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Carry Trade: Cos’è, Come Funziona E Migliori Piattaforme Del 2021

carry trade

Se ti stai chiedendo cosa sia la strategia carry trade, allora sei nel posto giusto!

Con la diffusione del trading online, il mercato delle valute Forex ha dimostrato una versatilità inaspettata, grazie alle molte possibilità che offre.

Lo scambio di moneta in realtà è la pratica in borsa più antica del mondo. Tuttavia, con l’apertura del trading all'”uomo della strada”, la diffusione e il successo di questo strumento sono diventati via via più crescenti, perché ha dimostrato di saper offrire soluzioni e occasioni di investimento sempre diverse e innovative, come il carry trade che andremo ad analizzare in questa guida.

Fino a poco tempo fa, questa fetta di mercato era riservata esclusivamente a clienti istituzionali, di conseguenza c’erano già broker che se ne occupavano.

Verso la fine degli anni ’90 però, grazie alla diffusione di internet, grandi società finanziarie hanno cominciato a utilizzare sempre più queste piattaforme, proprio perché necessitavano di valute estere per far fruttare i loro investimenti.

Successivamente questo “movimento” ha fatto sì che il mercato si aprisse anche ai piccoli investitori, portando il Forex trade a raggiungere la cifra di 6000 miliardi di dollari di volume d’affari giornaliero.

Prima di proseguire, di seguito trovi una tabella con le principali caratteristiche dei migliori broker per fare carry trade, la nostra valutazione e il link al sito ufficiale.

Migliori broker carry trade

Carry trade definizione: cos’è

All’interno del mercato Forex, il Carry Trade è uno dei molti investimenti possibili da realizzare sul mercati finananziari internazionali.

Col termine “carry” in Inglese si indica l’azione di muovere, spostare (da una parte all’altra) ed è quello che concretamente accade con questo tipo di operazione.

Di fatto il carry trade consiste nel farsi prestare denaro in una data valuta, per poi investire lo stesso in altri prodotti finanziari, titolati in altre valute, allo scopo di ottenere un rendimento superiore ai tassi di interesse e al costo totale del finanziamento richiesto.

In che cosa consiste quindi il profitto? Nello spread che si viene a creare fra rendimento dei titoli acquistati e costo iniziale del prestito.

Solitamente sul Forex le valute viaggiano in coppia, determinando il cosiddetto swap: i broker impostano già le monete con differenziale vantaggioso, che l’investitore può da subito verificare.

In alcuni casi, il broker aggiunge già le commissioni affinché sia possibile avere un prospetto chiaro di quello che dovrà essere il profitto, al netto dei costi di gestione (che nel caso specifico non dovrebbero mai essere eccessivi, altrimenti c’è qualcosa che non va).

Gli investimenti che poi si vanno a realizzare solitamente verso i titoli di Stato.

Il motivo è molto semplice: hanno rendimenti alti e sono sicuri. Tuttavia i rischi ci sono e non vanno sottovalutati. Prima di investire con questa modalità è infatti necessario essere molto scrupolosi nel comprendere gli andamenti delle decisioni delle Banche Centrali, soprattutto prestando attenzione agli incontri di politica monetaria di ogni Paese, in quanto è sufficiente un cambio, anche poco significativo, di un tasso di interesse in senso negativo, per trasformare l’investimento in una perdita e se il tuo capitale è cospicuo, questa può essere anche ingente.

carry trade and momentum in currency markets

Un metodo per incrementare più velocemente il profitto di queste operazioni consiste nelle leve finanziarie (leverage): ovvero prodotti che è risaputo possano esporre maggiormente la coppia di valute selezionate.

Allo stesso tempo però a una maggiore spinta può corrispondere un maggior rischio, in quanto il leverage può far perdere profitti altrettanto velocemente.

Tutto il Forex è un mercato volatile, ecco perché bisogna valutare bene il proprio livello di esposizione: usate quindi le leve se siete investitori particolarmente esperti e consapevoli di quanto possono rischiare.

Se sfruttato in modo classico invece, il carry trade rappresenta un investimento lento e a lungo termine, proprio perché passivo, e se ci si accontenta dei margini previsti inizialmente, può dare buoni frutti.

Carry trade esempio

Per poter ottenere profitti da un’operazione di carry trade è fondamentale che le valute scelte mantengano un rapporto stabile nel periodo compreso fra il momento in cui viene sottoscritto il prestito e la sua restituzione.

Ecco perché si dovranno scegliere valute di Paesi che abbiano una stabilità politico-economica tale per cui si possano evitare quelle oscillazioni, o cambi repentini, che potrebbero ridurre, quando non azzerare, i margini di guadagno.

Vediamo quindi con qualche esempio come si può operare in questo metodo, riportando quelli che sono stati investimenti di successo.

Particolarmente emblematico è il caso dello scambio yen/dollaro. Prendere un prestito in yen, negli ultimi anni è risultato molto vantaggioso per i bassi tassi di interesse applicati. I fondi venivano poi investiti in mercati azionari in crescita oppure in titoli di Stato ad alto rendimento, come quelli degli Stati Uniti che arrivano fino al 3%.

carry trade strategia

Tuttavia il meccanismo che sta alla base di queste operazioni è rischioso per un motivo: una moneta alla quale vengono applicati tassi di interesse bassi avrà una possibilità di deprezzamento inferiore rispetto alle aree che applicano tassi più alti, in quanto quest’ultimi saranno inevitabilmente destinati a scendere.

Se però lo Stato in questione non sfrutta questo vantaggio e decide di immettere più denaro aumentando l’inflazione, la moneta non ce la farà mai ad acquisire questo vantaggio ed è quello che è successo al Giappone, sempre più drenato oltretutto da una richiesta di scambi sempre più insistente.

Al momento, non è più così sicuro investire con la moneta giapponese, in quanto la situazione precaria potrebbe far prendere decisioni anche improvvise, come è già accaduto, con un rialzo dei tassi che hanno portato immediatamente a una svalutazione delle valute concorrenti.

Un esempio attuale invece riguarda altre valute come quelle di Canada e Messico: effettui un prestito con il dollaro canadese il cui tasso di interesse è all’1,75%, poi lo investi in titoli usando il peso messicano, i cui tassi sono al 7,25%.

Facendo la differenza con una semplice sottrazione, il risultato sarà il tuo profitto. In questo caso, il 5,5%.

Naturalmente sul profitto finale incidono: l’ammontare del tuo investimento e le commissioni della banca o del broker per mezzo dei quali avrai intrapreso l’operazione. Come abbiamo anticipato, alcuni siti rendono già note le percentuali che dovrai considerare.

Miglior broker carry trade

Carry trade strategia

A questo punto abbiamo compreso quale sia la chiave del carry trade: il tasso di interesse.

Per poter impostare una strategia efficace è necessario conoscere la situazione delle percentuali applicate a livello internazionale. A questo scopo sono disponibili delle tabelle che vengono aggiornate costantemente.

Lo scambio fra valute diverse si chiama swap valutario e può essere articolato in diverse formule: l’interest rate swap, il currency swap, l’equiti swap e il commodity swap.

Sono tutti contratti che si basano su differenziali di tassi di interesse, ma modulati in modo diverso su tassi fissi e variabili e soprattutto con garanzie e rischi di tipo diverso.

Carry trade ETF

Nella galassia del carry trade, il più utilizzato, per la sua semplicità e il rischio moderato che presenta è il currency trade, di cui esistono varie tipologie.

Una di queste è costituita dagli ETF (Exchange Traded Funds): si tratta di fondi o SICAV che comportano commissioni basse di gestione, in quanto si propongono di replicare fedelmente il Benchmark azionario.

Cos’è il Benchmark? È l’indice dell’andamento del mercato di riferimento di un fondo.

Gli ETF possono trovare sul Forex e sono regolamentati dalla Borsa Italiana esattamente come il resto delle azioni. Il mercato di riferimento si chiama ETFplus ed è attivo in Italia dal 2002, pur essendo nato molto prima, negli USA, all’inizio degli anni ’90.

Vediamo di seguito quali sono le caratteristiche degli EDF e perché hanno tanto successo:

carry trade etf

  • elementarità: come abbiamo detto, non c’è molta strategia dietro questi strumenti, il cui profitto deriva da interessi passivi. La velocità con la quale si possono sottoscrivere consente all’investitore di esporsi immediatamente al mercato con due formule: una è semplice e diretta e si allinea subito al mercato azionario di riferimento, l’altra è più strutturata e si avvale di leve con obiettivi a breve e lungo termine
  • accessibilità: si trovano facilmente sui siti Forex e possono essere sottoscritti da chiunque anche presso la propria banca
  • rapporto rischi/benefici: con gli ETF non ci sono segreti, in quanto l’investitore sa già in partenza quali sono i rischi e gli eventuali profitti del proprio investimento, proprio perché è sufficiente replicare ciò che viene aggiornato costantemente in tempo reale dall’andamento del mercato.
  • versatilità: gli ETF hanno essenzialmente due vantaggi. Il primo consiste nella possibilità per l’investitore di rimodulare il proprio investimento in base all’andamento della Borsa. Per esempio, è possibile cambiare il proprio obiettivo, utilizzando il leverage, oppure modificandone l’arco temporale. Il secondo riguarda la scadenza: gli ETF non ne hanno alcuna e possono essere portati avanti con la formula che più si ritiene idonea
  • commissioni: trattandosi di uno strumento passivo, non necessita di grandi strategie e può fare a meno dei costi di gestione che solitamente vengono imposti da analisti e broker
  • capitale al sicuro: anche nel caso di fallimento della società che gestisce gli ETF, questi sono di esclusiva proprietà dell’investitore. Pertanto non ci sono pericoli se chi si occupa dell’emissione del carry trade dovesse fallire

Carry trade index

Per index si intende un segmento della Borsa, una frazione di mercato che segue esclusivamente l’andamento di una serie di titoli raggruppati in base a criteri di riferimento.

Scegliere degli indici è il miglior modo per investire col carry trade, in quanto sarà molto più semplice seguirne l’andamento.

Per investire correttamente sarà necessario selezionare un broker online. Ce ne sono centinaia sul web, ma facendo una ricerca semplice sui motori di ricerca più noti, scoprirai subito quelli che sono ritenuti più affidabili sul mercato.

In ogni caso, per individuare quali sono i broker per indici più accreditati, sarà necessario verificare che dispongano di licenze.

Queste sono due:

  • CySEC: licenza che proviene da Cipro, Paese che offre opportunità di scambio molto convenienti a tassi abbordabili. Se il broker prescelto ha questa licenza, fidati senza problemi
  • FCA: è quella inglese. Attualmente si trovano pochi broker che la utilizzano dopo Brexit e tutte le difficoltà che ne sono derivate. Tuttavia è assolutamente rispettabile e non presenta criticità

In ogni caso, per effettuare la tua scelta, controlla che le licenze siano rilasciate da enti come la CONSOB (ogni Paese è dotato di un organismo analogo). Non fidarti di licenze extra-europee in quanto risulta complesso verificarne le certificazioni.

Carry trade Forex

Il carry trade viene sviluppato essenzialmente sul mercato Forex, che trova il suo habitat naturale in quanto gli scambi sono già venduti in coppia. Non ci sarà nemmeno bisogno di disporre di valute differenti sul proprio conto, in quanto si occuperà di tutto il broker di riferimento.

Per trovare i carry trade dovrai cercare i titoli swap che saranno già strutturati per mostrarti quali sono i tassi di cambio, l’andamento in tempo reale e il tuo guadagno.

Tutte le operazioni si chiudono a fine giornata: il broker provvederà a rendicontare la tua posizione per riaprirla il giorno successivo, accreditandoti guadagni o perdite, a seconda delle oscillazioni delle valute.

Insieme ai profitti o le perdite che derivano dalla giornata di scambi, verranno accreditati anche i costi della gestione che, come abbiamo detto, non sono mai elevati, per questo tipo di investimento.

Per poter correre il minor rischio possibile e ottenere il massimo da uno swap, ci sono alcuni trucchi che possiamo mettere in pratica.

carry trade formula

  1. Seleziona lo swap con lo spread più alto: è quello che ti fa guadagnare di più;
  2. Scegli le coppie inserite nei trend;
  3. In base al rischio, decidi quando fermarti e porre fine al trade;
  4. Controlla il tasso di interesse: un Paese può decidere di cambiare i propri tassi da un momento all’altro, in basi a decisioni politiche. Ecco perché dovrai seguire la politica economico-finanziaria delle singole nazioni di riferimento.

Carry trade formula e calcolo

Come abbiamo anticipato, la formula per calcolare il profitto di uno swap consiste nel sottrarre il tasso di cambio più conveniente da quello più basso: il differenziale sarà il tuo guadagno.

Tuttavia ci sono molte variabili che devono essere prese in considerazione.

Innanzitutto la volatilità del Forex. Naturalmente molto dipende dall’entità del tuo investimento che, se cospicuo, può anche registrare grosse perdite con una minima oscillazione dei tassi.

Perciò tieniti sempre informato e aggiornato con le pubblicazioni che trovi in rete sui siti specializzati e sui quotidiani finanziari. Esistono online anche delle demo e dei corsi per provare a fare delle simulazioni e aiutarti a sentirti più sicuro.

In secondo luogo, questa è una strategia remunerativa se pensata con una scadenza a lungo termine, ma va gestita in modo molto attento.

Il consiglio è di non considerare il carry trade l’unico veicolo per i propri investimenti, ma di utilizzarlo come salvagente per proteggersi da altri tipi di operazioni, proprio perché non è prevista una scadenza definitiva.

In conclusione, il giudizio sul carry trade è positivo, soprattutto perché consente, anche ai neofiti e a coloro che non dispongono di grossi capitali di avvicinarsi al mondo degli investimenti, sia perché le azioni possono essere acquistate singolarmente e non ci sono limiti, sia perché non ci sono costi eccessivi di spese di gestione.

L’importante è cercare di considerarlo per quello che è: uno strumento passivo che può dare frutti nel tempo, senza esagerare con il leverage e senza aspettarsi profitti esagerati in prima battuta.

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