Broker Sostituto D’Imposta: Come Funziona? Guida ai Migliori del 2020

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Stai cercando informazioni sui migliori broker sostituti d’imposta? Sei nel posto giusto!

In questa guida scoprirai quali sono le principali caratteristiche e i vantaggi dei broker sostituti d’imposta per fare trading online che abbiamo selezionato, tra le decine di opportunità che il mercato propone in questo settore.

Migliori broker sostituto d’imposta: elenco, recensioni, confronto e guida alla scelta

Miglior broker sostituto d’imposta: ActivTrades

ActivTrades (vai al sito ufficiale) può essere considerato come uno dei pionieri del settore del trading online. Alla base, come per ogni broker di qualità che si rispetti, troviamo la regolamentazione FCA per quanto riguarda il Regno Unito e la SCB per le Bahamas. Nel nostro Paese invece, la succursale della società è registrata con il n.97 presso la Consob. Questi fattori sono molto importanti, perché permettono al trader di investire in sicurezza.

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Per aprire un account è necessario un documento d’identità valido, il codice fiscale o in alternativa la tessera sanitaria, e una prova per la residenza (ad esempio un’utenza pagata). Tutta la procedura potrà essere effettuata online. Fin dal 2012 il broker offre ai clienti italiani la possibilità di godere del Regime Amministrato. Ciò significa che la società, per quanto concerne la parte fiscale, agisce in qualità di sostituto d’imposta.

Il broker si avvale di piattaforme all’avanguardia per fare trading, come ActivTrader, MT4 e MT5, tutte disponibili sia via browser da pc, che attraverso le applicazioni mobili dedicate. Al pari di altri competitor prima di cominciare ad investire con soldi reali offre la possibilità di aprire un conto demo gratuito per testare le sue funzionalità e prendere confidenza con i fondamentali del trading stesso.

Broker italiano sostituto d’imposta: Directa

Directa è un broker totalmente italiano operativo dal 1996. Nel nostro Paese può essere definito come uno dei pionieri del trading, perché già nel 1998 rese disponibile la sua prima piattaforma per accedere alle borse mondiali via web. Ad oggi la società, cresciuta nel corso degli anni, conta circa 20.000 clienti. Per cominciare ad operare è possibile agire in due modi: apertura diretta o apertura indiretta.

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Con la prima possibilità la registrazione avviene totalmente online, quindi il cliente allaccerà un conto di contropartita. Con la seconda opzione invece prevede che il trader si rechi in uno degli istituti convenzionati con DIRECTA, che al momento sono oltre 200. Ad ogni modo, per l’apertura online è necessario caricare sulla piattaforma il proprio documento d’identità, il codice fiscale, e l’IBAN bancario.

La sede dell’intermediario è a Torino, e per questo motivo Directa può agire in qualità di sostituto d’imposta. Questo significa che i clienti possono beneficiare del Regime Amministrato. Ad ogni modo la scelta tra i due regimi, amministrato e dichiarativo, avviene direttamente in fase di apertura del conto, e anche in questo caso può essere cambiata una volta l’anno con validità da quello successivo.

Broker CFD sostituto d’imposta: Fineco

Fineco nasce come declinazione online di Unicredit nel 1999. Ad oggi i clienti del gruppo sono oltre 1.2 milioni, e tra i tanti servizi offerti troviamo chiaramente quello del trading online. Innanzitutto l’apertura del conto può avvenire secondo diverse modalità, sia per i privati che per i liberi professionisti. Sarà possibile quindi effettuare la procedura di registrazione sul portale web, oppure telefonicamente, o in alternativa in una filiale.

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Per tutte queste possibilità i documenti richiesti sono sempre i medesimi, quindi carta d’identità in corso di validità, e codice fiscale. In pochi minuti il conto sarà attivo. A differenza di altri competitors Fineco non offre l’opzione del conto demo gratuito. Questo significa che per il trader principiante il gruppo potrebbe non rivelarsi la scelta migliore. Dal momento che Fineco è una broker italiano, può agire come sostituto d’imposta.

La scelta tra Regime Amministrato e Regime Dichiarativo avviene nel momento dell’apertura del conto. La piattaforma proprietaria per tradare di Fineco può essere considerata come il suo fiore all’occhiello, e assume il nome di Power Desk. L’utilizzo può avvenire sia via browser che installando l’applicazione su pc. Assente invece l’app per dispositivi mobili.

Broker forex sostituto d’imposta: IG Markets

IG Markets ha sede legale a Londra, ed è attivo dal 1974. Parliamo dunque di una società con più di 40 anni di esperienza che permette di fare trading su 10.000 differenti mercati. La scelta può avvenire tra azioni, indici, Bitcoin, forex, e molto altro ancora. La sede italiana è a Milano, e nel nostro Paese il broker ha regolare registrazione presso la Consob, oltre che essere autorizzato ad operare dalla FCA di Londra.

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IG Markets offre ben 5 diverse piattaforme, con caratteristiche, difficoltà e peculiarità differenti. Variegata anche l’offerta di conti: standard, destinata alla fetta più grande di trader perché priva di costi, premium per i clienti con maggiori volumi operativi, e aziendali. Al pari di tutti i migliori broker con sede in Italia, anche IG Markets può agire come sostituto d’imposta.

L’apertura del conto, momento in cui sarà possibile scegliere anche il regime, se amministrato o dichiarativo, avviene totalmente online. È prevista anche la possibilità di testare le funzionalità della piattaforma attraverso l’utilizzo illimitato di un account demo gratuito. Tra l’altro questa opzione può tornare utile anche in un secondo momento per mettere a punto nuove strategie.

WeBank

WeBank è una banca online che fa capo al gruppo BPM. Parliamo di un altro istituto che ha fatto la storia del trading online in Italia, visto che è stato uno dei primi ad offrire una piattaforma online per operare. Due i profili attivabili con differenti piani di commissione: fisso e variabili. Al loro interno l’offerta si articola ulteriormente con 5 fasce. Ad ogni modo, apertura, mantenimento e chiusura del conto rimangono sempre gratuiti.

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In fase di apertura il trader potrà scegliere tra Regime Amministrato o Regime Dichiarativo, perché il broker grazie alla sede italiana può agire in qualità di sostituto d’imposta. Tra i tanti servizi offerti, troviamo anche la possibilità di utilizzare un account demo gratuito per muovere i primi passi in massima sicurezza. La piattaforma proprietaria T3 è disponibile solamente in versione desktop.

Nonostante il limite dell’assenza dell’applicazione mobile, tale piattaforma si rivela particolarmente funzionale, grazie alle molte opzioni per la personalizzazione. WeBank permette l’accesso a 20 borse in tutto il mondo, e tra i principali strumenti finanziari negoziabili troviamo azioni, obbligazioni, ETF, futures, ed altro ancora. Particolarmente efficace infine, anche il servizio assistenza, aspetto da non sottovalutare mai.

Broker sostituto d’imposta: cos’è

Il broker sostituto d’imposta è un broker operante nel regime amministrato. Ciò significa che provvede ad assolvere a tutti gli oneri fiscali in nome e per conto dei suoi clienti. In parole povere, le società che operano attraverso questo regime fiscale, sono in grado di trattenere le tasse da versare all’Erario, quindi il trader non dovrà fare nulla altro. Il sostituto d’imposta dunque, gestisce sia il calcolo che il versamento delle imposte.

Inutile sottolineare come questo rappresenti una gran comodità per il cliente, dal momento che non gli verrà richiesto di compilare alcun modulo legato al capital gain in fase di dichiarazione dei redditi. Nel nostro Paese le plusvalenze derivanti da operazioni di questo tipo sono tassate al 26%. Tale importo dunque verrà trattenuto automaticamente per ogni singola posizione chiusa positivamente.

In sintesi il trader non deve preoccuparsi di tutta la parte burocratica relativa agli aspetti fiscali, perché il profitto che avranno conseguito sulle piattaforme di trading online saranno già al netto delle tasse, dal momento che gli oneri fiscali saranno amministrati direttamente dal broker.

Come funziona un broker sostituto d’imposta

Come anticipato, un broker sostituto d’imposta si fa carico di tutta la parte burocratica della tassazione dei profitti del trader. L’aliquota del 26% prevista nel nostro Paese infatti, viene trattenuta direttamente alla fonte, e versata successivamente all’Erario. Al trader dunque, non viene richiesto nulla altro, e i suoi profitti saranno già al netto delle tasse. Dobbiamo precisare che oggi qualsiasi banca italiana opera in questo modo.

Al contrario, i broker con sede legale all’estero, non offrono questa possibilità. Ciò significa che operando nel regime dichiarativo, demandano al trader l’onere di dover dichiarare i propri profitti attraverso la dichiarazione dei redditi. Nel caso non ci fosse un commercialista alle spalle, probabilmente la scelta di un broker che agisce in qualità di sostituto d’imposta sarebbe la migliore da farsi.

Regime dichiarativo vs Regime amministrato

Al contrario di quanto spiegato per il Regime Amministrato, i broker con sede legale al’estero operano attraverso il Regime Dichiarativo. Questo significa che non svolgono il ruolo di sostituto d’imposta. Il trader dunque avrà l’obbligo di comunicare in maniera autonoma le rendite finanziarie in fase di dichiarazione dei redditi. I guadagni percepiti dall’investitore quindi, saranno lordi.

Di seguito le principali peculiarità del regime amministrato:

Guadagni netti. Le tasse vengono trattenute e successivamente versate dal broker.
Anonimato. Al trader è concesso l’anonimato per quanto concerne il monitoraggio fiscale esterno ed interno.
Compensazione. Le plusvalenze vengono compensate con le minusvalenze.

Nel Regime fiscale Dichiarativo la situazione cambia totalmente:

Guadagni lordi. Al trader vengono riconosciuti guadagni lordi, quindi sarà suo compito il versamento delle relative imposte attraverso la dichiarazione dei redditi.
Compensazione. Anche in questo caso è possibile la compensazione delle plusvalenze (profitti) con le minusvalenze (perdite).
Mancanza di anonimato. Per il trader è presente il monitoraggio fiscale, sia interno che esterno.

Broker sostituto d’imposta: vantaggi e svantaggi

Ora che le differenze tra i due regimi fiscali sono più chiare, è possibile determinare se un broker sostituto d’imposta conviene, e quali sono i principali vantaggi e svantaggi di questa opzione. Come detto, le banche italiane operano tutte in qualità di sostituto d’imposta, mentre i broker con sedi all’estero non offrono questa possibilità. In realtà, un broker sostituto d’imposta non è migliore di uno che non lo è, e viceversa.

Questo significa che la scelta andrà fatta secondo le tue necessità, ma anche sulla base del tuo grado di competenza. Un investitore che muove i primi passi nel mondo del trading online, probabilmente farebbe bene a scegliere un broker sostituto d’imposta. Difficilmente infatti queste figure cominciano ad operare avendo alle spalle un commercialista a cui fare affidamento per la parte fiscale.

Questo significa che se non hai le giuste competenze, il rischio di commettere qualche sbaglio è piuttosto alto, e come risaputo le conseguenze in questi casi sono piuttosto spiacevoli. Non tutti sono in grado infatti di compilare in maniera corretta una dichiarazione dei redditi. Chiaramente anche la scelta di un broker estero che non offre la possibilità del sostituto d’imposta non è da scartare.

Sono moltissimi gli operatori del mercato validi ed affidabili in questo senso, e l’importante è che siano autorizzati ad operare dagli organi dei rispettivi Paesi. Oltretutto, anche se non è una regola universalmente valida, molto spesso i broker esteri offrono condizioni leggermente più vantaggiose rispetto alle banche italiane, e risultano più innovativi sotto molti punti di vista.

Con questi presupposti dunque, probabilmente il miglior modo di agire potrebbe essere quello di muovere i primi passi con un broker con sede in Italia. In questo modo sarai sollevato da qualsiasi burocrazia legata all’aspetto fiscale, perché sarà la banca a farsi carico di trattenere l’aliquota del 26% prevista dalla legge italiana, per versarla allo Stato in nome e per conto tuo.

Nel momento in cui decidessi di cominciare a fare le cose sul serio invece, potresti avvalerti della consulenza di un commercialista, e ricorrere ad un broker estero. In questo modo i profitti liquidati dall’operatore ti verranno corrisposti lordi, e sarà il commercialista stesso ad occuparsi della compilazione del modulo della dichiarazione dei redditi dove verranno dichiarati appunto i tuoi guadagni derivanti dal trading online.

Strada facendo avrai modo di affinare infatti il modo in cui fai trading, grazie alla possibilità offerta da molti broker di aprire un conto demo gratuito. Si tratta di un account per cui non è necessario effettuare un versamento in denaro, e che ti permette di simulare tutte le operazioni tipiche del trading, oltre che di testare le funzionalità delle varie piattaforme. Comincerai dunque a tradare realmente nel momento in cui avrai raggiunto il giusto grado di consapevolezza.

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