Arbitraggio Criptovalute: Come Funziona? Quanto si Guadagna? Guida

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Anche uno dei beni digitali più diffusi come il Bitcoin viene scambiato a prezzi differenti a seconda dei mercati e degli exchange. Con questo presupposto, è del tutto logico pensare che tali differenze possano rappresentare delle opportunità di guadagno.

La considerazione non è certamente sbagliata, ma non è così semplice come invece potrebbe apparire a prima vista. Vediamo insieme come funziona nel dettaglio l’arbitraggio di criptovalute.

Di seguito trovi una tabella nella quale sono stati inseriti i migliori wallet per fare arbitraggio sulle criptovalute, le loro caratteristiche ed il link al sito ufficiale.

arbitraggio critpovalute: migliori wallet

Arbitraggio di criptovalute: i migliori exchange

Abbiamo detto come una delle variabili di maggior interesse quando si parla di arbitraggio di criptovalute è sicuramente quella dell’exchange. Di seguito una selezione dei migliori sul mercato.

Binance

L’exchange è considerato di diritto come uno dei migliori del settore. La società ha persino ideato una sua criptovaluta personale, denominata Binance Coin (BNB). Inutile sottolineare come questa moneta abbia suscitato non poco interesse da parte di moltissimi investitori, al punto di diventare una delle dieci a maggiore capitalizzazione del mercato. Binance (vai al sito ufficiale) nasce nel 2017, e in pochissimo tempo ha collezionato utenti provenienti da ogni parte del mondo. Il volume di scambi giornaliero tocca cifre davvero impressionanti. Una delle migliori scelte in assoluto.

Coinbase

Per qualsiasi appassionato di criptovalute è impossibile non aver sentito parlare di Coinbase. Si tratta infatti di una delle piattaforme più popolari di tutto il globo, fondata nel 2012, con sede in California a San Francisco. Tramite Coinbase è possibile operare con numerose criptovalute. Tra le principali ricordiamo Bitcoin, Ethereum, e Litecoin. Ad ogni modo, la società ha sempre dimostrato di saper stare al passo con gli sviluppi del mercato, inserendo di continuo nuove monete digitali. Tra le peculiarità più apprezzate di Coinbase troviamo sicuramente la sua velocità nelle transazioni.

Bittrex

Un altro exchange particolarmente apprezzato è Bittrex. Ad oggi il volume di scambi giornalieri sulla piattaforma supera i 160 milioni di dollari. Fondato nel 2013 da un ex addetto alla security Amazon e BlackBerry, Bittrex ha sede negli USA e ha come obiettivo quello di rendere la blockchain davvero accessibile a più persone possibili, cercando di conseguenza di sfruttare pienamente l’enorme potenziale del meccanismo. Al momento sulla piattaforma sono disponibili oltre 300 criptovalute, oltre ad una nutrita sezione formativa. Decisamente apprezzata è anche la facilità di utilizzo del software, che rende Bittrex utilizzabile anche dai meno esperti.

Kraken

Nato nel 2011, ad oggi è definito ancora l’exchange Bitcoin, dal momento che è stato uno dei primi ad operare nel settore delle criptovalute. La società ha passato qualche guaio sotto l’aspetto normativo, ma ad oggi le cose sembrano essersi sistemate, e sulla piattaforma sono presenti 20 criptovalute e più di 70 coppie cripto/fiat. Anche Kraken ha sede in California, a San Francisco, a differenza di altri operatori del mercato che solitamente hanno invece sede in Cina. Il volume di transazioni di Kraken gli permette di posizionarsi tra i primi 5 exchange al mondo, e offre caratteristiche e un sistema di commissioni particolarmente interessanti.

BitStamp

La società nasce nel 2011, quindi è una delle più antiche del mercato delle criptovalute. Sulla sua piattaforma è possibile acquistare moete digitali, ma grazie a funzionalità particolarmente evolute è possibile operare in maniera affidabile e sicura. Bistamp nasce in Slovenia con la finalità di soddisfare la clientela europea, ma nel 2013 ha inaugurato anche una sede nel Regno Unito, e una nel 2016 a Lussemburgo. Bitstamp è particolarmente apprezzata dai trader di livello medio che amano operare con Bitcoin e Ethereum. Ad oggi il volume di transazioni giornaliero supera i 700 milioni di dollari.

Poloniex

La società ha sede negli Stati Uniti, e offre funzionalità di trading davvero all’avanguardia oltre ad altissimi livelli di sicurezza per gli investitori. Nato nel 2014, poco tempo fa è stato acquisito da Circle, società statunitense con alle spalle addirittura Goldman Sachs. Grazie a questa operazione, Poloniex è stato in grado di ottenere tutte le necessarie regolamentazioni crescendo a dismisura, e in poco tempo è stato in grado di conquistare anche i mercati asiatici. Ad oggi Poloniex è considerato uno dei maggiori competitor di Binance e Coinbase, e per un exchange così giovane i volumi giornalieri di scambi sono davvero molto alti.

Hubi

La piattaforma è nota tanto per i suoi pregi quanto per i suoi difetti. Lanciato sul mercato solamente nel 2018, dopo solamente un anno è stato in grado di ottenere risulati davvero apprezzabili, al punto che nel 2019 il volume di scambi ha raggiunto i 400 miliardi di dollari. E questo risultato eccezionale è stato possibile nonostante sulla piattaforma siano presenti solamente 18 valute digitali e 34 coppie di cripto. I depositi effettuati sulla piattaforma sono gratuiti, e viene utilizzato un sistema di commissioni davvero molto concorrenziale. Questo tra l’altro è uno dei motivi principali per cui Hubi è amato da moltissimi trader nel mondo. Tra i principali vantaggi di Hubi troviamo la sua elevata liquidità, un sistema davvero affidabile e sicuro, una serie di servizi formativi dedicati ai trader principianti, moltissime garanzie sulla sicurezza, e un supporto clienti operativo 24 ore su 24, sette giorni su sette.

Okex

La società nasce nel 2014, e come la maggior parte degli exchange di criptovalute ha sede a Hong Kong. Alle spalle di Okex ci sono moltissimi investitori di un certo calibro, ma uno in particolare deve essere menzionato. Stiamo parlando di Tim Draper, che grazie ai suoi investimenti vincenti è stato in grado di far “risorgere” società come Hotmail, Baidu, e Tesla. Grazie alla piattaforma è possibile eseguire molto rapidamente scambi di criptovalute, e quella della velocità delle transazioni è una delle caratteristiche più apprezzate dai clienti. Ad oggi Okex viene considerato da molti uno degli exchange più importanti e migliori a cui affidarsi, e questo è confermato anche dal fatturato giornaliero che oltrepassa i 1,5 miliardi di dollari.

Cex.io

La società ha sede nel Regno Unito, e nasce nel 2013 a Londra. I primi tempi, situazione comune a tutti gli operatori del mercato, Cex.io si occupava solo ed esclusivamente di scambi Bitcoin e offriva la possibilità di fare mining. Basti pensare che l’exchange è arrivato a possedere, grazie alla sua grandissima potenza di mining, il 42% della potenza globale. Dopo due anni di attività di successo nel settore però, ha ripiegato su quello che è lo scambio di criptovalute. Con il passare degli anni Cex.io ha raggiunto standard di sicurezza davvero molto alti, e non a caso rientra tra quegli operatori per cui è necessaria la verifica dell’identità prima di poter comprare criptovalute. Questo è uno di quei fattori da non sottovalutare quando si sceglie a quale exchange affidarsi anche per fare arbitraggio. Particolarmente apprezzata dai trader di tutto il mondo è anche la semplicità di utilizzo della piattaforma, che la rende ideale anche ai trader principianti.

Kraken

Nato nel 2011, ad oggi è definito ancora l’exchange Bitcoin, dal momento che è stato uno dei primi ad operare nel settore delle criptovalute. La società ha passato qualche guaio sotto l’aspetto normativo, ma ad oggi le cose sembrano essersi sistemate, e sulla piattaforma sono presenti 20 criptovalute e più di 70 coppie cripto/fiat. Anche Kraken ha sede in California, a San Francisco, a differenza di altri operatori del mercato che solitamente hanno invece sede in Cina. Il volume di transazioni di Kraken gli permette di posizionarsi tra i primi 5 exchange al mondo, e offre caratteristiche e un sistema di commissioni particolarmente interessanti.

Arbitraggio di criptovalute: cos’è?

Per certi versi, l’arbitraggio di criptovalute non è differente da quello di valute tradizionali fiat. L’idea alla base di questa tecnica di investimento risiede sul possibile sfruttamento delle differenze di prezzo per il medesimo bene su mercati differenti. Entrando nel dettaglio, possiamo vedere che la definizione di arbitraggio prevede che vi siano acquisto e vendita simultanei di una determinata risorsa, con la finalità di trarne un profitto derivante dallo squilibrio di prezzo. In parole povere, si tratta di comprare basso e vendere alto.

I differenziali dei prezzi applicati dai differenti exchange criptovalutari possono essere in alcuni casi anche particolarmente sostanziali. Questo è il motivo per cui alcuni trader ritengono questa opportunità decisamente interessante. Le tipologie di arbitraggio sono due differenti:

  1. Arbitraggio regolare. In questo caso si fa riferimento all’acquisto e alla vendita del medesimo asset digitale su borse differenti con differenze di prezzo significative.
  2. Arbitraggio triangolare. In questa situazione sussistono differenze di prezzo tra tre diverse valute sul medesimo scambio. In altre parole si cerca di sfruttare i differenziali di prezzo mediante le varie conversioni.

Alcune società specializzate offrono evoluti strumenti destinati all’arbitraggio automatizzato di criptovalute, ma entrambi gli approcci possono rivelarsi potenzialmente redditizi. Sicuramente l’arbitraggio triangolare può risultare però più difficile da gestire, soprattutto per coloro che muovono i primi passi in questo mondo.

Perché fare arbitraggio di criptovalute?

Le ragioni per cui l’arbitraggio di criptovalute può risultare interessante sotto il punto di vista del profitto sono numerose. Tra le principali possiamo riportare:

  1. Profitto rapido. Se tutto va secondo le previsioni, l’arbitraggio di criptovalute permette di aumentare rapidamente il capitale, sicuramente in modo più veloce rispetto alle operazioni normali.
  2. Numerose opportunità. Sul mercato ci sono più di 200 exchange differenti su cui sono possibili acquisto e vendita di criptovalute, quindi un numero molto alto di opportunità di profitto.
  3. I mercati criptovalutari sono instabili e giovani. La quasi totalità delle criptovalute sono oggetto di forte volatilità, quindi subisce aumenti di valore repentini, e diminuzioni altrettanto rapide. Tutte queste disparità di prezzo costituiscono le condizioni ottimali per l’arbitraggio.
  4. Minore concorrenza rispetto ai tradizionali mercati. L’arbitraggio, come anticipato, non riguarda solamente le criptovalute, ma non tutti gli operatori sono disposti ad effettuarlo con le monete digitali. Questo significa che l’ambiente cripto è oggetto di una minore competizione.
  5. Le differenze di prezzo. Le variazioni di prezzo delle criptovalute possono risultare decisamente interessanti in un’ottica di investimento. In alcuni casi si parte dal 3% al 5%, ma in altre situazioni estremi si può oltrepassare anche il 30%.

Con questi presupposti, è quasi inutile sottolineare come l’arbitraggio di criptovalute sia un metodo di investimento sicuramente più efficiente in presenza di scambi con importi elevati. Piccoli importi infatti, possono generare profitti minuscoli, o comunque non degni di interesse per molti investitori. L’attività di arbitraggio, in parole povere può risultare redditizia solamente nel momento in cui vengono fatte ricerche, calcoli, e stime.

Costi e profitti dell’arbitraggio di criptovalute: come calcolarli

Ovviamente ogni situazione è un caso a se stante, ma in linea di massima è doveroso considerare le commissioni seguenti:

  1. Maker e Taker. Da considerare al cambio di acquisto.
  2. Commissioni di transazione.
  3. Commissioni di deposito. Da considerarsi allo scambio nella vendita.
  4. Maker e Taker. In caso di scambio alla vendita.
  5. Commissioni di prelievo.

Oltre a queste voci, troviamo alcune altre piccole variabili da tenere comunque in considerazione:

  1. Volatilità del mercato. Alcune criptovalute hanno variazioni di prezzo più consistenti di altre, dunque i prezzi possono variare molto rapidamente.
  2. Regolamenti e tasse. Qualsiasi profitto è oggetto di tassazione, inclusi quelli provenienti dall’arbitraggio di criptovalute. Ovviamente in questo caso si parla di importi variabili a seconda del Paese.

Arbitraggio di criptovalute: a quali exchange affidarsi

Una volta preso in considerazione l’arbitraggio di criptovalute come opportunità di investimento, è necessario identificare a quali exchange affidarsi al fine di effettuare la registrazione sui preferiti. In linea di massima le procedure sono molto simili tra loro, ma alcune società richiedono qualche passaggio supplementare come la verifica dell’identità, che può richiedere fino a qualche settimana.

Nel momento in cui si sceglie un exchange è opportuno tenere in considerazione alcune variabili, e tra le principali possiamo riportare:

  1. Commissioni. Inutile sottolineare come le commissioni applicate sulle negoziazioni siano uno dei primi parametri da valutare nella scelta di un exchange, perché in grado di influenzare notevolmente il risultato finale. Da questo si evince come sia necessario scegliere exchange a basso costo, seppur affidabili.
  2. Geografia. Prima di fare un trade è opportuno verificare se gli exchange scelti hanno delle limitazioni nel Paese di origine.
  3. Reputazione. Prima di scegliere un exchange di criptovalute è opportuno consultare le recensioni degli utenti che già ne utilizzano i servizi. D’altronde per fare arbitraggio è necessario depositare i propri fondi, quindi è meglio scegliere società trasparenti e regolamentate.
  4. Tempi di transazione. Le tempistiche delle blockchain non sono tutte uguali. Alcune sono di fatto immediate, mentre altre possono richiedere anche un’ora e oltre nei momenti di punta.
  5. Tempi di prelievo. Altra variabile da considerare è quella dei tempi di prelievo. Alcune società effettuano prelievi manualmente una volta al giorno. Prima di scegliere l’exchange è necessario comunque comprendere le regole.
  6. Verifica dell’account. Alcune società potrebbero non consentire il prelievo di fondi e il pieno utilizzo dei mercati prima di aver verificato il proprio account. In alcuni casi sono sufficienti pochi giorni, ma in altri possono volerci anche settimane.
  7. Liquidità del mercato. Gli scambi non hanno tutti la stessa liquidità, e a volte può rivelarsi non sufficiente, soprattutto nelle situazioni di arbitraggio di grandi quantità di cripto.

Quelle elencate sono solamente alcune tra le principali variabili da considerare nel momento in cui si sceglie un exchange, ma in realtà prima di cominciare ad arbitrare è necessario compiere degli strudi approfonditi per evitare spiacevoli sorprese in un secondo momento.

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