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Commissioni Pagamento POS: Quali Sono Le Più Vantaggiose del 2021

commissioni pagamento pos

Ti stai chiedendo quali sono le commissioni pagamento POS più vantaggiose? Allora sei nel posto giusto!

Da quando è in vigore l’obbligatorietà dei POS. esercenti e professionisti cercano di far quadrare i conti con i costi aggiuntivi dovuti dalla manutenzione dei dispositivi le le commissioni sulle transazioni digitali.

C’è una guerra aperta delle associazioni di categoria con l’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, affinché vengano soppresse, o perlomeno ridotte, le percentuali sui pagamenti effettuati con carte e affini. Un braccio di ferro che l’anno scorso ha strappato se non altro un Credito d’Imposta sulle commissioni al 30% sul transato annuo e un azzeramento fino a 10 €. Un accordo raggiunto dal Governo Conte per l’inserimento dell’obbligatorietà dei terminali POS.

Il discorso sugli incentivi è ancora in corso, perché si pensa di alzare ulteriormente le soglie al di sotto delle quali la transazione è gratuita, ma le banche tendono a fare ostruzionismo.

In verità tutti aspettano che ci sia la possibilità di avere dei reali benefici, perché finora si sono visti sconti applicati ad alcune categorie, alle quali sono stati poi aumentati costi di gestione occulti. Non esattamente un comportamento trasparente.

Prima di continuare, abbiamo preparato una tabella con i migliori lettori in base alle commissioni pagamento POS, le loro caratteristiche e il link al sito ufficiale.

Commissioni pagamento POS: Migliori lettori

axerve

axerve
5/5

mypos

mypos
3.7/5

sumup

sumup
3.6/5

zettle

zettle
3.5/5

Classifica dei migliori lettori del 2021 in base alle commissioni pagamento POS

Di seguito, invece, trovi una breve selezione dei migliori lettori del 2021 scelti a seconda delle commissioni pagamento POS che prevedono:

  1. Axerve (vai al sito ufficiale)
  2. myPOS (vai al sito ufficiale)
  3. SumUp (vai al sito ufficiale)
  4. Zettle (vai al sito ufficiale)

Che fare in questa guerra per le commissioni pagamento POS? 

Fortunatamente il mercato non è stato mai fermo e nell’ultimo periodo abbiamo visto la nascita di molte realtà: alcune start up, altre società parallele al circuito bancario ufficiale, che hanno sviluppato una serie di opportunità con lo scopo di stimolare la concorrenza e agevolare professionisti ed esercenti. 

Ecco che alcuni hanno deciso di azzerare le commissioni, altri di dare un parametro fisso, altri ancora di utilizzare tecnologie meno costose che consentono di eliminare tutto ciò che è superfluo, nella gestione di un POS.

L’utilizzo di internet consente quindi di poter visionare le offerte e sottoscriverle con grande velocità senza dover utilizzare incartamenti e procedure complesse. Allo stesso tempo è possibile trovare contatti e assistenza ai prodotti, esattamente come se ti rivolgessi alla tua banca di riferimento.

Tuttavia le commissioni non sono tutte uguali e oggi può non essere semplice orientarsi fra le mille proposte che possiamo trovare online. In questa guida vedremo le modalità in cui vengono declinate a seconda del servizio sottoscritto e anche le opzioni alternative che consentono di azzerarle del tutto.

Commissioni pagamento POS

Le commissioni pagamento POS hanno percentuali diverse e possono variare l’importo, in un range compreso grosso modo dallo 0,99 al 4%

Queste vengono applicate con quote fisse per alcune società, progressive per altre. Per quest’ultimo caso solitamente il criterio che viene preso in considerazione è il transato, ovvero ci sono delle soglie oltre le quali scattano dei rincari sulle singole operazioni. È molto importante perciò, in fase di sottoscrizione contrattuale, verificare se il tipo di piano che stai scegliendo è adatto al tuo caso.

In alcuni casi le commissioni vengono azzerate del tutto se si sottoscrivono dei contratti che prevedono dei canoni fissi. Anche questi prevedono dei costi misurati sul fatturato dei pagamenti digitali per cui è probabile che non si paghi nulla fino a una certa soglia e che successivamente sia necessario pagare delle commissioni.

La novità però è costituita da quelle offerte che azzerano tutti i costi, grazie all’utilizzo di strumenti altamente tecnologici. Si tratta infatti di POS che consistono solo più in software da scaricare sul proprio dispositivo, con un eventuale lettore esterno per leggere alcuni circuiti, che però prevedono l’apertura di un conto bancario in e-money, il quale necessariamente dovrà affiancare un conto più tradizionale per l’uso del contante e di tutte le operazioni che un conto virtuale non può eseguire.

Attuali commissioni pagamenti POS

Vediamo come si articolano le commissioni a seconda dei POS, degli importi e delle modalità in cui scattano i rincari.

pagamenti pos senza commissioni

Commissioni pagamento POS sotto i 30 €

Si è fatto un gran parlare dei pagamenti sotto i 30 € e della necessità di togliere le commissioni almeno entro quest’importo. Finora non se ne è fatto nulla se non strappare il limite dei 10 € e la possibilità di non accettare pagamenti digitali per importi inferiori ai 5 €. 

Tuttavia la discussione attualmente in corso prevede un argine che sia almeno di 25 €, che sarebbe accettata dai commercianti. Questi però temono rincari, da parte delle banche e dei gestori, su altre voci di spesa (canoni o manutenzioni). 

Un timore giustificato, in quanto l’anno scorso i benzinai si sono visti aumentare i costi di gestione, a fronte dell’annullamento delle commissioni fino ai 100€.

Commissioni POS piccoli pagamenti

Come abbiamo anticipato in apertura, per tutto il 2021 i pagamenti al di sotto dei 10 € non prevedono commissioni. Questo non riguarda le transazioni effettuate con le modalità Pay-per-Link e MOTO, ovvero per tutte quelle transazioni che il cliente effettua da una postazione remota, per mezzo di un link, nel primo caso, o perché comunica i propri dati della carta tramite mail o telefonata, nel secondo. 

Diciamo che questo tipo di pagamento non in presenza, solitamente, prevede cifre superiori ai 10 €, in quanto si tratta spesso di prenotazioni, noleggi, anticipi di ogni sorta.

Tutto ciò che eccede i 10 € può essere tassato da una percentuale fissa, che può andare dall’1 al 2%. Se invece si sceglie una soluzione a canone, si pagherà soltanto il fisso mensile. Il comodato d’uso comunque non conviene granché a chi riceve piccoli e sporadici pagamenti digitali, perché non è detto che si riesca a rientrare della spesa. 

La soluzione migliore, in questo caso, è avere una commissione fissa, magari bassa, acquistando un POS di cui si diventa i legittimi proprietari.

Commissioni pagamenti POS alti

Le commissioni più care si pagano con i POS fissi, i quali normalmente prevedono altri costi di gestione e in più sono obsoleti tecnologicamente. Le commissioni inoltre salgono quando il fatturato del transato è elevato.

chi paga la commissione del pos

Questo aspetto vale un po’ per tutte le compagnie, per cui ti consigliamo di valutare bene cosa succede quando il giro d’affari è consistente e magari, se non trovi la formula che fa per te, contattare il fornitore e studiare una soluzione personalizzata. Molte società lo fanno – molto dipende dal fatto che la tua proposta sia fattibile – e a quel punto ti ritroverai con un piano su misura che ti consentirà di ottimizzare i costi.

L’ e-commerce è certamente il campo che detiene il primato delle transazioni più alte e se poi la tua attività prevede più punti vendita e un negozio online, potresti arrivare a spendere molto di commissioni, sia per la tipologia di attività mista, sia per fatturato complessivo.

In rete ci sono soluzioni studiate ad hoc dette omnichannel che si occupano di integrare le diverse operatività in un’unica piattaforma, concordando la modalità di pagamento. Scopri quali sono al fine di evitare di gestire separatamente e con costi eccessivi tutta la contabilità.

COMMISSIONE PAGAMENTO POS: MIGLIORI LETTORI

axerve

axerve
5/5

mypos

mypos
3.7/5

sumup

sumup
3.6/5

zettle

zettle
3.5/5

Commissione esercente per pagamenti POS

Sono soprattutto le piccole attività di negozianti che offrono prestazioni a piccoli importi che lamentano i costi delle commissioni troppo alti, come i bar, le ferramenta, le edicole ecc. 

Per loro è stato consentito il rifiuto del pagamento digitale sotto i 5 €, ma è pur vero che un negoziante che invece consente ai propri clienti di pagare con le carte anche un caffè, risulta più appetibile. Molti si sono dotati di applicazioni che il cliente scarica sul suo smartphone e che l’esercente accetta anche per i piccoli importi. 

Queste app sono molto di moda e prevedono anche un cashback per il cliente ogni volta che decidere di spendere in quel locale. È un ottimo modo per fidelizzare la clientela.

Commissioni sui pagamenti POS per attività commerciali

Come abbiamo detto, i commercianti, sempre in guerra con le banche per le commissioni, hanno diversi modi per pagare meno. Innanzitutto uscire dal circuito bancario tout court e dotarsi di un POS portatile è già un’ottima soluzione. POS GPRS, Mobile POS e Soft POS sono alcune delle soluzioni disponibili, modulabili in base all’attività svolta.

Per esempio, se hai un ristorante, il POS mobile è certamente il tuo POS. Costa poco, sotto i 30 €, perché si tratta di un lettore carte che si collega a un software da installare sul tuo smartphone o PC. Potrai portarlo al tavolo del cliente e così non si genereranno code alla cassa. 

Allo stesso tempo ci sono molte offerte per questo tipo di POS con commissioni fisse e basse.

Chi ha il POS paga commissioni?

Non sempre, ovvero dipende dal tipo di POS e dal contratto stipulato. Se per esempio il POS è in comodato d’uso, si pagherà una piccola quota fissa e le commissioni potranno essere azzerate. Oppure se il professionista utilizza un Soft Pos, non pagherà nulla, a fronte di una serie di vincoli che andremo a spiegare più avanti.

come non pagare le commissioni pos

Chi paga la commissione del POS?

Sempre l’esercente o il professionista. Al cliente non vengono addebitati costi aggiuntivi e diffidate da coloro che vi chiedono un sovrapprezzo per i pagamenti digitali, perché sono fuori legge.

Come non pagare le commissioni POS?

Il comodato d’uso consente di non pagare le commissioni pagamento POS entro una certa soglia, come abbiamo visto. Alcune compagnie modulano il canone sul fatturato e, oltre una certa cifra, applicano delle commissioni sul transato eccedente.

Tuttavia c’è un altro modo per non pagare commissioni e si tratta dell’ultima novità in fatto di POS.

Se possiedi uno smartphone Android potrai scaricare un’applicazione che farà sì che il tuo dispositivo personale diventi un POS vero e proprio. Non pagherai nessuna commissione, ma il tuo transato finirà in un conto virtuale che dovrai necessariamente aprire e che però non prevede il deposito di denaro contante.

Se per te non è un problema, potrai poi trasferire il tutto sul tuo conto corrente in un secondo momento. Oltre al servizio, a tutti i clienti solitamente viene data una carta di debito, per ovviare al fatto di non avere il denaro in una banca classica.

All’occorrenza e per pagamenti NFC (Google Pay, Apple PAY ecc.) dovrai dotarti di un terminale esterno che però ha un costo, ma diventa necessario se per esempio devi lasciare il POS incustodito al cliente, per pagare al tavolo (non conviene lasciargli il tuo cellulare).

Questa è l’ultima frontiera dei Soft POS e vedrà certamente un incremento nel prossimo futuro, quando sarà disponibile anche per dispositivi iOS, perché al momento purtroppo non è possibile farlo funzionare se non sul circuito Android.

Commissione fissa con pagamenti POS: quale conviene?

Ci sono diversi aspetti da analizzare, in quanto in linea di massima le commissioni fisse non superano mai il 2%. Questo è vero per tutti i POS che propongono questo tipo di soluzione, di conseguenza gli aspetti da valutare sono altri, perché quello che cambia a questo punto è il costo del POS, del terminale fisico, e di eventuali altri costi fissi. 

Se per esempio vuoi acquistare un POS che abbia la commissione fissa all’1%, dovrai capire se il costo di acquisto può essere sostenibile, oppure valutare se ci sono dei modi per poter abbassare anche altri parametri.

Per esempio, un POS GPRS è decisamente il più completo, in quanto ha tutto il software a disposizione sul terminale, stampa gli scontrini e non necessita di altri dispositivi per poter funzionare. Questa tipologia è la più usata per esempio dai taxisti, dai corrieri, dagli ambulanti e da tutti coloro che necessitano di un POS portatile con una batteria che abbia una lunga durata. 

commissioni su pagamenti pos

Molti di questi terminali hanno commissioni fisse, molto basse sotto una certa soglia di fatturato, ma il costo iniziale per il device è piuttosto elevato e bisogna vedere quanto si riesce ad ammortizzarlo. Un buon POS GPRS parte dai 120 € e può costare fino a 300 €.

Allo stesso tempo è vero che i POS mobili hanno commissioni più alte, tuttavia eliminando i costi di canone (per molti), si riesce ad avere un lettore per meno di 30 €.

Tutto dipende quindi dal tipo di attività che svolgi, perché per esempio un POS mobile per un professionista che gira le case dei clienti per lavoro non dovrà mai trovarsi col terminale scarico – cosa che può accadere se ti si scarica il cellulare e il tuo POS non potrà più essere operativo.

In questo caso, quindi, conviene dotarsi di un POS GPRS in comodato d’uso che azzera le commissioni e per il quale non dovrai spendere un solo euro per acquistarlo.

La batteria di questi POS per esempio è sempre molto potente, perché studiata per durare tutto il giorno senza bisogno di essere ricaricata.

Se poi il tuo lavoro consiste nell’accettare piccoli importi e questi sono in realtà prevalenti sulla totalità del tuo transato, non sarà così fondamentale la commissione fissa, perché come abbiamo spiegato inizierà a essere applicata soltanto oltre i 10 €. 

Un POS mobile per esempio sarà molto utile in una panetteria, perché avrà a disposizione una base di ricarica per il device di supporto (il tuo smartphone o un tablet) e che costerà molto poco anche all’inizio, quando dovrai acquistarlo, per pochi euro.

In conclusione, abbiamo visto come le commissioni sono variabili e dipendono da una serie di fattori. 

Non sempre è possibile azzerarle, ma ciò che devi considerare è quale costo per te fa la differenza: non è detto che azzerare le commissioni sia l’unica strada per risparmiare, così come non è scontato che non pagare un canone sia conveniente. 

Valuta bene anche il tuo fatturato e leggi sempre con cura i set informativi e le clausole “nascoste”, in modo da non avere delusioni successivamente. Molti produttori offrono anche servizi personalizzati: fai una ricerca online e ne troverai molti. Sfrutta il fatto che fino alla fine del 2021 ci sono degli incentivi interessanti e considera che, qualunque sarà la tua scelta, consentire ai tuoi clienti di poter pagare anche piccoli importi con la carta sarà certamente un modo per fidelizzarli e acquisirne di nuovi.

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