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È il momento giusto per chiedere una consulenza previdenziale!

consulenza pensione

Quanti anni hai? Quanti te ne mancano prima di andare in pensione?

Ecco, non c’è bisogno che rispondi a voce alta. Questi sono i primi quesiti da porsi per avvicinarsi un po’ per volta all’argomento. 

Ma chiariamo subito un punto.

Non devi avere più di 50 anni per iniziare a pensare alla tua pensione, anzi. 

Il bello sta proprio nel gestirla quando di anni ne hai di meno e puoi ancora giocartela per bene. 

Forse non ti è ancora chiaro il messaggio che vogliamo condividere, ma ti chiediamo solo una cosa: lascia per un attimo da parte i vecchi paradigmi del “tanto alla pensione non ci arriveremo mai… ” e prova a darti una possibilità.

Leggi questo articolo fino in fondo. 

Se alla fine la tua idea sulla pensione sarà sempre la stessa, bè, almeno questa volta avrai deciso in maniera maggiormente consapevole. 

Perché scegliere una consulenza previdenziale personalizzata?

Prima di tutto, grazie ad una consulenza specifica proprio sul tuo caso, potrai scoprire in quale situazione previdenziale ti trovi. 

Non è affatto banale! Sono davvero poche le persone che conoscono l’ammontare dei contributi già versati, se ci sono eventuali ammanchi negli anni, quanto effettivamente ci vuole ancora alla pensione, ecc.

Se non hai idea di quale sia la tua situazione di partenza, allora sarà impossibile sapere se hai bisogno di migliorare qualcosa o meno.

Purtroppo nella maggior parte dei casi lo spazio per far meglio è davvero grande, ma nessuno fa nulla, semplicemente perché non lo sapeva!

Un secondo vantaggio è quello di agire subito oggi per poter ottenere di più domani. 

Infatti, grazie ad un’attenta pianificazione previdenziale, potrai iniziare a costruirti delle possibilità di rendimento che negli anni daranno i loro frutti. 

Prova solo a fare un salto nel futuro. Immagina i due scenari:

  1. Non ti sei mai interessato della tua previdenza: ricevi il tuo assegno pensionistico di 1.100€ al mese (quasi il 50% in meno del tuo ultimo stipendio lavorativo) e cerchi di farteli bastare abbassando di molto la tua qualità di vita.
  2. Hai pianificato per tempo la tua previdenza: ora ogni mese ricevi un bonifico di 2.200€ e ti senti davvero sereno nel vivere la tua età d’oro come sognavi.

Questi sono solo esempi ma, euro più euro meno, la situazione è proprio questa. 

Sei ancora così sicuro di voler continuare a ignorare la tua previdenza?

La tua storia professionale è unica: anche la tua consulenza deve esserlo

Proviamo a riassumere alcuni delle più comuni storie lavorative:

  • hai lavorato per 40 anni nella stessa azienda;
  • hai cambiato lavoro 5 volte, senza discontinuità lavorativa.
  • hai alternato anni di lavoro a mesi di disoccupazione;
  • sei sempre stato un lavoratore dipendente;
  • sei passato dall’essere dipendente a lavoratore autonomo, per poi tornare dipendente dopo molti anni.
  • hai la partita iva da sempre;
  • hai alternato lunghi periodi in cui hai percepito la disoccupazione a lavori saltuari.

… Potremmo andare ancora a lungo con questi esempi. 

In poche righe abbiamo già trovato molti casi che però possono essere classificati come molto comuni. 

Ma allora esiste una ricetta funzionante per tutti?
Ovviamente no!

Per questo una consulenza previdenziale indipendente e costruita sulla singola persona è realmente necessaria per gestire il tuo percorso, la tua vita professionale e i tuoi obiettivi finanziari.

Per non dimenticare che ogni singolo individuo avrà poi delle esigenze differenti. 

Da coloro che si accontentano di ricevere quello che l’INPS deciderà per loro, a chi invece vuole arrivare in pensione con molti più soldi rispetto all’ultimo stipendio.

Le casistiche sono delle più disparate, ma una cosa è certa: richiedere un aiuto personalizzato ti porterà a raggiungere i tuoi risultati. 

Adottare soluzioni standard, ti farà ottenere risultati standard (se va tutto bene).

Se non fai proprio nulla, bè, lascio a te l’ultimo commento… 

Vuoi affidarti completamente al sistema pensionistico italiano?

Il sistema previdenziale in Italia si basa su 3 pilastri.

  • la pensione pubblica, ovvero quella pagata dallo Stato;
  • la pensione integrativa collettiva;
  • la pensione integrativa privata.

Con il primo pilastro si fa riferimento ai classici contributi previdenziali versati all’INPS o a una Cassa professionale (entrambe hanno un  meccanismo molto simile).

Ma vogliamo chiarire un punto importante: questi contributi versati servono a finanziare e pagare le pensioni a chi è in pensione oggi… Non della tua!

Si inizia già a sentire puzza di fregatura eh… 

Il primo macro problema è il rapporto tra anziani e popolazione totale. Purtroppo è un dato di fatto che ci sono sempre più anziani e sempre meno nascite. 

Si stima che nel 2065 ci saranno all’incirca 62 pensionati ogni 100 italiani.

Questo vuol dire che i restanti 38 lavoratori dovranno pagare con il loro lavoro le pensioni di tutti gli altri. 

Ma come può essere sostenibile tutto questo?

Altro problema è che si lavora in condizioni più precarie. I ragazzi iniziano a lavorare sempre più tardi e in maniera discontinua mentre, dall’altro lato, il periodo in pensione continua ad allungarsi. 

C’è davvero molto da dire su questi aspetti!

Se vuoi vedere maggiori numeri e grafici sul problema delle pensioni e capire di più degli altri pilastri, rimandiamo all’approfondimento su quando richiedere una consulenza previdenziale.  

I vantaggi della consulenza previdenziale personalizzata

Nei paragrafi precedenti abbiamo trattato molti temi. 

Le insidie dietro la previdenza sono molte, ma anche avere la possibilità di gestire d’anticipo la maggior parte delle problematiche è un arma molto potente. 

Vogliamo concludere questo articolo con la lista dei principali vantaggi di rivolgersi ad un consulente previdenziale:

  • Riuscirai a scoprire la tua reale situazione contributiva (incluso i buchi che non sapevi di avere).
  • Conoscerai il tasso di sostituzione e il tuo attuale gap per poterlo gestire per tempo.
  • Potrai mettere in atto una strategia che ti consentirà di uscire prima dal mondo del lavoro.
  • Potrai mantenere, se non aumentare, la tua qualità di vita anche durante la pensione. 
  • Potrai avere ora le informazioni necessarie per fare dei cambiamenti nella tua carriera (esempio  passare da lavoro dipendente a p.iva).
  • Risparmierai tempo e costi avendo maggiore consapevolezza delle tue scelte (e non scelte) di oggi.

Ci auguriamo che questa lista ti abbia ispirato. 

Nella scrittura di questo articolo non siamo riusciti a trovare neanche un aspetto negativo nel gestire in anticipo la propria situazione contributiva. 

Adesso la palla sta a te! 

Potrai scegliere di richiedere una consulenza previdenziale personalizzata o continuare ad ignorare il problema. 

L’importante è poi non avere nessun tipo di rimpianto quando il momento della pensione sarà ormai così vicino.

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