul mercato in relazione ai cosiddetti conti correnti business? Scopriamolo insieme attraverso una panoramica dettagliata.

Miglior conto corrente per libero professionista: Qonto

Qonto (vai al sito ufficiale) è un neo istituto di pagamento di diritto francese che offre i suoi servizi in versione esclusivamente smart e fa capo ad Olinda Sas società con sede a Parigi. Qonto si è specializzata nei servizi a clienti aziendali, ma non può essere definito un istituto di credito perché non permette il versamento in contanti e non eroga in nessun caso credito (non si occupa, cioè, nè di mutui, nè di prestiti o finanziamenti).

miglior conto corrente libero professionista

L’offerta rivolta ai clienti italiani è un conto corrente smart con un IBAN di diritto italiano interamente gestito da web o tramite applicazione per smartphone. La funzionalità offerta è quella tipica di ogni conto corrente al quale si aggiunge l’opportunità di conferire un accesso al commercialista per la visione dei movimenti bancari e scaricare le fatture.

L’apertura del rapporto avviene in forma telematica (è bene tenere a portata di mano tutta la documentazione societaria e due documenti di identità) ed il contratto viene firmato digitalmente. All’atto dell’accensione il titolare può scegliere tra tra diversi piani di sottoscrizione ( Solo, Standard e Premium) ognuno dei quali prevede operatività e costi mensili differenti (canone da 9 a 99 Euro mensili).

Ad ogni rapporto viene abbinata una carta di debito che insiste sul circuito Mastercard ed una virtuale per le transazioni sul web. Qonto business è rivolto sia a ditte individuali che società di persone e capitali.

Conto corrente per liberi professionisti a costo zero N26 Business

N26 Business (vai al sito ufficiale) è un istituto di credito di diritto tedesco e può essere considerata un vero leader di settore nel campo degli strumenti di pagamento gestibili in versione esclusivamente digitale.  L’offerta N26 rivolta ai liberi professionisti (non disponibile per società di persone e capitali) è piuttosto ampia e, per i clienti italiani, assicura un rapporto di conto corrente con IBAN italiano.

conto libero professionista cointestato

Il conto può essere acceso esclusivamente online tramite la piattaforma autorizzata e gestito tramite postazione fissa e dispositivo mobile. L’offerta è costituita da quattro opzioni differenti (Standard, smart, you e metal) di cui solo la prima a canone zero ( le altre hanno richiedono rispettivamente Euro 4,90 9,90 e 16,90 mensili).

La versione base o standard comprende una carta inclusa e due spaces (spazi riservati) in cui accantonare automaticamente delle somme. Tramite app è possibile disporre bonifici, pagare MAV, bollo auto e tramite il sistema PA. Manca ancora, invece, l’opportunità di saldare modelli F24 che potrebbe rappresentare un ostacolo per i titolari conto. E’ possibile, invece, versare contanti tramite le casse Penny Market e Pam. Non è possibile negoziare assegni.

Bunq Business

L’istituto di credito olandese Bunq Business (vai al sito ufficiale) è ancora poco conosciuto nel nostro Paese, ma può rappresentare una valida alternativa ai liberi professionisti che sono alla ricerca di un rapporto di conto dalla gestione esclusivamente telematica. L’offerta di Bunq si articola su due diverse opzioni; la versione standard ha un costo di euro 9,99 mensili mentre quella Supergreen ne costa 16,99.

conti correnti liberi professionisti

Il conto business include 3 carte di debito sul circuito Maestro e Mastercard e 5 virtuali da utilizzare online. L’operatività è quella consueta per i rapporti di conto ed include bonifici in entrata e uscita, pagamento Mav, utenze, ricariche e un ampio ventaglio di strumenti di pagamento.

Tra le funzioni accessorie vi è l’opportunità di collegare il conto con il sistema di contabilità per avere sempre la situazione sotto controllo e di esportare automaticamente l’estratto conto. Altrettanto interessante è l’opzione che consente di pagare le fatture con un click (sia in versione cartacea che PDF) e l’opportunità di accendere 25 conti secondari per ottimizzare la gestione dei movimenti.

E’ possibile accantonare somme anche tramite il conto Bunq business ed effettuare trasferimenti all’estero con il sistema Transferwise. L’accensione del conto è esclusivamente digitale e molto rapida ed interessante per i liberi professionisti con un occhio di riguardo ai costi variabili applicati sull’operatività bancaria sia in entrata che in uscita.

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Wirex Business

Wirex Business (vai al sito ufficiale) è una società finanziaria (e non un istituto di credito) di diritto inglese dotata di apposita autorizzazione all’esercizio della attività da parte della Financial Conduct Authority (FCA) organismo di vigilanza del Regno Unito.

conto corrente dedicato liberi professionisti

Il core business della società è quello di offrire strumenti di pagamento di natura elettronica con l’obiettivo di integrare le transazioni effettuate in conio tradizionale con quelle eseguite in criptovaluteL’offerta di Wirex si rivolge sia a persone fisiche che liberi professionisti. Per quest’ultimi è disponibile un profilo business costituito, sostanzialmente, da un carta prepagata aziendale che opera sul circuito Visa e con un canone mensile di euro 1.20.

La carta, dotata di un proprio IBAN, permette di ricevere e disporre bonifici (senza commissioni), consente di prelevare contanti presso gli sportelli abilitati ed ha un limite di spesa mensile di Euro 8.000 e giornaliero di Euro 250.

L’account business ha una piattaforma dedicata che offre l’opportunità di pagare in 12 valute differenti (ivi comprese le cripto valute) ai migliori tassi interbancari disponibili. La prepagata Wirex può essere richiesta in via esclusiva tramite la piattaforma autorizzata ed è compatibile con Google pay ed Apple Pay.

Skrill Business

Skrill Business (vai al sito ufficiale) è un sistema di pagamenti gestito dalla britannica Money Brokers sotto la vigilanza autorizzata della FCA. Il funzionamento di Skrill non è troppo diverso da quello della più conosciuta PayPal e funziona grazie ad un indirizzo e-mail anziché un più classico IBAN. Skrill Business è la versione dell’account riservato alle aziende; la sua apertura viene gestita esclusivamente telematicamente ed è soggetta a verifica e conferma da parte della società.

libero professionista conto corrente privato

All’atto dell’apertura, naturalmente, è necessario indicare il rappresentante legale della società che potrà disporre e ricevere i pagamenti.

E’ possibile associare all’account una carta fisica o virtuale con cui prelevare denaro contante presso gli sportelli abilitati, acquistare beni o servizi e disporre pagamenti. In via generale l’operatività proposta da Skrill dispone di buone recensioni anche se è consigliabile prendere visione del foglio informativo per verificare le commissioni applicate sulle transazioni.

A tal proposito, infatti, bisogna far rilevare che ricaricare l’account (mediante carta di credito) prevede un onere parti all’1% mentre prelevare disponibilità costa addirittura il 2%. I trasferimenti tra conti interni è tassato al 1,45% mentre, in caso di pagamenti internazionali con conversione di valuta, si applica una commissione per il cambio di importo variabile.

ecoPayz Business

ecoPayz è il brand attraverso il quale la finanziaria britannica PSI-Pay Ltd offre i suoi servizi ai propri clienti. Per accendere il conto Business ecoPayz è necessario accedere al sito ufficiale, compilare un formulario già predisposto ed attendere una chiamata da parte del servizio clienti che provvederà materialmente ad attivare l’account.

conto corrente libero professionista zero spese

Il profilo business si compone di un conto principale destinato a ricevere fondi, disporre pagamenti ed al quale viene assegnato una carta Mastercard e uno o più conti spesa che sono pensati per mantenere separate le diverse destinazioni di spesa (fornitori, dipendenti e costi aziendali). All’account principale possono essere collegati uno o più conti socio che sono strumento necessario per gestire i pagamenti agli affiliati e dipendenti.

EcoPayz Business può essere ricaricato tramite bonifico internazionale da terzi o girofondi e non prevede l’applicazione di un canone mensile. E’ comunque consigliabile prendere visione del foglio informativo per verificare l’operatività soggetta a ricarico commissionale variabile.

La carta Mastercard abbinata al conto principale permette di prelevare denaro contante ed effettuare pagamenti on line o mediante POS. L’azienda, in via generale, gode di elevatissimo standard di sicurezza che la rende particolarmente gradita alla clientela.

Revolut Business

Revolut è una società fintech di diritto britannico conosciuta in tutto il mondo che ha saputo in breve tempo affermarsi grazie alla rivoluzionaria politica di contenimento delle commissioni valutarie. L’offerta revolut business si articola su due piani; la versione Libero professionista e quella disponibile sulle Aziende prevedono un’operatività molto simile, ma con significative differenze nei massimali operativi e nei costi applicati.

aprire conto corrente libero professionista

Si tratta in entrambi i casi dei conti multicurrency con abbinate delle carte fisiche sul circuito Mastercard o virtuali per l’operatività on line.

Revolut Freelancer (per liberi professionisti) si articola in due piani tariffari (Free e Professional) di cui il primo gratuito ed il secondo con un canone mensile di Euro 7,00. Revolut Azienda, invece, si articola su 4 piani tariffari che variano essenzialmente in relazione al volume d’affari societario (versione Free con canone gratuito, Grow 25 euro mensili, Scale euro 100 ed Enterprise Euro 1000).

Per le altre commissioni sull’operatività è consigliabile consultare il foglio informativo disponibile sul sito. La principale peculiarità dei conti revolut è l’opportunità di disporre pagamenti in qualsiasi valuta senza l’aggravio di commissioni che può risultare particolarmente vantaggioso per chi opera frequentemente con l’estero.

Conto corrente libero professionista: cos’è? È obbligatorio?

Delimitare giuridicamente i confini entro i quali si muove una specifica attività lavorativa può non essere sempre del tutto agevole. Vi sono alcuni casi, infatti, in cui permane un certo margine di incertezza che contribuisce ad ingarbugliare ancor più la matassa. Uno degli esempi più eclatanti nel settore è, senza dubbio, la linea di demarcazione che separa il lavoratore autonomo dal libero professionista.

Nella maggior parte delle evenienze, infatti, le due figure professionali appaiono del tutto sovrapponibili, ma nella realtà dei fatti esiste una sostanziale differenza che si conferma in una disciplina giuridico fiscale differente.

Il libero professionista, in definitiva, può essere definito come una persona fisica che, dopo aver maturato i requisiti intellettivi necessari tramite un opportuno percorso formativo, svolge in modo continuativo una professione di natura intellettuale. Il lavoratore autonomo, invece, è una persona fisica che presta un’attività prettamente manuale a favore di uno o più committenti.

La linea di confine, dunque, è sottile, ma significativa e di natura esclusivamente concettuale. Da un punto di vista pratico, invece, entrambe le figure professionali sono contraddistinte dall’obbligo dell’apertura di partita IVA e dal fatto di non avere un datore di lavoro, ma di prestare opera per più di un ordinante.

Nella macrocategoria dei liberi professionisti possiamo annoverare delle figure professionali come medici, avvocati, architetti ed ingegneri. Si tratta delle cosiddette categorie ordinistiche a cui appartengono i lavoratori che sono iscritti ad un albo a cui, in genere, si ha accesso dopo aver superato un esame di stato.

Alcune perplessità rimangono su particolari categorie, come i broker finanziari, che appaiono come liberi professionisti anomali in relazione ad un ambito professionale del tutto nuovo ed in attesa di specifica regolamentazione.

Un libero professionista, quindi, è soggetto ad una contribuzione previdenziale obbligatoria ed a una gestione fiscale differente rispetto ad un lavoratore subordinato; il più delle volte si rende necessaria l’assistenza di un dottore commercialista e si rende opportuna l’apertura di un conto corrente bancario specifico sul quale far confluire il proprio fatturato.

Un conto corrente destinato ai liberi professionisti è un rapporto di conto dedicato a persone fisiche che rientrano nella categoria professionale sopra individuata e che sono titolari di una partita IVA.

Fu il Decreto Legge del 4/7/2006 n.223 (conosciuto come il decreto Bersani) a stabilire l’obbligatorietà di avere un conto corrente dedicato sul quale convogliare le somme risultanti dall’esercizio dell’attività di impresa e sul quale effettuare, in forma telematica, il pagamento dei contributi previdenziali e delle somme dovute all’erario.

Nel 2008, invece, la disposizione è stata parzialmente modificata sancendo di fatto la non obbligatorietà del conto corrente esclusivoVa comunque ribadito che, per motivi contabili, fiscali e di opportunità, rimane comunque fortemente consigliato avere un conto corrente destinato all’attività d’impresa.

Come funziona e come aprire un conto corrente da libero professionista?

Il funzionamento di un conto corrente dedicato ai liberi professionisti non è molto diverso da quello riservato alle persone fisiche. L’operatività è sostanzialmente la stessa, ma con massimali e costi differenti. E’ evidente, infatti, che il volume d’affari di un’azienda incide significativamente sul numero delle transazioni effettuati e quindi sulle commissioni applicate.

L’apertura di un conto per liberi professionisti può essere effettuata allo sportello presso gli istituti di credito tradizionali oppure appoggiandosi alle piattaforme digitali autorizzate. L’accensione è subordinata alla produzione della documentazione necessaria quali la camerale aggiornata e, nel caso di persone giuridiche, atto costitutivo e statuto societario.

Conto corrente professionisti: vantaggi

Benché non sia più obbligatorio (anche se alcune indiscrezioni raccontano che possano essere nuovamente introdotto), un conto corrente dedicato all’attività di impresa è significativamente vantaggioso.

Un rapporto ad hoc, infatti, permette di avere una visione immediatamente chiara sull’andamento del proprio business aziendale. Poter incrociare i dati relativi al pagamento delle fatture o al sostenimento delle spese aiuta fattivamente ad individuare i margini di miglioramento ed eventuali rami secchi da tagliare.

Separare le entrate e le uscite aziendali da quelle personali, inoltre, è un aiuto considerevole in caso di verifiche fiscali o contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate e per dissipare eventuali sospetti su attività non fatturate.

Un conto corrente dedicato, infine, è essenziale per pagare tutti gli F24 relativi alla propria attività d’impresa; l’ultimo consiglio, infine, è quello di verificate sempre che il rapporto acceso permetta di farlo. Sono numerose, infatti, le realtà che propongono carte aziendali che non consentono tale operatività.

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