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Come Uscire Dai Debiti: Ecco Tutte Le Possibilità Nel 2021

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Come uscire dai debiti? Se ti stai facendo (purtroppo) questa domanda, hai trovato l’articolo giusto!

Prima di proseguire nell’analisi, però, dai uno sguardo alla tabella con i migliori servizi di consulenza finanziaria che ti supporteranno nel capire come uscire dai debiti.

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L’indebitamento eccessivo è uno dei primi effetti derivanti dalle crisi finanziarie. La pandemia ha acuito questo problema che comunque non si è mai del tutto affievolito, perché siamo giunti alle porte del 2020 con ancora gli strascichi della grande crisi del 2008: molte aziende sono fallite, molti consumatori non riuscivano più a onorare i propri debiti e tutto questo è accaduto in un sistema che ha sempre promosso l’indebitamento, per i grandi profitti che genera.

Coloro che hanno retto all’onda d’urto di quegli anni, con fatica si stavano riprendendo, quando è arrivato il colpo di grazia. Negli anni del fallimento dei mutui subprime, la reazione degli Stati è stata quella di imporre l’austerity a coloro che si trovavano in difficoltà.

È arrivata la Troika per la Grecia, che ne ha devastato l’economia già fragile, e le banche hanno deciso di chiudere l’accesso al credito anche per coloro che fino a quel momento non avevano mostrato grosse criticità. Questo approccio nel tempo si è rivelato fallimentare, perché non ha prodotto crescita e in Italia si è pensato di porre un freno alle conseguenze drammatiche di questa situazione con l’approvazione della legge 3/2012, detta anche “legge anti suicidi”, attiva ancora oggi (ne parleremo diffusamente).

Visti gli esiti prodotti dall’austerity, quando è stata ora di affrontare la crisi economica prodotta dalla pandemia, la reazione è stata opposta: tutti gli Stati hanno deciso di fare più debito e intervenire direttamente con sostegni alle famiglie e alle imprese e il risultato è il PNRR, condiviso da tutta l’UE, e una ripresa nel nostro Paese del 6%.

Vediamo quindi quali sono gli strumenti per poter uscire dai debiti, o perlomeno ridurli, quando ci troviamo in una situazione apparentemente senza via d’uscita.

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Come uscire dai debiti in modo onesto

I motivi per cui ci si indebita possono essere molti: la perdita del lavoro, un drastico calo del fatturato, una previsione eccessivamente ottimistica dell’andamento dei propri affari, una naturale inclinazione a indebitarsi.

Nessuno di questi casi costituisce reato, tuttavia il senso di colpa legato nell’avere difficoltà economiche, porta molto spesso ad azioni sconsiderate che non fanno altro che peggiorare la situazione. Ci sono persone malavitose che naturalmente approfittano della disperazione di chi si trova in difficoltà e propongono prestiti impossibili da restituire, per i tassi di interesse criminali, facendo cadere la vittima in una spirale senza via d’uscita.

Quindi se ti trovi in una situazione difficile, non mettere in campo soluzioni fai da te, ma rivolgiti a professionisti seri che realmente possono aiutarti, perché sono competenti e non hanno nessuna intenzione di approfittare della tua disgrazia.

Uscire dai debiti: come fare?

Le strade per uscire dai debiti sono diverse e dipendono dalla situazione che stai affrontando.

Se ti ritrovi con molte rate da pagare e ritieni che alla fine del mese non ti resti più molto da spendere, puoi provare a rivolgerti a una finanziaria che operi il consolidamento debiti.

Si tratta di un finanziamento particolare, o meglio, di un rifinanziamento che si propone di chiudere tutti i tuoi debiti in essere, per consentirti di pagare una sola rata, di importo accessibile per le tue finanze, allungando anche i tempi di ammortamento. Questa soluzione però è rivolta a coloro che ancora non sono stati iscritti come cattivi pagatori nelle centrali di rischio, a meno che tu non abbia una stipendio, derivante da un contratto a tempo indeterminato, dal quale è possibile attuare la cessione del quinto.

La finanziaria attingerà, direttamente dalla tua busta paga e ogni mese, la rata pattuita e non ci sarà nessuna valutazione del merito creditizio, in quanto questa tipologia di prestito è ritenuto a rischio zero dagli istituti di credito. L’unica tutela che metteranno in atto sarà quella di farti sottoscrivere una polizza per il rischio da perdita del lavoro, il cui importo sarà contenuto nella rata che andrai a pagare.

Gli interessi per il consolidamento debiti sono sempre un po’ più alti rispetto ai finanziamenti classici e si attestano intorno al 12%: questo avviene perché per diminuire l’importo delle rate, è necessario allungare i tempi.

Se invece sei un cattivo pagatore e non disponi di una retribuzione fissa (perché hai un’azienda o sei un lavoratore autonomo) potrai eventualmente avvalerti di un garante, l’importante è che tu sia certo di riuscire ancora a pagare una piccola rata. Altrimenti c’è una seconda possibilità, come vedremo nel prossimo paragrafo.

Come uscire dai debiti e risparmiare soldi

Parliamo ora di chi non può mettere in atto o risulta insufficiente il consolidamento debiti.

In apertura abbiamo parlato della Legge 3/2012, che si rivolge alle persone fisiche (lavoratori, pensionati e disoccupati), piccoli imprenditori non fallibili, lavoratori autonomi, professionisti, aziende agricole e start-up.

Specifichiamo che per essere ritenuti “non fallibili” non si deve aver superato il fatturato di 200.000 euro, mentre il debito non può aver superato i 500.000 euro e il patrimonio aziendale i 300.000 euro: il tutto nei tre anni che precedono la richiesta di procedura con Legge 3.

In che cosa consiste? Si tratta di ristrutturare il debito, andando a ridurre drasticamente gli importi con i creditori, per consentire un nuovo pagamento che sia in linea con le disponibilità economiche del debitore, il quale dovrà poter avere il necessario per condurre una vita dignitosa. A seconda della situazione oggettiva, molti debiti potranno essere del tutto cancellati in modo definitivo. Stiamo parlando dell'”esdebitazione del sovraindebitato”, che consiste anche nel sospendere pignoramenti, rate e cessioni del quinto.

La procedura prevede un passaggio in un Tribunale competente con una sentenza del giudice, ma non preoccuparti perché non ti costerà una fortuna. Vediamo passo passo come fare.

  1. Contatta un professionista: non fare le cose in solitudine perché con una ricerca online in merito alla Legge 3, ci sono molti studi legali che si occupano esclusivamente di questo. Non ti consigliamo nemmeno un avvocato generico, perché potrebbe non essere aggiornato su tutto ciò che serve.
  2. Dovrai esibire la tua situazione reddituale (per le aziende, quella aziendale e la tua personale), fare una visura presso le principali centrali di rischio e raccontare la tua storia di debitore. È molto importante che emerga il fatto che non ci sia dolo, ovvero il tuo indebitamento non deve risultare intenzionale (per esempio accedere a un finanziamento con lo scopo di non pagarlo, magari mostrando requisiti inesistenti).
  3. In base alla documentazione presentata, il tuo consulente presenterà una richiesta all’Organismo di Composizione della Crisi, il quale nominerà un Gestore. È possibile presentare una richiesta anche autonomamente, tuttavia un buon progetto ha maggiori possibilità di essere accolto: ecco perché è meglio richiedere l’intervento di esperti. In secondo luogo, quando sarà necessario presentarsi in Tribunale, avrai bisogno di un avvocato. Gli studi che curano queste problematiche sono provvisti di tutte le figure necessarie ad intervenire.
  4. Una volta nominato il Gestore, questo raccoglierà tutta la documentazione fornita, la verificherà e, se la riterrà idonea, l’inoltrerà al Tribunale. In caso di criticità chiederà eventualmente una revisione per renderla fruibile.

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Una volta che ci sarà il pronunciamento del giudice, e raramente è sfavorevole se il progetto è ben presentato, a quel punto non solo i tuoi debiti saranno estremamente ridotti quando non del tutto eliminati, ma ci sarà anche una riabilitazione che cancellerà le segnalazioni alle centrali di rischio (non sarai più un cattivo pagatore) e potrai nuovamente avere accesso al credito.

I costi generali sono quelli delle cancellerie dei Tribunali e vanno dai 90 ai 200 euro a seconda delle modalità di presentazione e, a quel punto, ci sarà solo più l’onorario dello studio legale al quale ti sei affidato, che verrà inserito e diluito nel piano di ristrutturazione del debito approvato dal Tribunale.

Per evitare qualsiasi controversia richiedi sempre un preventivo che sia chiaro ai professionisti che si occuperanno delle tue pratiche, perché non vorresti mai avere problemi nel pagare gli avvocati, oltre ai debiti che stai cercando di smaltire!

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Come uscire dai debiti aziendali?

Abbiamo spiegato che la legge 3 è applicabile anche alle aziende che non siano passibili di fallimento. Tuttavia, prima di accedervi, potresti chiedere l’aiuto ai professionisti che si occupano di crisi aziendali, i quali non intervengono soltanto con i creditori, ma individuano le criticità e ti aiutano a risollevarti da un periodo difficile.

Un metodo che utilizzano gli esperti del settore consiste nel proporre una riduzione dei tuoi debiti con il saldo e stralcio, in parole povere “pochi, maledetti e subito”: molto spesso i creditori stessi sanno perfettamente che probabilmente non riusciranno mai a ricevere l’intera cifra che spetta loro, per cui la proposta è quella di pagare una cifra inferiore, ma in un’unica soluzione.

Generalmente viene accettata! Perché ha anche un effetto psicologico da non sottovalutare. Naturalmente dovrai essere in grado di pagarla quella cifra, accordati quindi con il tuo consulente per decidere fino a che punto riesci a chiudere qualcosa, in modo da destinare il tuo budget a più creditori con una cifra contenuta.

In ultima analisi ci sono i prestiti dedicati alle aziende con la garanzia dello Stato: è vero si tratta comunque di un debito, tuttavia, quando non si hanno i requisiti, diventa difficile accedere al credito e il Fondo Garanzia imprese interviene coprendo il finanziamento al 100% fino a 30.000 euro, e fino all’80% per cifre più elevate.

Questi prestiti sono stati molto utili durante le chiusure dovute alla pandemia e sono ancora attivi per coloro che ne avessero bisogno. Per esempio, se sei stato riabilitato dalla Legge 3, ma ti serve liquidità per poterti rimettere in piedi, questa può essere una soluzione praticabile: non avrai bisogno di alcun requisito perché garantisce lo Stato, tuttavia solitamente se si è cattivi pagatori questo non viene comunque concesso. Grazie alla Legge 3 non avrai più questo problema e potrai accedervi tranquillamente.

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Come uscire dai debiti con le banche?

Il saldo e stralcio è una delle pratiche più utilizzata ed è valida sia per le banche che per eventuali società di recupero crediti. Con quest’ultime solitamente è ancora più facile accordarsi (anche se magari cambiano spesso), perché solitamente accettano anche di ricevere una cifra inferiore, non necessariamente in un’unica soluzione ma anche in un certo numero di rate, le quali però non potranno mai essere troppe: non è un nuovo finanziamento, non accetteranno mai un piano decennale, tuttavia fino a una decina di rate è spesso possibile accordarsi.

Dipende comunque dall’entità del debito e delle rate naturalmente. Attenzione a quando si hanno debiti in comune: se per esempio un mutuo è stato concesso a tre soci, se uno soltanto effettua un saldo e stralcio, il restante debito (che il socio che ha fatto l’accordo non dovrà più pagare) potrà essere richiesto in solido e per intero a ognuno dei soci rimanenti: ecco perché è sempre bene che il saldo e stralcio venga fatto con la presenza di tutte le parti coinvolte.

Per tua conoscenza, ti diciamo che i debiti con le banche si prescrivono dopo dieci anni dall’ultima notifica. Cosa significa? Se il tuo debito risale al 2020 si prescriverà nel 2030, tuttavia la prescrizione viene interrotta nel momento in cui ci fosse una nuova comunicazione. Se nel 2025 tu dovessi ricevere una raccomandata che ti richiede il rientro del debito, la prescrizione si interromperà e il conteggio dei dieci anni ripartirà da quella data.

Come uscire dai debiti con le finanziarie?

Le finanziarie sono le principali erogatrici del consolidamento debiti: se sei un buon pagatore della tua finanziaria ma hai altri debiti che non riesci più a pagare, potresti richiedere una rinegoziazione del tuo finanziamento che comprenda anche gli altri creditori e trasformare il tuo prestito in un consolidamento, con una nuova rata più bassa e che ripagherà anche gli altri tuoi debiti in essere.

Se invece hai un mutuo e altre rate che ti pesano, puoi richiedere a una nuova banca il mutuo consolidamento debiti, con cui si prevede un nuovo mutuo e della liquidità aggiuntiva che può essere utile per pagare i debiti diventati insostenibili.

Come abbiamo visto le soluzioni ci sono, basta conoscerle e affidarsi a professionisti del settore, perché sono in grado di trovare le soluzioni migliori facendoti ritrovare la serenità perduta. Capita a tutti di trovarsi in difficoltà, ma ciò che agli occhi di chi si trova nei guai può sembrare un problema insormontabile, per coloro che si occupano di queste problematiche non c’è nulla di irrisolvibile. Da evitare quindi privati che offrono denaro senza garanzie e a tassi di interesse impossibili, perché non fanno altro che peggiorare la situazione di chi ha già dei problemi.

come uscire dai debiti aziendali

In ultima analisi, se sei riuscito a chiudere i tuoi debiti senza passare dalla Legge 3, magari con il saldo e stralcio, è possibile che la segnalazione alle centrali di rischio permanga ancora. Ciò che puoi fare, nel caso in cui avessi bisogno di accedere a un nuovo finanziamento, è quello di chiedere una visura della tua situazione e, se sei certo di aver chiuso quel debito, inviare la ricevuta del pagamento alla centrale e richiedere eventualmente una liberatoria.

Può accadere infatti che molte banche neghino mutui e finanziamenti nuovi per questo motivo, ma con la documentazione adeguata non dovrebbero esserci più problemi. Fai quest’operazione prima di inoltrare la richiesta per qualunque prestito, perché un nuovo rifiuto verrà segnalato e rimarrà nel database per qualche mese. Evita quindi di essere fermato senza un motivo valido e anticipa la valutazione del tuo creditore con questo stratagemma.

A prescindere da tutto è sempre bene conoscere la propria posizione di debitore e molti non sanno che anche la richiesta di consolidamento può essere rifiutata per motivi strettamente burocratici, o perché ci sono degli errori, oppure ancora perché è sufficiente aspettare un mese o due prima di accedere nuovamente al credito.

*La Società specifica che tutti i servizi sono offerti da Difesa Debitori Spa, o da aziende partner, che si riservano la preventiva valutazione di fattibilità della pratica, valutando l’analisi patrimoniale e reddituale del cliente in rapporto allo stato della procedura e rimanendo, in ogni caso, esclusa qualsivoglia garanzia di raggiungimento del risultato trattandosi di obbligazione di mezzi e non di risultato.

É espressamente concordato che qualsivoglia accordo di ristrutturazione del debito, transazione giudiziale o stragiudiziale, definizione dei rapporti a saldo e stralcio, eventualmente raggiunti dalla Società con i terzi creditori, direttamente o tramite professionisti delegati, saranno da quest’ultima puntualmente sottoposti all’attenzione ed al vaglio del cliente debitore e della società creditrice, cui è lasciata piena facoltà di aderirvi o meno.

A tal proposito, il cliente è informato che nell’ipotesi di definizione del debito a saldo e stralcio, egli sarà segnalato a sofferenza avanti la Centrale Rischi dell’ente creditore, relativamente alla quota di debito non pagato. Le informazioni della Centrale Rischi possono essere consultate dagli intermediari al massimo per il periodo relativo agli ultimi trentasei mesi, mentre il soggetto segnalato può accedere alle informazioni che lo riguardano senza alcun limite temporale.

La Società invita, prima di assumere qualsiasi decisione commerciale, a prendere visione delle condizioni generali e delle tariffe del servizio offerto, raggiungibili alla pagina www.difesadebitori.it. I casi sopra-citati sono solo alcuni esempi dell’attività svolta ma non costituiscono garanzia di raggiungimento del medesimo risultato per i casi futuri.

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